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Scritto Martedì 03 novembre 2020 alle 18:54

Mantenere il livello di servizio del TPL per garantire la sicurezza dei viaggiatori

Stiamo assistendo purtroppo alla seconda ondata di questo virus che, dopo i sacrifici compiuti durante questa primavera, speravamo fosse sconfitto o almeno sotto controllo. Nonostante quanto sta accadendo potesse essere ampiamente prevedibile (basti guardare i classici andamenti delle pandemie che hanno colpito l’umanità), questa seconda ondata ha colto impreparati molti settori, tra cui il trasporto pubblico.

Nell’attuale narrazione che sentiamo sui mass media, il TPL viene additato come uno dei principali veicoli di contagio, tanto da ricorrere alla Didattica a Distanza per diminuire l’affollamento dei mezzi. A nostro avviso, tuttavia, oltre alla mancanza di prove e dati concreti a supporto di questa ipotesi, non si può imputare al TPL in sé la responsabilità di aumentare il contagio, bensì al suo mancato potenziamento e ad una mancato coordinamento tra i vari attori in campo. Invece di affrontare razionalmente il problema, utlizzando tutte le risorse e gli strumenti disponibili – dallo scaglionamento all’incremento delle corse in tutti gli orari - assistiamo ogni giorno ad uno stucchevole scaricabarile tra le varie parti politiche in campo, sia a livello regionale che a livello statale.

In vista della fase più acuta della seconda ondata pandemica e volendo mantenere in vita le attività produttive, risulta chiaro che non potrà essere accettabile la riduzione dei servizi del trasporto pubblico, sia su ferro che su gomma, in quanto una qualsiasi diminuzione delle corse andrebbe contro la logica di diminuire i rischi di assembramento. La situazione odierna è sostanzialmente diversa da quella della prima ondata perché l’Italia e la Lombardia non possono permettersi di chiudere tutto.

Infatti, non potendo chiudere le attività produttive, i lavoratori che tengono in piedi queste attività avranno la necessità di raggiungere il posto di lavoro e lo faranno, tra l’altro, anche utilizzando il TPL. Proprio per queste persone bisognerà garantire un elevato livello di sicurezza del trasporto pubblico, che potrà essere raggiunto solo mantenendo l’attuale livello di servizio senza cedere alla tentazione, purtroppo già vista nel recente passato o sponsorizzata da qualche azienda di trasporto, di applicare dannosi tagli che rischiano di colpire i punti più deboli del TPL, quali i servizi ferroviari regionali, le linee “periferiche” rispetto a Milano, le corse serali e dei giorni festivi.

In quanto rappresentanti dei viaggiatori lombardi, abbiamo da tempo espresso la disponibilità a Regione Lombardia ad un confronto propositivo su questi temi sia nell’ambito dei tavoli di Quadrante, sia in quella della Conferenza del TPL. Purtroppo ancora senza risposta.

Milano, 3 novembre 2020


I rappresentanti di viaggiatori alla conferenza regionale della Lombardia del Trasporto Pubblico Locale.
Franco Aggio
Giorgio Dahò
Stefano Lorenzi
Francesco Ninno
Sara Salmoiraghi
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