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Scritto Mercoledì 30 settembre 2020 alle 20:57

Lomagna: l'arbitrato tra LRH e Sernovella sulla fitodepurazione 'sbarca' in Consiglio

Nel recente Consiglio comunale di Lomagna si è fatto luce sugli sviluppi legali relativi al comparto ex RDB in via Giotto. L'interpellanza del gruppo di minoranza chiedeva conto dell'attività mossa dall'avvocato Paola Brambilla, scelta per tutelare gli interessi dell'Ente locale, a fronte della comunicazione della proprietà, l'Immobiliare Sernovella, di voler recedere dalla convenzione firmata con il Comune e il Parco del Curone. Dalla precisa relazione del primo cittadino Cristina Citterio è emerso un quadro ancora molto incerto.


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L'area perimetrata in fucsia è destinata all'impianto di fitodepurazione

Il 16 luglio, in aula, il vice sindaco Stefano Fumagalli si era limitato a condividere l'informazione che il legale incaricato, Brambilla, aveva inviato una lettera all'avvocato che sostiene la Immobiliare Sernovella per contestare il recesso unilaterale agli obblighi previsti (bonifica dell'amianto, rinaturalizzazione di alcune aree attigue al corso d'acqua, la cessione della zona destinata all'impianto di fitodepurazione). Fumagalli aveva poi asserito che era stato richiesto un incontro tra le parti, di cui però non si aveva ancora avuto risposta affermativa. Per la sindaca non c'era più motivo di continuare ad insistere sulla vicenda di via Giotto, in quanto non ci sarebbe stato nulla da aggiungere.


Il 21 luglio, un nostro articolo [clicca QUI] sottopone per la prima volta un problema che era rimasto escluso dalla trattazione in aula. Una disputa finita in un arbitrato tra Lario Reti Holding e Immobiliare Sernovella per un mancato accordo nel valore da attribuire all'area da destinare alla fitodepurazione. A distanza di due mesi, è arrivata la conferma nella relazione letta da Citterio.



L'avvocato Brambilla intanto ha fatto fin da subito presente che il venir meno di Fiocchi Munizioni quale beneficiario dell'operazione non preclude di per sé il proseguimento degli impegni promessi dal privato. Basterebbe una modifica della convenzione tra Parco, Comune e Sernovella. Tesi, del resto, che avevamo sempre sostenuto.


Già il 27 maggio scorso Lario Reti Holding comunicava al Comune la disponibilità ad un incontro per esaminare la situazione. La riunione in videoconferenza si è tenuta a metà giugno e per quell'occasione l'avvocato Brambilla aveva predisposto una "bozza di accordo di negoziazione assistita". Ma il 22 giugno, l'avvocato Giuri di LRH ha comunicato di non procedere in tal senso. In data 13 luglio, la società partecipata ha reso noto al Comune che, in esecuzione a un decreto di esproprio del 29 giugno, il 20 luglio sarebbe stata prevista la presa in possesso dell'area di oltre 11 mila mq.


Attualmente la situazione è ancora tutta bloccata. "Sernovella ha sospeso la disponibilità a una trattativa in attesa che venga definita la questione con Lario Reti" ha ammesso il primo cittadino. "Allo stato, si dovrebbe avere notizia in questi giorni dell'esito del contenzioso dall'arbitrato tra LRH e Sernovella a cui è seguito l'Appello [nella prima fase è stato dato favore a Sernovella, ndr] e delle relative conseguenze per la trattazione dei risvolti convenzionali di interesse degli Enti pubblici Comune e Parco" ha detto Cristina Citterio nella recente assise. "Non si è quindi al momento in grado di fornire una prefigurazione degli scenari possibili in quanto sono ancora in corso contatti delicati e su più fronti da parte dei diversi attori coinvolti - ha proseguito la sindaca - Restiamo, come fatto in queste ultime settimane, con l'attenzione alla questione con il supporto dell'avvocato Brambilla e in stretto collegamento con il Parco".


Il capogruppo di minoranza Mauro Sala ha domandato come mai la maggioranza non ha mai voluto parlare in precedenza del problema legato all'impianto di fitodepurazione, senza ricevere risposta. Sala ha poi sostenuto che la convenzione urbanistica, in base alla Legge regionale 12/2005, non dovrebbe contenere opere a scomputo degli oneri che sono già previste nel Programma Triennale delle Opere pubbliche. Su questo aspetto è intervenuto il vice sindaco dichiarando falsa la tesi. Secondo Fumagalli la convenzione urbanistica sottostà all'articolo successivo della Legge regionale, ovvero l'art. 46 (Convenzione dei piani attuativi). Come se questo escludesse il comma 2 dell'art. 45, che sancisce: "Non possono essere oggetto di scomputo le opere espressamente riservate, nel programma triennale delle opere pubbliche, alla realizzazione diretta da parte del comune".
M.P.
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