Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 364.618.019
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 26/11/20

Merate: 88 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 56 µg/mc
Lecco: v. Sora: 44 µg/mc
Valmadrera: 69 µg/mc
Scritto Giovedì 29 ottobre 2020 alle 16:22

Calco, ultimo saluto a Giovanni Sottocornola. Commozione per don Carlo: non ho risposte, ringrazio del nostro incontro

Ad oltre cinque mesi dalla sua scomparsa la comunità di Calco ha salutato per l'ultima volta Giovanni Sottocornola il 24enne, sparito da casa tra il 10 e l'11 maggio scorsi. Domenica il suo corpo è stato ritrovato senza vita nei boschi poco lontano dalla sua abitazione in località Gera, dove a lungo i famigliari e le forze dell'ordine, ai quali si erano aggiunti anche amici e semplici volontari, organizzati in vere e proprie spedizioni di ricerca, avevano provato a rintracciarlo.




La speranza di ritrovarlo vivo non si era mai spenta, fino al tragico ritrovamento di pochi giorni fa. Tanti gli amici e le persone che nel pomeriggio di oggi, giovedì 29 ottobre, si sono raccolti presso la chiesa di San Vigilio per il suo funerale, cercando attraverso la fede di curare il dolore. Grande è stata la commozione di quanti hanno assistito alla cerimonia, tanto che lo stesso don Carlo Motta ha dato segno di essere rimasto molto colpito dalla tragedia.


''Oggi un po' di fatica la dobbiamo fare tutti, è faticoso persino commentare la parola di Dio'' ha esordito. ''Forse oggi è una parola che non riesce del tutto a sostenerci, a guidarci in un cammino così difficile. Può risultare un 'contentino', forse sarebbe meglio non ci fosse nemmeno. A qualcuno, sentendo parlare della testimonianza di Gesù nella sua Pasqua, potrebbe venire quasi voglia di bestemmiare. Non è la prima volta che mi capita di vivere una situazione del genere, quasi di dismettere le vesti del prete ed essere solo l'uomo che sono dentro. Ma anche lui non potrebbe fare a meno di porsi delle domande. Cos'è la vita? Cos'è per me Dio? Cos'è la morte? Perchè Giovanni è morto così? Che cosa non abbiamo fatto perchè ciò non accadesse? O che cosa abbiamo fatto per non riuscire ad interpretare quello che ci stava dicendo? Perchè finito tutto questo torniamo nelle nostre case come se nulla fosse successo? Perchè tante parole? E ne abbiamo dette molte da quell'ormai lontano 11 maggio. Io oggi porto dentro di me tutte queste domande e mi dispiace non poter dare risposte. Se qualcuno le ha, lo aspetto''.


Colto da una grande emozione che a tratti non è riuscito a controllare, il prete si è rivolto direttamente a Giovanni, al ragazzo che negli anni aveva conosciuto nell'ambito dell'oratorio. ''Prima di tutto ti voglio dire grazie. Ti ringrazio di averti incontrato in questo tratto della mia vita. Ma ti chiedo anche perdono. Davanti al Padre ricordati di me. Ora ciò che serve è solo un rispettoso silenzio. Ciao Giovanni''.
E in rigoroso silenzio, al termine della cerimonia, i parenti, gli amici e tutte le persone presenti hanno accompagnato la bara del giovane fino al vicino cimitero locale.
A.S.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco