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Scritto Lunedì 26 ottobre 2020 alle 17:17

Una docente:la scuola è abbandonata a se stessa. Ore di attesa ma dall'ATS ... il nulla

Buon pomeriggio,
sono esausta e nauseata di ascoltare dichiarazioni ministeriali e prese di posizione che dichiarano la scuola ambiente sicuro.
All'interno della scuola lavoro come docente da tanti anni. In pochi sanno (se non i diretti interessati) lo sforzo che ha fatto la scuola tutta, personale docente e non, per riaprire in sicurezza. Il lavoro di un'estate intera, per dirigenti scolastici e staff insegnanti per riorganizzazione tutto. Sforzi immani di rimodulazione di spazi, che modificassero modalità di ingresso, uscita, lezioni, mensa, laboratori, intervalli, dispositivi di sicurezza e via discorrendo.
Si disinfetta tutto, le mani più e più volte al giorno, cattedra, sedia, PC, si cerca di mantenere le distanze di sicurezza che tutti conosciamo, tra adulti e ragazzi. Le aule, così come tutti gli ambienti scolastici in generale, devono essere sempre arieggiati per consentire un continuo ricircolo d'aria. Insomma si lavora vestiti come pronti per partire in direzione di una amena località turistica di alta montagna con mascherina, visiera (non da sci, ma dispositivo di sicurezza) quando ci si avvicina ai ragazzi, giacca a vento, sciarpa, guanti in lattice, qualche collega anche con il berretto...ma si sopporta per la salute di tutti. Le ore di lezione, in termini di tempo da dedicare alla didattica, si sono ridotte, per tutte le pratiche di sicurezza, ma con tutto l'impegno necessario, siamo ripartiti, con la convinzione che la didattica in presenza fosse importante e necessaria, traguardo imprescindibile.
Ma la scuola, nonostante i proclami giornalieri della nostra ministra è abbandonata a sé stessa. Si parla di "tracciamenti saltati" in Lombardia. Ma ce ne sono mai stati? Abbiamo alunni positivi in tante classi, che si sono recati a scuola fino all'esito del tampone, quindi a contatto stretto con tutti i compagni e gli insegnanti e altri ragazzi dentro e fuori dalla scuola. Quando la famiglia avvisa dell'esito positivo del tampone, la classe dell'alunno "positivo al tampone" dal giorno seguente rimane a casa in quarantena. I ragazzi però rientrano a casa con i mezzi pubblici incontrando altri studenti, altre persone. Insomma diffondendo il tutto.
Gli alunni in quarantena e gli insegnanti a scuola.
Io ho più classi in quarantena, svolgo DDI (didattica digitale integrata) da scuola. Pensate che io o qualche altro mio collega di queste classi sia stato sottoposto a tampone? No.
L' ATS Brianza ha risposto in un primo momento che ci avrebbero contattato personalmente e singolarmente entro 48 ore, perlomeno i docenti con più ore in queste classi, poi che non riuscivano, e che nel contempo era cambiato il protocollo, in seguito di contattare il nostro medico curante che a sua volta ci ha nuovamente indirizzato all'ATS. Ad una collega rimasta pazientemente e per ore ad attendere al telefono che qualcuno dell'ATS Brianza rispondesse, è stato risposto che al 12^ giorno dal contatto con lo studente positivo ci avrebbero contattato per il tampone, e in ultimo, che il tampone non lo avremmo mai fatto. Nessun contatto con ATS, nessuna domanda sul nostro stato di salute ecc .. il NULLA. Solo una certezza, quella che avevamo e abbiamo l'obbligo di recarci a scuola e continuare la vita di tutti i giorni. Ed intanto, chi come me lavora su tante classi, si sposta, fa lezione prima in una classe e poi in un'altra, partecipa a tanti consigli di classe, nella speranza di non veicolare nulla, nemmeno al rientro a casa. Ogni giorno abbiamo alunni positivi o con fratelli positivi o con familiari positivi che frequentano la scuola, certo fino all'esito del tampone che viene fatto con calma, confidando nella buona volontà di tutti. Buona volontà, perché chi ha più figli, deve perdere giornate intere di lavoro per recarsi ad eseguire il tampone. Non tutti i genitori possono permettersi di chiedere permessi. La scorsa settimana molti di loro, hanno trascorso sette ore in attesa all' ospedale di Vimercate per eseguire il tampone. E dopo due giorni stessa trafila per gli altri componenti della famiglia.
Quindi, in ultima analisi, nonostante l'impennata di contagi che sta interessando la nostra regione in particolare, regna sovrano il senso di irresponsabilità e incapacità di scelte organizzative e politiche serie; dicevo appunto, in questo frangente già drammatico, vi chiedo una cortesia, non parlate più di scuola sicura, di tracciamento, di priorità a studenti e insegnanti per il tampone, perché non è la tracciabilita' ad essere saltata, ma la serietà e il senso di responsabilità di chi ci governa.


PS: io intanto non vedo i miei genitori anziani, da quando è iniziata la scuola, per scelta certo, per senso di responsabilità nei loro confronti, forse li potrò riabbracciare a scuola terminata, in estate.
Un'insegnante
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