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Scritto Martedì 15 settembre 2020 alle 17:14

Paderno, don Marco Albertoni saluta dopo 6 anni la comunità. ''La pandemia ci ha aiutato a riscoprire l'essenziale''

Nella Comunità Pastorale dell'Addolorata aveva fatto il suo ingresso nel 2014 da diacono, diventando vicario parrocchiale della pastorale giovanile l'anno successivo, con l'arrivo della tanto attesa e desiderata ordinazione sacerdotale. Era il 21 giugno 2015 e l'oratorio di Robbiate era colmo di persone per consacrare assieme nella gioia quel mandato che la Chiesa gli aveva affidato di diffondere nel mondo la Parola del Vangelo. In dono gli era stata regalata una bicicletta come segno del suo pedalare tra la gente. E di strada ne ha fatta parecchia don Marco Albertoni, da quell'estate ad oggi, nella sua permanenza a Paderno e negli altri paesi della Comunità (Verderio e Robbiate). Molti i momenti intensi vissuti con la sua gente accanto ad altri più difficili, ultimo - soltanto cronologicamente - quello della pandemia che, ha spiegato, ''ci ha aiutato a riscoprire l'essenziale''. A don Marco Albertoni abbiamo chiesto attraverso alcune domande di salutare la sua comunità, lasciando un segno scritto del suo passaggio insieme a quello indelebile che sicuramente, con il suo sorriso semplice e sincero, ha infuso nel cuore dei fedeli.

Don Marco Albertoni



Don Marco Albertoni, a Paderno è diventato vicario parrocchiale per la pastorale giovanile nel 2015 e ha trascorso sei anni intensi. Qual è il più bel ricordo che ha di questo periodo?

Ce ne sarebbero molti: la bella accoglienza di don Antonio e degli altri preti e suore della comunità al mio arrivo e in questi anni, alcuni momenti, ritiri, pellegrinaggi e colloqui nella vita e nella fede con i nostri giovani, anche con don Luca a livello di giovani del decanato! Poi penso alla gioia dei bambini, dei ragazzi, delle famiglie condivisa in alcuni momenti dell'anno (dalle I Comunioni, alle Messe domenicali, alle estati insieme), alcune visite importanti ai nostri anziani e ammalati, l'amicizia con alcuni fratelli in arrivo da Paesi lontani. Penso all'aver visto diventare preti don Marco, don Alessandro, don Roberto, don Daniele (proprio in questi giorni) che sono passati tra noi e adesso anche il nostro don Riccardo Cagliani, originario di Verderio! E' stato per me qualcosa di importante e grande vedere il Signore all'opera nelle nostre vite e tra le nostre case! Lo ringrazio che prima di partire mi ha concesso di vedere don Riccardo e don Daniele sacerdoti! Mi viene da metterlo tra i ricordi, magari non belli, ma sicuramente importanti anche l'aver vissuto insieme alcuni lutti ed aver affidato i nostri cari al Signore nell'Eucaristia, pur in momenti sofferti e difficili.


Qual è stato, invece, sempre che ci sia stato, il momento più difficile da affrontare?

I momenti più difficili sono sempre quelli in cui bisogna custodire la Comunione che il Signore ci dona senza frammentarci su vari livelli. Sono state le fatiche a custodire il cammino di unità della nostra comunità, pur dentro le particolarità e sensibilità di ognuno. L'unità è ciò per cui Gesù ha pregato per noi durante l'Ultima Cena: è il nostro primo biglietto da visita!
Mi vengono in mente anche momenti in cui come preti, suore, comunità educanti, siamo stati chiamati a fare verità di alcune situazioni pur custodendo la carità. Non è stato sempre facile, ma questo dice anche l'importanza del "farci carico" gli uni degli altri!
Poi ci sono state situazioni difficili come i tempi in cui abbiamo dovuto sostituirci a vicenda tra preti per partenze e problemi di salute... la partenza di figure di fede ed educative importanti, penso in primis a suor Anna Megli... poi c'è stato quest'ultimo tempo di pandemia che ci ha messi alla prova tutti come comunità, ma che, in parte, ci ha aiutato anche a riscoprire l'essenziale.

Don Antonio, Don Marco Cesana e don Marco Albertoni


Pensa di aver dato un contributo al miglioramento della parrocchia e sotto quali aspetti?

Questa risposta la lascio giustamente ai nostri parrocchiani! Pur con i miei molti limiti, ho cercato in questi anni di richiamare fortemente a tornare ad un rapporto personale e vero con il Signore Gesù, la Sua Misericordia, che passasse da un'esperienza concreta di Chiesa e di fede, in comunione con don Antonio e i nostri preti, e al camminare insieme come parrocchie, giovani e oratori.



Che comunità lascia e, se c'è, che consiglio si sente di dare ai suoi ormai ex parrocchiani per mantenere salda la loro fede?

Sento che la nostra Comunità è e deve restare in cammino nella ricerca del volto del Signore e di vera fraternità e unità: ha sperimentato alcuni entusiasmi e nello stesso tempo alcune fatiche! Un po' come in una famiglia! L'ultimo periodo di pandemia e confinamento ha risvegliato nel breve tempo la fede di alcuni che per molti motivi si era assopita: non possiamo dimenticarcelo! Forse ora si è persa la pratica e un po' di attitudine alla vita comunitaria, al trovarsi per celebrare il Mistero del Signore e del Suo Amore.
L'unica strada è sempre quella: tornare in ogni momento della vita a rivolgere lo sguardo a Gesù! Aiutarci insieme, ricostruire ponti, legami in Lui! Invito le famiglie a non dare per scontata la loro fede e quella dei più piccoli e i giovani a continuare ad avere fiducia in Gesù e nella Sua Chiesa. Dio ci ama immensamente e ci ha dato Suo Figlio! I cristiani non possono mai farsi rubare la speranza!

3: Don Marco nel giorno della festa del suo diaconato


Com'è nata l'idea di trasferirsi in Toscana e che genere di esperienza lo aspetta?

La partenza per Loppiano e per la scuola di fraternità sacerdotale "Vinea Mea" è nata in dialogo con i nostri superiori cercando, anche da prete, di non smettere mai di cercare il Signore e di crescere ancora di più in una spiritualità di comunione per la vita quotidiana di noi preti diocesani e delle nostre comunità parrocchiali e pastorali.
Penso che saprò rispondere con più particolari tra qualche mese, comunque mi aspetto un'esperienza di forte condivisione di vita e di fede con alcuni fratelli sacerdoti e laici!


In sella alla bicicletta regalatagli al suo ingresso nella Comunità Pastorale dell'Addolorata

C'è un consiglio che invece si sente di dare al suo successore, don Andrea Restelli?

Assolutamente no. Abbiamo avuto occasione di conoscerci e di condividere i nostri cammini. Sicuramente su di lui e su tutta la nostra Comunità e Decanato invoco la benedizione del Signore! Un pensiero speciale va ai nostri ragazzi delle medie e adolescenti, un po' dispersi da questo tempo, e ai bambini della I Comunione e alle loro famiglie. Pregate anche voi per me!
Un saluto anche alla redazione di Merateonline con l'auguro di essere sempre servitori fedeli della verità nella carità!
A.S.
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