• Sei il visitatore n° 476.680.278
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Venerdì 09 ottobre 2020 alle 16:14

Lomagna: il racconto di Letizia volontaria a Haiti tra povertà, schiavitù, accoglienza

In occasione dell’Ottobre Missionario, la comunità di Lomagna ha accolto nella serata di mercoledì 7 ottobre la giovane Letizia Scaccabarozzi, originaria di Cavenago di Brianza e volontaria da più di due anni ad Haiti, negli stessi luoghi dove opera anche la suora lomagnese Luisa Dell’Orto. Prima di raccontarsi, Letizia ha sorpreso i presenti con una chiamata proprio alla Piccola Sorella, che ha salutato affettuosamente i suoi compaesani, ringraziandoli per la loro presenza e fedele amicizia.


Letizia

Letizia ha conosciuto Haiti e il centro Kay Chal, dove opera suor Luisa, nel 2014, quando, grazie ai Cantieri della Solidarietà organizzati dalla Caritas, ha avuto la possibilità di fare un’esperienza estiva della durata di un mese in una missione all’estero. Tornata in Italia, il legame che la stringeva ad Haiti era ancora così forte da spingerla a trascorrere lì tutte le estati successive fino al 2018, anno in cui le è stato proposto di prolungare la sua permanenza fino a sei mesi. Lo scorso settembre 2019, poi, ha scelto di intraprendere un viaggio della durata di un anno.


https://youtu.be/rOGNxNDy48U


“Spesso quando si parla di Haiti non si riesce neanche a collocarlo geograficamente. Haiti è uno dei paesi più poveri delle Americhe e il più delle volte è citato solo per le catastrofi naturali che lo coinvolgono. Oggi, si stima che l’80% degli haitiani viva in una condizione di povertà ed è proprio in questo contesto che lavorano le Piccole Sorelle di Charles de Foucauld. In particolare, il centro di Kay Chal sorge nel quartiere di Delmas, in prossimità della Cité Okay, una bidonville che accoglie gli spazi circostanti della capitale. Lì, si vive ammassati, non esistono gli spazi privati, non c’è acqua potabile né un sistema elettrico permanente. Le condizioni igienico-sanitarie sono precarie e la vita è difficile. Ma è ancora più difficile essere bambini”. A questo proposito, Letizia racconta che Haiti, come tutta l’America Centrale, è soggetta al fenomeno nascosto dei bambini restavek, una specie di bambini schiavi. “Molte famiglie di provincia, non avendo i mezzi per mantenere i propri figli, li mandano nella capitale da quelli che vengono definiti “zii”, che in cambio dovrebbero offrir loro un’istruzione, vitto e alloggio. In realtà, ciò non avviene; anzi i bambini si ritrovano a doversi far carico delle incombenze domestiche, svolgendo lavori pesanti e subendo spesso maltrattamenti”.


Kay Chal nasce proprio come luogo protetto dove i ragazzi possono ritrovarsi per condividere la giornata e svolgere attività educative e di svago. Un luogo dove poter essere bambini anche solo per poche ore. Il centro offre sia una una prima alfabetizzazione attraverso delle lezioni mattutine sia attività ludiche e ricreative nel pomeriggio. “Quello che mi ha fatto innamorare del centro è proprio questo dare una possibilità a dei bambini di ritornare tali” spiega Letizia. “Inoltre, Kay Chal trasmette loro dei valori importanti. Primo, l’accoglienza: l’accesso al centro, infatti, non è precluso a nessuno, indipendentemente dalla religione professata. Secondo, il concetto del prendersi cura, essenziale in un contesto dove i maltrattamenti fisici sono all’ordine del giorno. E poi la condivisione dell’esperienza: vedere degli “utenti” del centro diventare animatori, rinunciando a parte del loro tempo per mettersi al servizio degli altri e creando, in questo modo, una sorta di continuità”. Letizia ha poi sottolineato come negli ultimi anni l’incertezza politica abbia contribuito a peggiorare il già difficile clima di instabilità del paese, spingendo molti ragazzi verso la via dell’illegalità. “Kay Chal vuole offrir loro la possibilità di scegliere, di decidere tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato”.


La Piccola Sorella Agnese, missionaria in Madagascar, e Letizia


La cavenaghese ha, in seguito, parlato della situazione Covid ad Haiti, spiegando come il suo impatto sia stato forte sia per quanto riguarda il numero delle vittime, sia perché ha creato delle difficoltà in una popolazione che già fatica a vivere. I volontari delle Piccole Sorelle hanno cercato in un primo momento di svolgere una distribuzione di generi di prima necessità, per poi successivamente offrire degli incontri formativi sulla malattia ed impegnarsi nella realizzazione e distribuzione di mascherine.
Letizia ha poi concluso il suo emozionante racconto con qualche parola su Suor Luisa, che le è sempre stata vicina durante la sua esperienza. “Basta guardarla per capire cosa sono le Piccole Sorelle. Accoglienza e disponibilità. Non si tratta solo di esserci sempre, ma anche della modalità con cui le Piccole Sorelle sono presenti: vivono nel centro della Cité, in mezzo alla gente, e condividono con essa gioie e disgrazie. È questo che mi porto a casa”. L'avventura della giovane cavenaghese non si conclude qui: Letizia ripartirà tra una ventina di giorni per Haiti, pronta a tornare tra la gente forte, nata dalla parte "giusta" del mondo, quella buona, quella dove la condivisione è un valore ancora importante.
S.G.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco