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Scritto Martedì 15 settembre 2020 alle 11:58

Referendum: effetti negativi del SI

Nessuno ne parla o scrive: presso la Commissione Affari Costituzionali della Camera giace, dal novembre scorso (sic!), la  Proposta di Legge Costituzionale Fornaro ed Altri, composta da 3 brevi articoli ed intitolata "Modifiche agli Articoli 57 e 83 in materia di base territoriale per l'elezione del Senato della Repubblica e di riduzione del numero dei Delegati Regionali per l'elezione del Presidente della Repubblica"..

Non capisco perché tale Revisione costituzionale non abbia seguito un iter contestuale a quello della riduzione del numero dei Parlamentari. Così facendo ed operando in serie, anziché in parallelo, potrebbero passare ancora mesi dopo la eventuale vittoria del SI al Referendum, determinando uno stallo istituzionale. Infatti, trattandosi di modifiche costituzionali, sono richieste quattro letture parlamentari intervallate di almeno 3 mesi. Perché non si è affrontata una revisione unica degli articoli 56,57 in toto, 59 e 83?  L'Art. 57 prevede che il Senato sia eletto su base regionale; il correttivo si rende necessario, se passasse il SI, perché tale base crea evidenti distorsioni (Regioni sottorappresentate) per cui bisogna disegnare nuove circoscrizioni in base alle popolazioni travalicando, così, la base regionale, ritenuta significativa dai Costituenti. L'Art. 83 prevede che, all'elezione del Presidente della Repubblica, ai Parlamentari si uniscano, con l'eccezione della Val d'Aosta che ne designa uno, tre Delegati per ogni regione in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze: quindi 2 di maggioranza ed 1 di minoranza. La Proposta di Legge Fornaro riduce i 3 a 2 facendo saltare il rapporto maggioranza/minoranza. La Proposta giace in Commissione da 10 mesi ed è stata sottoposta a diverse audizioni; di particolare interesse quella del Prof. Valerio Onida.. Il Prof. Onida che, peraltro è per il SI, ha criticato l'abbandono della base regionale ed ha bocciato la riduzione dei Delegati ritenendo più opportuno mantenere il rapporto maggioranza/minoranza 2:1. Ha affermato che la presenza inalterata dei Delegati Regionali rimarrebbe pur sempre marginale nelle sedute per l'elezione del Presidente della Repubblica, mantenendo sostanzialmente  il principio per cui il Presidente rappresenta l'Unità della Nazione. Ora mi pongo due domande: se, nel frattempo, ad esempio nel prossimo autunno, il Governo dovesse cadere si andrebbe ad elezioni senza la revisione di cui sopra con vistose distorsioni della rappresentanza parlamentare; il Presidente della Repubblica aspetterà la revisione per mesi (un anno?) prima di indire le elezioni? A tutto ciò si aggiunga, sul piano non costituzionale, che la vigente legge elettorale, il Rosatellum, resa dal Governo giallo-verde, se possibile, ancora peggiore, nella versione ter, diminuirebbe ancora di più la rappresentanza trasformando la maggioranza relativa  in assoluta ed eliminando le piccole minoranze. Avremmo ancora i "capi partito", le liste bloccate, le candidature plurime  ed altre assurdità. E' in cantiere una nuova legge elettorale che attenui le distorsioni della rappresentanza, ma siamo ancora nel campo delle cento pertiche. Ci sarebbero pure i Regolamenti delle Camere cui è necessario mettere mano. Per molte delle perplessità sollevate da questo mancato coordinamento con altri provvedimenti di revisione costituzionale o legislativa, alla base non c'è una vera ragione logica o giuridica. 
Che la ragione sia, come spesso accade, strettamente e cinicamente partitica?.Certo è che, con questi tatticismi e furbizie, il distacco fra cittadini ed istituzioni si farà ancora più grande! 
Pensando male non è che il ritardo o il mancato coordinamento siano volontari?. In particolare, con la vittoria del SI, la Revisione di cui sopra non operante, una nuova legge elettorale ancora non approvata, riforme dei regolamenti parlamentari non ancora adottate, il Parlamento, di fatto, non potrà essere sciolto anche perché nell' agosto 2021 scatterà il semestre bianco. 
Tutte queste considerazioni rafforzano la necessità di votare NO.
Ernesto Passoni
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