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Scritto Martedì 15 settembre 2020 alle 18:35

Bellusco: presentati i carri dell'edizione speciale del palio Santa Giustina

Fra le tante novità inattese, il Covid ha riservato anche questo: riscoprire con formule nuove tradizioni consolidate, come la sagra di Santa Giustina di Bellusco. Con un palinsesto visibilmente più snello, anche l'annesso e storico Palio dei Carri Biblici Fiorati ha subito una variazione del format. Al suo posto fanno bella figura da diversi giorni i carri statici posizionati in vari punti simbolici del paese. Quello che non è proprio cambiato è il lavoro e la cura dei dettagli dietro ad ogni composizione, che sebbene privata del classico dinamismo e del corteo per le vie del paese, non ha fatto mancare il sudore dei cittadini comuni nella creazione di ciascuna "opera".

Rione Camuzzago

Dante

E domenica pomeriggio ogni lavorazione statica si è svelata al pubblico, presentata dai rappresentanti di ogni rione, con una modalità di esposizione davvero inconsueta. Quest'anno il tema guida da declinare nei carri si è legato alla stretta attualità e alla ripartenza con nuove relazioni. La riflessione di Camuzzago, il cui carro è "comparso" di fronte all'iconica chiesa di Santa Maria Maddalena, si è soffermata sulla nuova normalità come occasione per diventare uomini nuovi nella sequela di Gesù. La composizione vede quindi un uomo, aggrappato alla fenice, liberarsi dalla terra e da ciò che vuole abbandonare, per rinascere alla sua nuova vita.

Castello

San Martino-Garibaldi

La questione del "distanziamento sociale", divenuto troppo in fretta di uso comune, è finita invece sotto la lente di approfondimento del rione Dante, che in via Dante, angolo vicolo Muggiasca ha dato vita ad un lavoro dalla forte impronta partecipativa. Di fronte ad un quadro sono posizionati due pulsanti e solo quando vengono azionati da due persone in contemporanea, il quadro fa apparire l'ombra di un uomo. Naturale da qui, il concetto per cui soltanto la relazione tra le persone ha il potere di rivelare il volto umano dello stare insieme. Castello ci invita ad una profonda riflessione sul significato della nostra esistenza, in cui siamo chiamati a farci amare e ad amare. Il concetto è reso simbolicamente attraverso un semplice gesto, un abbraccio. Il mondo ci accoglie tramite un grande intreccio di tessuti, quasi 2mila metri di stoffa dai toni caldi. Il cuore che domina tutto l'insieme serve a ricordarci l'importanza di quello che abbiamo vissuto negli ultimi mesi, in cui abbiamo visto scambiare brandelli di cuore gli uni con gli altri grazie ad una comunità che abbraccia.

Cantone-San Nazzaro

Bergamo

Da Castello ci spostiamo più a nord, in via Manzoni, dove stazione l'idea del rione San Martino-Garibaldi, che riflette sul concetto di mascherina, la quale rende difficile la capacità di comprensione ma anche il riconoscimento sociale. Il punto è questo: dietro alle maschere delle false certezze, rimaniamo sconosciuti gli uni agli altri e a noi stessi. Poco distante, sempre in via Manzoni, l'installazione di Cantone-San Nazzaro accoglie i passanti in un oercorso di cui non s'intravede l'uscita. Nessuna garanzia su cosa si troverà alla fine, così come non ve n'è nell'agire umano, ed è decisamente interrelato al momento presente così incerto. Chiude il cerchio delle proposte in via Bergamo, il proposito del rione Bergamo di riscoprirsi comunità dopo il periodo drammatico. È il famoso potere che ci fa vedere e apprezzare meglio le cose quando non le abbiamo. Per questo il lavoro del rione è concepito dall'esterno come una stanza rudimentale, che però va vissuta per sapere realmente com'è all'interno. Le mani che riempiono lo spazio rappresentano la comunità che è quel "valore sottovalutato" che dovremmo ambire a riscoprire. Insomma, neanche l'inventiva sembrerebbe essere andata in lockdown, ma saranno poi come tradizione vuole i cittadini a leggere e giudicare le sei idee, secondo il proprio gusto. I lavori resteranno visibili liberamente anche nelle prossime settimane, fino a domenica 20 settembre.
M.L.
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