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Scritto Martedì 27 ottobre 2020 alle 15:33

Alla Rocchetta il gruppo Scout si ''ritrova'' come da tradizione

Riceviamo e pubblichiamo

Quella di ritrovarci ogni anno al Santuario della Rocchetta è una tradizione lunga 73 anni per noi del Clan del gruppo scout Milano 1. Anche in questo anno così particolare e complicato non abbiamo potuto rinunciarvi, pur trovandoci obbligati a modificare l’evento per come era solitamente concepito, adattandolo alla situazione che stiamo tutti vivendo. Se quindi tutte le edizioni della Rocchetta erano occasione di convivialità, di ritrovo, di confronto tra nuovi clanisti e membri che invece ci hanno preceduto decenni fa, quest’anno l’evento si è ridimensionato, ma non ha certo perso l’intrinseca forza e vitalità che da sempre lo caratterizza.




Dopo aver chiesto tutti i permessi necessari alle autorità competenti – che ringraziamo, senza di loro nulla sarebbe stato possibile – ed esserci assicurati che tutte le misure di sicurezza fossero rispettate, ci siamo quindi organizzati per consentire alla nostra comunità di iniziare un nuovo anno scout con lo spirito che ci contraddistingue e con la gioia che da sempre ci sprona, ma senza per questi motivi rinunciare alla sicurezza, nostra e dei visitatori del Santuario. Abbiamo dovuto compiere delle scelte difficili ma fondamentali, chiedendo a tutti coloro che una volta sono stati membri del Clan e che ci fanno compagnia ogni anno di restare a casa questa volta, e di unirsi a noi solo con lo spirito.




Un grande ringraziamento va quindi anche a questa comunità, sulle cui spalle noi oggi viviamo e che ci ha permesso di vivere questa uscita unica, nonostante tutto quello che è successo negli scorsi mesi. Hanno dimostrato di non aver affatto perso lo spirito scout, cosa di cui non dubitavamo, e si sono anzi dimostrati pronti a rinunciare, in nostro favore, a partecipare alla Rocchetta.




Al nostro arrivo, ad accoglierci al Santuario, come accade da ormai più di dieci anni, è stato l’infaticabile Cavaliere Fiorenzo Mandelli, che cura questo luogo a noi particolarmente caro con dedizione e passione rare. Abbiamo quindi allestito la Rocchetta per le nostre cerimonie, e abbiamo dato il via con la Partenza di un membro del Clan, Beatrice. La Partenza è quel momento che si celebra alla fine del proprio percorso, e attraverso cui si condividono con la comunità le proprie scelte per il presente e per il futuro, si sposano i valori scout, e si saluta il Clan. Inutile dire che in questo momento, che prevedrebbe un giro di abbracci per salutare singolarmente ciascuna persona, abbiamo rispettato il distanziamento sociale, scambiando delle parole di saluto e amicizia. Dopo aver salutato con affetto Beatrice, anche Anna, la nostra capo Clan, ci ha lasciati. Nel suo discorso di saluto ci ha ricordato quanto sia importante e bello lo stile scout, e quanto sia fondamentale continuare anche in questa fase emergenziale a servire la nostra società, per diventare un domani uomini e donne migliori e più forti, senza farsi scoraggiare dagli elementi esterni che oggi complicano la vita scout.




Dopo questa prima parte di cerimonie, diverse persone hanno scelto di firmare la Carta di Clan, documento programmatico delle persone che vogliamo diventare, e aderendo quindi a una crescita che sia improntata ai valori della vita scout, quali la Fede, l’essenzialità, la Strada, il Servizio, la Scelta politica e la Comunità. Infine abbiamo accolto i nuovi membri del noviziato, usciti dal reparto settimana scorsa, che ora sono a tutti gli effetti membri della branca Rover e Scolte. Concluse le cerimonie, don Claudio Nora, Assistente Ecclesiastico del nostro gruppo, ha quindi celebrato la Messa, per ricordarci la centralità di Dio e della Fede nell’esperienza scout, e inaugurare il nuovo anno con spirito rinnovato.



Dopo la cena abbiamo festeggiato con canti e danze intorno al fuoco, pur in assenza di tutte quelle persone che erano solite unirsi a noi nel celebrare la gioia dello stare insieme, tutti accomunati dall’aver vissuto un medesimo percorso, e delle esperienze simili. È quindi mancata la tradizionale parte di confronto che ogni anno si aveva con i giganti sulle cui spalle camminiamo oggi, sempre foriera di idee e metodi per innovare e migliorare la nostra comunità.
La domenica mattina ci siamo invece preposti degli obiettivi da portare avanti nel corso di quest’anno, confermando la scelta di vivere la nostra route estiva, se possibile, in Terrasanta, un grande impegno che sarà tuttavia in grado di donarci molto, e di renderci più consapevoli.
Baden Powell chiedeva a ogni scout di ‘lasciare il mondo migliore di come lo si avesse trovato’: con questo spirito abbiamo riconsegnato la custodia di quelle pietre che trasudano storia a Fiorenzo Mandelli, con la speranza di poter tornare l’anno prossimo invitando quanti non hanno potuto partecipare quest’anno, e che quanti ci seguiranno in questo luogo possano apprezzarlo quanto noi.
Davide Rossi
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