Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 353.498.388
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 15/09/2020

Merate: 36 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 31 µg/mc
Lecco: v. Sora: 24 µg/mc
Valmadrera: 28 µg/mc
Scritto Lunedì 14 settembre 2020 alle 17:38

Merate: il gazebo dell'Anpi per il No al taglio dei parlamentari

Un gazebo in piazza Prinetti per spiegare le ragioni del No al referendum. Così l’ANPI Merate e Brianza lecchese ha esposto la propria posizione nella mattinata di sabato 12 settembre. Non hanno dubbi i militanti dell’associazione dei partigiani: non si risolve il problema della qualità del Parlamento diminuendo la quantità degli eletti. “Non è togliendo una fetta del Parlamento che si risolve la questione di fondo. La riforma crea un problema sulla rappresentatività. Non si possono fare le riforme costituzionali senza pensare alle conseguenze” è netto Domenico Basile, volto storico dell’Anpi lecchese. Le ragioni di risparmio economico sono di scarso rilievo, perché corrisponde allo 0,007% della spesa pubblica. “Di Maio diceva che si risparmiava così 1 miliardo di euro, ma era una bufala. Hanno persino sbagliato a dare le cifre. Se la questione è economica, allora dovrebbero abbassare le remunerazioni dei parlamentari” ha rincarato Paola Cabrini.


Al banchetto dell’ANPI si respirava una certa delusione nei confronti del PD, che ha appoggiato il sì senza lasciare la libertà di scelta all’interno del partito. Basile si è spinto a figurarsi scenari futuri: “Questa riforma voluta dal Movimento 5 Stelle è demagogica e persegue una logica di tipo fondamentalmente fascista. Riduce la possibilità per i cittadini di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento. La Storia insegna che prima di arrivare al fascismo si passa dal populismo. Chi afferma che si attua questa riforma in nome della volontà del popolo dimostra o ignoranza o prepotenza”. L’Anpi lamenta la scarsa rilevanza che è stata posta dai media sul referendum. La poca informazione potrebbe favorire un voto di pancia, sostengono i militanti.
M.P.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco