Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 365.072.577
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 29/11/20

Merate: 55 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 38 µg/mc
Lecco: v. Sora: 35 µg/mc
Valmadrera: 43 µg/mc
Scritto Giovedì 15 ottobre 2020 alle 09:46

Merate, le auto elettriche. E quelle in coda

Caro direttore,
al netto di una certa sicumera modello Marchese del Grillo che non avrebbe ragion d’essere in un amministratore pubblico, non c’è alcun dubbio che l’assessore (ed ex sindaco) Andrea Robbiani sia sicuramente l’assessore di Merate con maggiore visione prospettica. Fossi perfido, dovrei aggiungere che non è poi impresa tanto difficile, visto che di gigantesco – nell’esecutivo cittadino – ci sono principalmente le figuracce nelle quali incappa di tanto in tanto il nostro sindaco. Ma questo è un altro discorso.
L’essere così avanti, tuttavia, non basta e non può bastare, soprattutto quando il presente va da tutt’altra parte. Prendo lo spunto dalla manifestazione andata in scena nello scorso fine settimana – il Green Prix Meratese - che aveva lo scopo (immagino) di promuovere le vetture ad alimentazione pulita per un mondo gretamente migliore. Il fatto che sia stata completamente snobbata dai cittadini non è di per sé sinonimo di fallimento e sicuramente l’assessore Robbiani – che tanto ed invano si sta spendendo al riguardo, tra auto elettriche, piazzole, mezzi a disposizione dei cittadini – tra qualche lustro sarà dipinto ai posteri come l’avanguardista della nuova mobilità.
Tuttavia, a noi, nell'attesa ci interessa la mobilità di domani mattina. E Merate, non ha proprio nulla di ecologico, di green, di pulito. Invito l’assessore a presentarsi in piazza Italia tra la 7.30 e le 8.00 di una qualsiasi mattina. Ne uscirebbe con l’idea che corso Buenos Aires a Milano, al confronto, sia un’oasi di tranquillità. Riassumendo: fila di auto da via San Francesco e lungo via Frisia; colonna in entrata da via Terzaghi; auto bloccate in via Indipendenza e in piazza Italia per lo scarico dei ragazzi che devono andare a scuola; fila interminabile in via don Cesare Cazzaniga a salire verso il centro. Mezzora di impazzimento collettivo, tra fumi di scarico, clacson impazziti e bambini che spuntano da ogni parte nel tentativo di raggiungere la scuola, infagottati nelle mascherine e con zaini che sembrano pieni di pietre (causa Covid non si possono più lasciare i libri a scuola). Il tutto affidato a un volontario della Protezione civile (immagino) e senza l’ombra di un vigile urbano. I quali si offendono, se li si definisce così anziché agenti di polizia locale ma che, etimologia a parte, troverei rassicurante vederli dirigere il traffico con fischietto e paletta anziché essere introvabili.
Ebbene, il padre di questo caos – non me ne voglia, questo è solo uno spunto di discussione – è proprio l’assessore Robbiani che nella vita precedente ebbe l’idea di chiudere l’accesso da via Terzaghi (ora ripristinato in qualche modo, senza disegnare l’unica rotonda che sarebbe stata davvero necessaria a Merate, altro che viale Verdi) e di indirizzare tutte le auto dalla rotonda di Pagnano verso la strada provvidenzialmente allargata che costeggia il parco delle Piramidi, il parcheggio del residence Diana che doveva servire a tutti ma è utilizzato solo dai genitori degli alunni del Villoresi (ops, si potrà dire?) e via San Francesco- via Frisia. Una genialata assoluta che di avanguardista, me lo consenta, non ha proprio nulla.
E sorvoliamo sui sensi unici del centro storico che se per sbaglio arrivi da via Terzaghi e devi andare al silos di via Cornaggia, devi slalomeggiare tra piazza Italia, via Parini, viale Lombardia che ci vuole un bel cinque minuti anziché i canonici venti secondi venti. Alla faccia dei fumi di scarico dispersi in atmosfera. Per non parlare poi di viale Verdi che è ridotto ad un percorso di guerra in attesa di quel progetto che costituisce un pegno elettorale da saldare ma che resterà comunque un rimedio peggio del male. O del fatto che, mentre si parla di energia pulita, non c’è un pullman che porti gli studenti e i lavoratori di Merate alla stazione di Cernusco nei canonici orari di punta, fatti salvi quelle delle linee provinciali che qualche volta passano e qualche altra volta sono in coda sulla statale. Insomma, vero che non sono un esperto di piani del traffico ma, visti i risultati, mi viene da pensare che neppure a Palazzo ce ne siano poi molti.
Ecco perché rimango un po’ perplesso davanti ai progetti avveniristici – e teoricamente apprezzabili – del nostro assessore. Le ultime giunte del resto, hanno accentuato una profonda spaccatura del tessuto sociale di Merate e sarebbe bello se lei, direttore, ci buttasse un occhio quando ne avrà tempo. Con Viale Verdi a fare da approssimativo confine tra una parte di città – quella che va verso Brugarolo – completamente devastata dal cemento, dai centri commerciali, da una urbanizzazione residenziale e soprattutto imprenditoriale che trova il suo ideale centro di vergogna permanente nel nuovo centro commerciale delle Marasche di Osnago (proprio vero che il cuore batte a sinistra, ma il portafoglio a destra). E l’altra, quella da piazza Prinetti in su verso Sartirana e Cassina fatta di un’edilizia ancora gentile e nel quale il colore predominante (fino a quando non si sa, visti gli appetiti di gente famosa) continua ad essere il verde. Ho postato ad un amico un’immagine del lago di Sartirana al tramonto motivando orgogliosamente che that’s my country. E lui, assai prosaicamente, mi ha risposto che anche da Cascina Gobba – alzando gli occhi - si vede il Resegone. Colpito e affondato.
Alessandro M., Merate
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco