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Scritto Venerdì 23 ottobre 2020 alle 17:30

Mandic: torna in campo l’unità di crisi con la probabile riconversione di alcuni reparti

L'ospedale Mandic
Il San Leopoldo Mandic si prepara di nuovo al ruolo di fortezza anti coronavirus. Non è tra i 18 ospedali hub, cioè quelli individuati dalla Regione come destinatari di malati Covid ma, inevitabilmente, esauriti i letti al Manzoni di Lecco dovranno essere riconvertiti alcuni reparti di Merate.
Oggi c’è stata una riunione interna con la rimessa in campo dell’unità di crisi presieduta dalla direttrice di presidio Valentina Bettamio.
Al momento ogni paziente che mostra sintomi compatibili col virus viene immediatamente trasferito a Lecco. Ma già in base alle disposizioni dell’assessore regionale Giulio Gallera tutti i ricoveri programmati ma non urgenti, quindi differibili, sono da oggi cancellati.
E da domani è possibile che il reparto di Pneumologia, diretto dal dottor Daniele Colombo possa iniziare a ricoverare soggetti in semintensiva.
Non bastando anche Medicina A, guidata dal primario dottor Stefano Crespi, sarà in parte riconvertita.
Insomma si sta delineando lo scenario già visto in primavera anche se le condizioni di oggi sono ben diverse sia perché il personale sanitario è dotato di tutti i dispositivi di protezione sia per il fatto che le modalità di cura sono state ampiamente sperimentate.
Di sicuro c’è che la tanto temuta e annunciata seconda ondata è arrivata come uno tsunami. I nuovi contagiati in Lombardia sono quasi cinquemila con 350 ricoverati in corsia e in terapia intensiva.
La crescita è davvero esponenziale. E prevedere nuove restrizioni, come la chiusura della mobilità interregionale e tutt’altro che infondata.
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