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Scritto Domenica 01 novembre 2020 alle 18:24

Imbersago: in piazza Garibaldi la celebrazione del 4 novembre


Come ogni anno, ad Imbersago sono stati il cimitero e piazza Garibaldi ad ospitare le celebrazioni per l'Unità Nazionale e delle Forze Armate, a differenza del passato però limitate alla presenza di una delegazione dell'Amministrazione comunale, degli alpini e della protezione civile.

Partendo dal camposanto, dove è stato reso onore ai caduti delle guerre, la commemorazione si è trasferita in piazza intorno alle 12, dove il sindaco ha dato lettura di un lungo e sentito discorso, trasmesso anche in streaming ed in diretta affinchè l'intera cittadinanza potesse ascoltarlo ed essere ''virtualmente'' presente.

Cari concittadini,

il 4 Novembre non è solo l’anniversario di un grande evento della nostra storia: è il giorno della memoria comune degli italiani. Oggi siamo chiamati a riflettere sui valori di Patria e sulle responsabilità che ciascuno di noi ha nei confronti del nostro Paese.

«Dove non è Patria, non è patto comune al quale possiate richiamarci, regna solo l’egoismo… », così scriveva Mazzini.

L’Unità d’Italia, l’indipendenza e la libertà sono conquiste straordinarie che dobbiamo difendere quotidianamente.

Molti giovani imbersaghesi hanno percorso questa piazza e le strade che ad essa conducono, lasciando le proprie case, le cascine e la vita semplice dei campi per raggiungere le caserme e di lì, poi, i fronti della Prima Guerra Mondiale.

In tutto furono ventisette le classi chiamate alle armi, la più vecchia quella degli uomini nati nel 1874, la più giovane, i ragazzi del ’99.

Questi diciottenni giungevano al fronte con passo svelto e poco marziale, impetuosi come il fiume che dovevano difendere e generosi come la vita che molti di loro avrebbero dato per l’Italia. Dai commilitoni più maturi furono subito percepiti alla stregua di fratelli minori. Fratelli che infondevano speranza nel momento più buio della guerra.

I ragazzi del ’99 furono protagonisti di tre grandi battaglie decisive, che hanno capovolto le sorti del conflitto: tutte e tre battaglie vinte. La “battaglia d’arresto” nel novembre 1917, quella del “solstizio” a metà giugno del ’18 e la “battaglia di Vittorio Veneto” fra il 24 ottobre e il 3 novembre 1918.

Il generale Diaz scrisse di loro: «Io voglio che l’esercito sappia che i nostri giovani fratelli della classe 1899 hanno mostrato d’essere degni del retaggio di gloria che su essi discende». I giovani, allora come oggi, elementi determinanti nei momenti di crisi, protagonisti del presente per disegnarne il futuro. Da sempre, le nuove generazioni avvertono meglio degli adulti che soltanto mettendo forti dosi di energia ed intraprendenza nelle azioni compiute, possiamo vincere le sfide che la vita di ogni giorno ci riserva.

E a proposito di sfide, proprio un anno fa, in occasione della commemorazione della Festa dell’Unità d’Italia e delle Forze Armate, facevo un accenno alle 600 mila vittime italiane provocate dall’epidemia di febbre spagnola, esplosa al termine del Primo Conflitto mondiale.

Nessuno, allora, poteva immaginare che qualcosa di analogo stava già covando e che di lì a pochi mesi il mondo intero sarebbe stato sconvolto dall’epidemia di Coronavirus. Proprio in questi giorni, la seconda ondata pandemica sta mettendo nuovamente a dura prova tutti noi e richiama ciascuno ad agire con un profondo senso di responsabilità in tutte le azioni quotidiane.

Le sfide che ci attendono devono porre in evidenza i valori di civismo e di dedizione alle persone in difficoltà; valori che rappresentano la base fondamentale della nostra società, e alimentano la vita delle nostre istituzioni democratiche.

Il virus ha superato frontiere e distanze continentali. Ha messo in discussione percorsi, e modi di vita consolidati.

L’impegno di ognuno deve essere rivolto all’alimentazione di un tessuto sociale capace di affrontare le prove che la situazione contingente ci impone.

Concludo ringraziando il nostro Parroco don Bruno, i rappresentanti del Gruppo Alpini, della Protezione Civile e rivolgendo un pensiero ai rappresentanti del Consiglio comunale e a tutti voi cittadini, che state seguendo in streaming questa manifestazione.


Fabio Vergani
Sindaco di Imbersago

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