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Scritto Lunedì 07 settembre 2020 alle 15:10

Alfredo Casaletto: Merate ha un bilancio solido ma è prudente non ridurre le imposte, semmai migliorare la qualità dei servizi. Robbiani, Massironi e Panzeri, tre amministratori a confronto

Alfredo Casaletto, 43 anni, di professione avvocato. Cinque anni di consigliere con un'ultima fase di capogruppo in sostituzione di Ernesto Sellitto, poi altri cinque come capogruppo effettivo e ora assessore alle Finanze e allo Sport. Si deve credere che alla fine la politica anche a livello comunale è una specie di "droga" da cui è difficile disintossicarsi?  

"Devo rilevare un errore nella sua domanda perchè non sono al terzo mandato elettorale, bensì al secondo al pari di altri colleghi come Fabio Tamandi, Fiorenza Albani, Norma Maggioni e Roberto Perego. La prima esperienza amministrativa risale al  quinquennio 2014 - 2019 tra le fila del gruppo Più Merate per il quale, a partire dal 2015 e sino alla fine della consigliatura, ho ricoperto il ruolo di capogruppo allorquando l'amico Ernesto Sellitto si è allontanato da Merate per motivi di lavoro, la seconda è quella in corso che mi vede impegnato nel ruolo di assessore al fianco di amministratori che sono dei veri e propri "decani" come Andrea Robbiani, che da oltre un ventennio frequenta l'aula consiliare meratese, Giuseppe Procopio e lo stesso Sindaco Massimo Panzeri entrambi alla loro terza esperienza amministrativa; senza dimenticare che tra le fila della stessa minoranza sia Aldo Castelli, già assessore e vicesindaco nel quinquennio 1990-95, che Alessandro Pozzi, già assessore a Osnago e alla sua seconda consigliatura a Merate, vantano una larga e consumata presenza nelle aule comunali. Per rispondere alla Sua domanda, soprattutto in ambito comunale, l'impegno amministrativo è impegno civico, aldilà di quelle che sono le macrovisioni politiche o il particolarismo che connota ciascuno di noi, quindi più che di assuefazione allo scranno ritengo che ogni consigliere e amministratore sia attratto e, al contempo, spinto dal desiderio di fare qualcosa di buono per la comunità in cui vive, lavora e assolve anche ai propri impegni personali e familiari. Poi credo che sia sempre auspicabile che non siano sempre gli stessi a "decidere", atteso che una società evolve rapidamente così come i suoi bisogni e non sempre si è, anche dal palazzo, in grado di intercettarli".  



Giusto Avvocato, alla fine si perde il conto del tempo. Fatta ammenda veniamo alla domanda:  un giurista al bilancio, l'ha chiesto lei l'assessorato tanto diverso dalla sua formazione umanistico-giuridica?  

"Si l'ho chiesto io. Nella passata consigliatura, lavorando come capogruppo, ho intuito come la leva del bilancio sia fondamentale e strategica per il governo di una comunità. Essere padrone di un bilancio comunale permette di conoscere, in ogni suo ingranaggio, il funzionamento della macchina amministrativa e le reali esigenze della comunità che si amministra. Oggi, un ente locale per essere funzionale e virtuoso, e Merate lo è, deve non solo tenere i conti, come si dice, in ordine, questo è un pre-requisito, ma deve essere in grado di rispondere, anche velocemente, ai bisogni e alle esigenze più svariate dei cittadini. In che modo? attraverso la puntuale e corretta erogazione dei servizi pubblici essenziali: scuola, spesa sociale, tutela degli spazi pubblici e valorizzazione del c.d. "terzo settore". In altri termini, mediante la corretta allocazione delle risorse a disposizione, occorre alzare il livello di vivibilità e attrattività di una comunità come la nostra puntando sulla qualità dei servizi e sulla valorizzazione delle bellezze naturali, paesaggistiche e ambientali, riqualificando i quartieri cittadini perchè in tal modo si garantisce integrazione. Venendo alla Sua domanda, v'è da dire che la finanza pubblica è diversa da quella più segnatamente aziendale, ma la sua comprensione e applicazione necessitano di studio continuo. Devo dire che ho la fortuna di collaborare con delle brave e competenti figure tecniche che mi aiutano e supportano quotidianamente e a cui va il mio ringraziamento.  Un assessore alle finanze oggi deve, prima di tutto, condividere con il resto della giunta la c.d. " visione della città" nel rispetto della sua storia e le sue naturali inclinazioni intercettando i diversi canali di finanziamento di idee e progetti che possano portare Merate ad essere una città attrattiva e dinamica. Sotto tale ottica, dunque, non è solo necessario applicare i criteri contabili, ma occorre agire concretamente e strategicamente accantonando e indirizzando risorse per finalità ben individuate che rendano l'azione amministrativa efficiente e orientata al soddisfacimento delle esigenze via via mutevoli della città. Faccio un esempio: nel periodo del picco pandemico abbiamo assicurato a imprese e famiglie, anche attraverso una ponderata e ragionevole riduzione della spesa corrente, risorse importanti che consentissero una ripresa più serena delle attività lavorative, si pensi allo stanziamento di € 279.000,00 per la riapertura dei centri estivi ricreativi per bambini e ragazzi, allo stanziamento di € 100.000,00 in favore di commercianti e partite iva o ancora ai 50.000,00 euro per le famiglie con minori iscritti al nido comunale, oltre all'erogazione dei buoni spesa e all'annullamento delle rate per i servizi non erogati. Anche l'innalzamento della qualità del lavoro del personale amministrativo rientra in questa "mission". Con l'arrivo del nuovo segretario comunale, la dott.ssa Maria Vignola, grazie all'intuizione del Sindaco, il comune di Merate in meno di un anno ha assunto otto lavoratori, per lo più di giovane età che si sono mostrati motivati e preparati".    


Si tira sempre in ballo il "Patto di stabilità" per giustificare i mancati investimenti. In parole comprensibili anche a noi come funzionava questo sistema di vincoli di spesa?  

"In passato, il sistema di leggi attuative del c.d. "patto di stabilità", ovvero quel meccanismo comunitario che impone ad un Paese come l'Italia fortemente indebitato di non fare ulteriore spesa in disavanzo, dicasi debito pubblico, aveva fortemente compromesso la capacità di spesa dei comuni soprattutto in ordine alla realizzazione di investimenti e opere pubbliche e ciò a tutto vantaggio dei centri di spesa nazionali come i Ministeri che hanno continuato a fare spesa in deficit, nonostante i puntuali tagli operati dalla varie finanziarie che si sono succedute. In passato, l'applicazione dell'avanzo di amministrazione e l'utilizzo di denaro derivante dalla sottoscrizione di mutui non venivano considerate risorse utili a finanziare sia la spesa corrente che  la spesa in conto capitale. Gli investimenti erano finanziati, per lo più, con le entrate di cui al Titolo IV del bilancio, ovvero con le entrate in conto capitale come ad esempio gli oneri di urbanizzazione, le concessioni cimiteriali o i proventi alienazioni di beni. Un'altra modalità di individuazione delle risorse per finanziare le opere era rappresentata dalla sottoscrizione di contratti di leasing che, per giurisprudenza della Corte dei Conti,  costituivano, in presenza di determinate condizioni, un valido strumento di finanziamento delle opere pubbliche. In parole più semplici, la Corte dei Conti consentiva il ricorso al leasing immobiliare pubblico perchè attraverso questo particolare contratto di finanziamento i rischi costruzione, di domanda e di disponibilità restavano in gran parte a carico del privato finanziatore non venendo considerati nel calcolo del disavanzo e del debito pubblico. In sintesi, si trattava di uno stratagemma giuridico: la pubblica amministrazione avrebbe solamente beneficiato dell'opera pubblica realizzata i cui rischi di gestione sarebbero gravati solo sulla parte privata".     



Da quando questi vincoli si sono attenuati?  

"Con due fondamentali sentenze della Corte Costituzionale intervenute a cavallo degli anni 2017 - 2018 che hanno, fortunatamente, posto rimedio giuridico ad una situazione estremamente penalizzante per i comuni virtuosi come Merate. La Consulta ha chiarito che l'avanzo di amministrazione consolidato (definiamolo impropriamente risparmio dell'ente), una volta accertato in sede di rendiconto, può essere iscritto in bilancio tra le entrate del nuovo esercizio in corso. In tal modo, l'avanzo di amministrazione può essere applicato per finanziare la spesa per gli investimenti come, ad esempio, è avvenuto per la riqualificazione di Viale Verdi".  


Si dice sempre che Andrea Massironi ha lasciato un tesoretto di circa 9 milioni di euro, e lui correttamente spiega che è il frutto del lavoro anche di quanti lo hanno preceduto. Comunque sia che cosa significa disporre di 9 milioni di euro? Cioè sono davvero spendibili? E in quanto tempo e in quale misura?  

"Il saldo positivo della gestione annuale di bilancio del comune di Merate rappresenta sicuramente il risultato di una sana e corretta gestione delle finanze da parte delle giunte che nel corso degli anni si sono succedute alla guida della città. E' altresì vero che gli anni in cui il rispetto dei parametri del patto di stabilità impediva di applicare l'avanzo di amministrazione hanno, di fatto, incrementato tale risorsa. Questo non vuol dire che oggi si possa disporre liberamente di tale fonte. Difatti, come risulta da un'attenta lettura del rendiconto di gestione, una parte dell'avanzo è accantonata in bilancio, e quindi non spendibile, allo scopo di "riequilibrare" le entrate di dubbia e difficile esazione che non sempre sono introitate dal comune. Più concretamente, per il comune di Merate, il fondo crediti di dubbia esigibilità ammonta a circa 3,5 milioni di Euro; conseguentemente, la parte di avanzo spendibile per l'esercizio in corso è di circa 4,7 milioni di euro. Quanto alla sua concreta applicazione, diciamo che disporre di un fondo così importante, è sicuramente un vantaggio per l'Ente perchè si possono finanziare non solo opere pubbliche, ma, qualora fosse necessario, far fronte a debiti fuori bilancio. Più nel dettaglio, gli avanzi di amministrazione che vanno a finanziare opere e investimenti sono spendibili dal momento in cui vengono applicati e sino alla effettiva realizzazione dell'opera che avviene, il più delle volte, a distanza di qualche anno dal finanziamento stesso e vengono indicati in bilancio come fondo pluriennale vincolato".      


C'è un metodo di calcolo della capacità di indebitamento di un Comune?  

"Si esiste. Esso è pari al 10% del totale delle entrate correnti che, per il comune di Merate, superano 11 milioni di Euro. Sicchè, i conti sono presto fatti, il comune può indebitarsi sino a pagare circa un milione di euro all'anno di interessi. In altri termini, con i valori attuali degli interessi, Merate può contrarre contestualmente una pluralità di mutui e farvi tranquillamente fronte".   


Merate oggi ha tre leasing immobiliari e nessun mutuo. E' un bene? 

"Le ho riferito prima i motivi per cui Merate ha contratto tre leasing per la realizzazione di importanti opere pubbliche come la scuola primaria di Via Montello, la realizzazione del centro natatorio-sportivo di Via Matteotti e il completamento del parcheggio sottostante Palazzo Tettamanti. Il fatto che il comune sinora non abbia contratto mutui è perchè ha fatto fronte agli investimenti attraverso risorse proprie. Non escludo per il futuro il ricorso a mutui per il finanziamento di investimenti di indubbio pregio e rilievo per la città. Per i motivi che ho poc'anzi evidenziato, il comune può tranquillamente contrarre mutui e questo, a mio avviso, se si considerano preminenti e importanti alcuni investimenti, non è affatto un male, anzi, tutt'altro. Vede, recentemente, ho avuto modo di leggere un breve saggio dell'economista Carlo Cottarelli il quale, in un momento come quello che viviamo caratterizzato dalla recessione e dalla forte contrazione del PIL, ha evidenziato che i comuni, attraverso gli investimenti, possono dare una grande mano al Paese incrementando lo stesso PIL attraverso la realizzazione di opere, ovvero, anche attraverso le manutenzioni, sia ordinarie che straordinarie, dei propri immobili. Per Merate, quando penso a investimenti e manutenzioni, penso anche alla Villa Confalonieri un comparto di indubbio pregio che merita, ormai, di essere riqualificato".     


Se dovesse sintetizzare il bilancio comunale con indici finanziari e patrimoniali come lo presenterebbe al grande pubblico?  

"Il Comune di Merate ha un bilancio sano. L'ente non è indebitato, ha un patrimonio netto di oltre 50 milioni di euro ed ha finanziato con proprie risorse investimenti per 7,4 milioni di euro".  




Esiste la possibilità tecnica di ridurre la fiscalità locale, in particolare l'imposta municipale dato che la Tari è a tariffa e deve coprire il 100% del costo? 

"Occorre una premessa. Le entrate tributarie rappresentano la principale forma di sostentamento del bilancio comunale. Non a caso caratterizzano il Titolo I delle entrate di bilancio e rappresentano la principale fonte di finanziamento dei servizi pubblici essenziali e del funzionamento dell'apparato amministrativo comunale, sicchè quando si parla di ridurre la pressione fiscale occorre sempre avere prudenza e non farsi cogliere dalla smania di protagonismo elettorale poi non accompagnato concretamente dall'adozione di provvedimenti attesi dai cittadini.; piuttosto, occorre innalzare la qualità dei servizi offerti, in tal modo le tasse pagate dai cittadini vengono spese per i cittadini in maniera positiva. E' evidente che l'IMU, per quanto riguarda la parte di stretta competenza delle casse comunali, può essere ridotta, sebbene entro determinati parametri. Noi lo abbiamo fatto proprio quest'anno in pieno lock down azzerando l'aliquota IMU sulle seconde abitazioni concesse in comodato gratuito ai parenti in linea retta. Tale manovra, in un momento storico particolare, ha rappresentato un indubbio segno di vicinanza alle tante famiglie meratesi che, pur di assicurare un'abitazione ai figli, che non possono sempre permettersi l'acquisto di una nuova casa, valorizzano il proprio patrimonio immobiliare assolvendo ad un'importante funzione sociale".  


A quanto ammonta l'addizionale Irpef? E è possibile ridurla?  

"L'Irpef comunale ammonta a circa 1,7 milioni di Euro. Si tratta di un'imposta progressiva secondo scaglioni connessi al reddito delle stesse persone fisiche. Come l'IMU, l'Irpef di stretta pertinenza comunale può essere ridotta, ma occorre considerare, anche qui, che la riduzione può avvenire solo quando la spesa per le funzioni essenziali è soddisfatta. Nel momento storico che viviamo Le dico che la spesa sociale sta aumentando oltremodo come quella per il sostegno alle nuove fragilità, per l'assistenza domiciliare e quella per l'assistenza scolastica. Sono onesto con Lei: l'anno che stiamo vivendo, caratterizzato da un'evidente contrazione delle entrate, non ci consente di divulgare illusioni. Dobbiamo stare sul pezzo e assecondare i bisogni, fermo restando che è stato fatto davvero tanto in questi mesi per la città e per i cittadini, poi, non dimentichi che i redditi più bassi, ovvero quelli sino a € 15.000,00 annui, non pagano Irpef". 


A parte l'investimento già pianificato per riqualificare via Verdi ha previsto altri investimenti di portata superiore al milione di euro? 

"I mesi passati non ci hanno consentito di programmare grandi investimenti. Ora, sperando di non trovarci catapultati nuovamente nell'inferno dell'emergenza sanitaria di appena cinque - sei mesi fa, occorre programmare nuovi investimenti. Le assicuro che di cose da fare ce ne saranno e di grande valore".  



Andrea Robbiani, Andrea Massironi, Massimo Panzeri: un punto di forza e uno di debolezza per ciascuno dei sindaci con i quali lei ha lavorato.  

"In verità,  posso esprimere un giudizio compiuto solo per Andrea Massironi. Sono stato capogruppo di Più Merate per quattro anni, anni, per me, molto formativi: l'ingresso nell'aula consiliare, il confronto anche serrato con le minoranze e la programmazione del lavoro insieme agli assessori sono stati momenti di indubbia crescita personale e amministrativa. In tutto questo, il sindaco Massironi è stato un vero e proprio punto di riferimento: amministratore esperto e accorto, uomo integro e conosciuto da tutti ha dato fiducia alla città. Andrea sapeva, ogni giorno, come relazionarsi al problema e come meglio adottare le decisioni, a volte, riflettendo lungamente prima dell'adozione di atti che lo avrebbero impegnato anche sotto un profilo morale. Un giorno mi disse: "... quando si spendono i denari dei cittadini occorre ponderare bene ogni singolo aspetto del provvedimento, noi siamo al servizio della città e non possiamo permetterci errori ...". Ecco, i suoi punti di forza sono stati l'esperienza amministrativa, la perfetta conoscenza della città e la sua abnegazione al lavoro. A mio parere, la sua unica debolezza, se così vogliamo definirla, è stata l'alto senso del dovere che il più delle volte lo portava, anche inconsapevolmente, a prendersi cura di problemi afferenti altri assessorati, ma, ripeto, solo per la responsabilità, che sentiva, di primo cittadino assunta dinanzi alla città. Ho rispetto anche di Andrea Robbiani, anche lui amministratore esperto e inesauribile fonte di idee innovative, mi trovo bene a lavorare con lui perchè tra noi il confronto è vivo ed efficace e poi mi piace confrontarmi con chi mi presenta un altro punto di vista. Stimo molto Massimo Panzeri è, innanzitutto, un amico e una brava persona ed è un sindaco che responsabilizza i suoi assessori dai quali cerca risposte alla risoluzione dei problemi e pretende decisioni. Abbiamo lavorato fianco a fianco durante la campagna elettorale condividendo, anche insieme al vice sindaco Giuseppe Procopio, ogni singola riga del programma elettorale. Di Massimo apprezzo la concretezza e la disponibilità che riconosce a tutti, qualità che, spesso, alle nostre latitudini, fanno la differenza". 
Claudio Brambilla
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