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Scritto Giovedì 09 giugno 2011 alle 18:47

Calco: arrivati in paese altri 9 richiedenti asilo, ma sindaco non ne sapeva nulla. ''Deviati'' altri 9 in arrivo

La questione è stata sollevata dal primo cittadino di Calco in occasione dell’incontro con gli 8 richiedenti asilo politico “ospiti” in Via Nazionale promosso in sala civica nella serata di mercoledì 8 giugno. Alla presenza del Prefetto lecchese Marco Valentini, Gilberto Fumagalli ha espresso una certa preoccupazione per l’arrivo in paese di altri 9 individui in fuga dai conflitti africani (quello libico in particolare) senza che l’amministrazione comunale e le forze dell’ordine fossero messi al corrente, un fatto che pare essersi ripetuto addirittura due volte. I fatti risalgono all’ultima settimana di maggio, quando i volontari del Gruppo di Protezione civile di Imbersago hanno notato (passando casualmente lungo Via Nazionale) alcuni mezzi di loro “colleghi” di Lodi e Milano presso la Locanda di Saunière, mentre portavano a destinazione alcuni individui provenienti dal Continente Nero.

I primi 8 richiedenti asilo giunti in Via Nazionale


La conferma dell’arrivo di altri 9 africani è arrivata dagli uffici provinciali interpellati dai volontari imbersaghesi in merito, che certamente non potevano immaginare che l’amministrazione comunale di Calco fosse all’oscuro di tutto. Il problema è emerso nel corso della festa per i 15 anni dell’associazione di domenica 29 maggio, quando il primo cittadino e il maresciallo Christian Cucciniello sono venuti a sapere che in Via Nazionale i richiedenti asilo politico erano passati da 8 a 17. Se in occasione dell’arrivo dei primi 8 uomini il 3 maggio le comunicazioni da parte della Prefettura erano state tempestive e precise, evidentemente qualcosa a livello comunicativo tra le diverse istituzioni non ha funzionato con il secondo arrivo. Ma il disappunto del Sindaco è cresciuto in maniera esponenziale quando gli è stato comunicato, sempre in modo “ufficioso” da parte dei volontari, che sono stati incaricati dal Dipartimento provinciale della Protezione Civile di trasportare altri 9 richiedenti asilo da Bresso a Calco, nella giornata di giovedì 9 giugno. Una opzione che avrebbe portato il numero degli africani sul territorio del paese da 8 a 26, con possibili ripercussioni sugli stessi volontari (Croce Rossa e coloro che stanno insegnando loro l’italiano) chiamati a far fronte alle esigenze di un numero elevato di persone. Quando però la Protezione civile è andata a prendere i 9 uomini a Bresso per portarli a Calco, il loro viaggio è stato "dirotatto" verso Milano, con la spiegazione che la struttura in paese non era più disponibile.


Forse l'intervento del primo cittadino e la verifica presso la struttura dell'effettiva disponibilità di posti letto per un soggiorno di 26 persone ha fatto propendere per una soluzione "alternativa". Come ha spiegato il Prefetto di Lecco nel corso della serata di mercoledì, in base alla pianificazione attuale stabilita dal Governo Italiano nella nostra Provincia non possono arrivare più di 300 richiedenti asilo, un calcolo effettuato in base alla popolazione residente. È il Dipartimento di Protezione Civile nazionale che, comunicando con Regioni e Province, stabilisce quali siano i luoghi di destinazione degli africani in fuga dai loro Paesi, sulla base delle disponibilità riscontrate in ogni territorio. Se prima però il “passaggio” presso gli uffici prefettizi avveniva prima del trasporto a destinazione, ora avviene dopo con la conseguenza che, perlomeno in questo caso, nessuno si è preoccupato di avvertire amministratori locali e forze dell’ordine dei nuovi “arrivi” sul territorio, andando ad interagire direttamente con Protezione civile e gestore della struttura ospitante. Il sindaco di Calco ha annunciato di voler fare “chiarezza” sulla mancata comunicazione all’amministrazione e alle forze dell’ordine dell'arrivo di nuovi richiedenti asilo politico.
R.R.
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