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Scritto Martedì 03 novembre 2020 alle 10:06

Merate, liceo Agnesi: protesta per dire no alla didattica a distanza. Sì a quella integrata


Temerari e impavidi una ventina di studenti della classe 5^ BS ha messo in atto la protesta annunciata (CLICCA QUI) contro le decisioni di Regione e Governo di imporre la didattica a distanza per le scuole superiori.


https://youtu.be/ygSK9JcfeQ8

Una scelta che i ragazzi ritengono penalizzante, arrivata tra l'altro improvvisamente senza lasciare il tempo di organizzarsi a chi non era dotato degli strumenti necessari.

Con teli e coperte, sedie e tavoli i liceali si sono posizionati puntualissimi alle 8 fuori dall'ingresso dell'istituto e collegatisi in rete hanno iniziato ad assistere alle lezioni. Ad aprire questa giornata la prof. Lorella Villa con nozioni di fisica che gli studenti hanno ascoltato raggomitolati nelle felpe e con sciarpe e teli sulle spalle.

PROTESTA

La nostra protesta è per dimostrare che noi a scuola vogliamo venirci.
Vogliamo dimostrare che noi studenti non siamo d’accordo con la scelta del governo e della regione Lombardia di chiudere le scuole e andare avanti solo con la didattica a distanza.
Per tutta l’estate si è pensato a come le scuole potessero essere riaperte in sicurezza, sono perciò stati stilati protocolli che, essendo stati seguiti alla lettera da studenti e professori, hanno reso la scuola uno dei luoghi più sicuri.
Capiamo di non poter essere sempre tutti a scuola ma la didattica integrata, alcuni giorni a casa e altri a scuola, poteva essere la soluzione migliore; quello che noi non capiamo è perché le scuole siano state chiuse da un giorno all’altro senza alcun preavviso.
Questa chiusura così improvvisa ha messo in difficoltà tutti quegli studenti che non hanno a disposizione un computer o una connessione internet che gli permetta di seguire le lezioni online ostacolando il loro diritto all’istruzione. In difficoltà si sono trovati anche i professori che non hanno dimestichezza con le nuove tecnologie e che, nonostante la buona volontà, fanno ancora fatica ad organizzare le lezioni.
Si può pensare che seguire le lezioni da casa sia più comodo ma non è così, soprattutto quando la connessione funziona male e bisogna interrompere per chiederei ripetere rendendo la spiegazione ancora più frammentata, oppure perdere un passaggio di un esercizio di matematica o di fisica rendere difficile capire il procedimento.
Insomma noi ci stiamo chiedendo perché in tre mesi di vacanze estive, in cui la situazione della pandemia era un po’ migliorata, non si è pensato di potenziare il trasporto pubblico, si sapeva da anni che la situazione dei mezzi pubblici era precaria con corse cancellate e posti insufficienti e vista l’attuale situazione era prevedibile la necessità di ancora più posti sui mezzi per garantire il distanziamento sociale. Ma ai trasporti non si è pensato se non all’ultimo momento, la soluzione non è perciò stata trovata e per evitare di peggiorare ancora di più questa situazione già precaria si è deciso di chiudere le scuole perché tolti gli studenti non è più così urgente aumentare le corse dei mezzi pubblici, perché verso le grandi città ci sono anche dei pendolari, ma nelle provincie chiuse le scuole i mezzi pubblici sono vuoti e quindi perché non permettere almeno la didattica integrata? Ridurre gli studenti che vanno a scuola in presenza con dei turni si riducono anche le persone sui mezzi pubblici consentendo però a tutti di fare almeno una parte delle lezioni in presenza; noi ne abbiamo avuta la prova quando con la chiusura del Viganò il flusso degli studenti sugli autobus è notevolmente calato consentendo di mantenere le distanze di sicurezza.
Perché in un paese che si definisce civile e moderno la scuola non può essere la prima cosa a chiudere e l’ultima a riaprire.

I più impavidi solo col cappuccio in testa. La loro iniziativa non è passata inosservata a chi si è trovato a transitare su via dei Lodovichi e li ha visti "accampati" fuori dai cancelli. Un'intraprendenza la loro che non è da escludere possa essere imitata da altri del medesimo istituto o del vicino Viganò.

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