Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 375.619.015
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 24/01/2021
Merate: 22 µg/mc
Lecco: v. Amendola: < 2 µg/mc
Lecco: v. Sora: 10 µg/mc
Valmadrera: 8 µg/mc
Scritto Mercoledì 04 novembre 2020 alle 16:56

Connery, Proietti e gli altri

Gigi Proietti
Sono appena morte due star del cinema e del teatro, Sean Connery e Gigi Proietti, dopo una lunga vita fortunatissima piena di successi, onori, soddisfazioni, gloria, soldi, e la loro scomparsa riempie di sgomento miriadi di ammiratori e paginate di giornali pieni di elogi, di ammirazione, di rimpianto, di cordoglio.
A me invece viene da pensare ai milioni (miliardi?) di uomini che sono vissuti e morti senza che nessuno li ricordasse o li compiangesse al di fuori dei loro familiari. Vite qualunque, anonime, ignote, spese nel lavoro, nel tirare la carretta, nel portare il pane a casa, nel crescere i figli, pendolari che escono di casa quando è ancora buio e tornano quando è già buio, senza mai un applauso, una soddisfazione per un lavoro a volte ingrato, al massimo una vita da mediano che passa il pallone a quelli che poi segnano e vengono portati in trionfo.
Che colpa ne hanno se, alla loro nascita, non ci sono state, come per Connery, Proietti e tanti altri, fate benevole che deponessero nella loro culla doni impagabili: fascino, carisma, prestanza fisica, autorevolezza, brillantezza, un talento unico per qualcosa che li avrebbe resi ricchi, famosi, ricercati e osannati da folle di ammiratori e fans.
Vite agre, tirate coi denti, mangiando un pane duro e scondito, masticando lunghi giorni uguali e duri e grigi con l'unico svago la domenica all'osteria a bere e giocare a carte per poi finire magari in un ospizio e da lì, dopo lungo penare, al camposanto.
Vite dimesse, opache, trascinate in minuscoli appartamenti di ballatoio col gabinetto in comune o in grigi falansteri di periferia, non in ville alle Bahamas come Connery. Fantaccini nella guerra della vita che combattono quotidianamente la loro battaglia e non ricevono medaglie, gloria, croci di guerra, tutt'al più la fama del milite ignoto che è appunto rimasto ignoto, ma che fanno vincere le guerre mentre i generali dell'Alto Comando sono ricordati sui libri di storia.
A questi sconosciuti eroi va il mio pensiero e la mia attenzione, non ai cosiddetti grandi del mondo. Chissà chi è veramente grande agli occhi di Dio.
L.C.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco