Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 413.306.072
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Sabato 26 settembre 2020 alle 13:19

Terrorismo: rintracciato ancora una volta 'a casa' a Lomagna  dopo mesi di latitanza il 25enne ritenuto 'persona pericolosa'

Alla fine è tornato, ancora una volta, dalla mamma. E si è fatto prendere. Del resto anche durante la "latitanza" non aveva perso il vizietto di pubblicare foto sui social - smania che già gli era costata l'ultimo dei rintracci - permettendo così alle forze di polizia di mappare, anche attraverso i servizi di intelligence, i suoi spostamenti, fino al rientro in Italia e al ritorno nell'abitazione di famiglia in via Milano a Lomagna. La Digos della Questura di Lecco ha tratto in arresto nella tarda serata del 23 settembre, fermandolo tra via Magenta e via Kennedy, il 25enne Ghaith Abdessalem, già a più riprese protagonista della cronaca. Fratello minore di Ghassen, morto da "martire" in Siria dopo essersi unito alle milizie dello Stato Islamico divenendo un importante reclutatore di foreign fighters nel centro Europa, lo stesso giovanotto, originario della Tunisia ma cresciuto in Brianza, nel 2015 era stato attenzionato dalla Direzione Centrale della Polizia di prevenzione in quanto "ritenuto contiguo a persone di quest'area integralista" come asserito dal Commissario Domenico Nera, alla testa della Digos lecchese, chiamato a srotolare il nastro della memoria, ripercorrendo tutte le tappe che hanno portato, l'altra sera, ad associare lo straniero presso la casa circondariale di Pescarenico.

Radicalizzatosi a sua volta, forse dopo un periodo di detenzione per reati minori, lo stesso Ghaith "avrebbe voluto seguire la strada percorsa dal fratello maggiore": da tale convinzione investigativa il provvedimento di espulsione firmato dal Ministro dell'Intero, ritenendo allora ventenne persona pericolosa per la sicurezza dello Stato. Provvedimento eseguito dalla Digos il 3 dicembre 2015 con l'accompagnamento del tunisino alla frontiera aerea di Milano Malpensa per essere imbarcato su un volo diretto verso il suo Paese d'origine. Non avrebbe più potuto far rientro in Italia fino al 2030.
Ed invece nell'estate 2017 era già qui di nuovo. A stretto giro aveva solcato per ben due volte il Mediterraneo sbarcando una prima volta al Sud, per poi essere "riconosciuto", processato e rispedito in Patria. Aveva ritentato "l'impresa" una manciata di giorni dopo, con successo. Il primo viaggio risulta datato giugno: a fine mese l'intelligence lo aveva individuato a Linosa. A Punta Raisi era così stato caricato su un aereo e riportato in Tunisia: era il 3 luglio. Risale invece al 13 dello stesso mese il fermo a Lomagna dove gli agenti della Digos si erano recati dopo aver individuato alcune fotografie postate sul proprio profilo Facebook dal ragazzo, che ne indicavano la presenza a casa dei genitori nel meratese. Un blitz scattato all'alba e decisamente movimentato: il giovane era stato scovato - secondo quanto poi reso noto dalla Polizia ed accertato poi in sede giudiziaria anche nel corso di un processo per resistenza intentato nei confronti della madre - all'interno di un armadio posto all'esterno e aveva persino tentato di gettarsi nel vuoto dal balcone pur di sfuggire alle manette con un colpo d'arma da fuoco esploso accidentalmente nel parapiglia, conclusosi con l'arresto di Ghaith chiamato a rispondere di una serie di reati connessi con la zuffa con gli operanti.

Il commissario Domenico Nera a capo della Digos

Per resistenza, minacce e lesioni a pubblico ufficiale rimedia una condanna a 5 mesi. Ma nel frattempo era anche diventata definitiva la pena irrogata a suo carico precedentemente dal Tribunale per i minorenni di Milano: un anno e 7 mesi per due episodi risalenti al 2010 quando, tra Carnate e Usmate, prima si rese responsabile di un furto con strappo di un ipad e poi aggredì personale della Polfer in fase di identificazione su di un treno.
Ghaith finisce così in cella (di nuovo): prima a Pescarenico, poi a Opera. Infine viene posto ai domiciliari, dal 2 agosto 2018, per scontare, al netto degli sconti ottenuti, l'ultima parte della detenzione, con la vigilanza affidata ai Carabinieri della Compagnia di Merate, competenti per territorio. Il fine pena era fissato per il 15 novembre, con espulsione poi da rinnovare in virtù del provvedimento del ministro, ancora in essere. Nella notte tra il 12 e il 13 - verosimilmente - però il giovanotto si allontana, facendo perdere le proprie tracce. O quasi: già l'indomani, le indagini coordinate dalla direzione centrale di prevenzione, permettevano infatti di collocarlo in Francia, a Parigi per l'esattezza, avendo lo stesso pubblicato una foto dinnanzi allo Stadio, interessato tra l'altro tre anni prima dai noti attentati terroristici. Si sa poi che è stato in Belgio, per poi spostarsi in Germania, tornare in Belgio e arrivare, a inizio settembre, in Svizzera. A Ginevra per la precisione. Il passo per Lomagna è stato il successivo. Evidente - per i servizi - la volontà di tornare di nuovo dai genitori, persone tra l'altro integrate in paese sulle quali non ci sono ombre.
Alle 22.30 del 23 settembre "l'imboscata" delle divise: "si è lasciato controllare, non ha opposto resistenza" conferma il dr. Nera, ritenendo che, a 25 anni ormai compiuti, il tunisino possa aver optato per assumersi le sue responsabilità, anche nei confronti della sua famiglia, già colpita da un lutto importante come la morte nel Daesh di Ghassen.
A suo carico pende ancora la condanna a 5 mesi per i fatti ambientati nella sua abitazione al momento dell'arresto del 2018. Proprio nei giorni scorsi poi, con rinvio proprio perchè considerato irreperibile, si sarebbe dovuto aprire il processo per l'evasione contestatagli dopo l'allontanamento del mese di novembre. Dalle 11 di ieri, dunque, si trova di nuovo a Pescarenico. Con al spada di Damocle dell'espulsione ancora sul suo capo. Sperando sia la volta buona per essere eseguita.
A.M.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco