Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 364.054.866
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 22/11/20
Merate: 32 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 28 µg/mc
Lecco: v. Sora: 25 µg/mc
Valmadrera: 26 µg/mc
Scritto Domenica 06 settembre 2020 alle 17:52

Verderio: don Riccardo Cagliani celebra la prima messa dopo l'ordinazione sacerdotale

L'avevano salutato tutti come Riccardo, finalmente lo possono chiamare don Riccardo. Si è tenuta questa mattina a Verderio nella chiesa dei Santi Giuseppe e Floriano la prima messa di don Riccardo Cagliani nella sua Verderio, il paese e la comunità in cui è cresciuto e si è formato, il luogo in cui tutti gli vogliono bene. Erano 450 i posti a sedere preparati dentro e fuori la chiesa dalla Protezione Civile e dagli Alpini: tutti occupati, qualcuno è dovuto rimanere in piedi; più di 500 persone erano quindi presenti stamattina per dare il benvenuto al loro "nuovo" Don.

Don Riccardo Cagliani

La vestizione è avvenuta nello spazio antistante l'asilo, dove è partita la processione con tutti i preti della comunità pastorale Beata Maria Vergine Addolorata e degli altri sacerdoti che Don Riccardo ha voluto con sé in questo suo traguardo importante. La processione è quindi passata sul sagrato della chiesa, attraversando la scritta "W RICKY" fatta con petali di rosa, dove molti verderesi hanno seguito la funzione sul maxischermo preparato appositamente per l'occasione.

VIDEO



E da lì Don Riccardo ha fatto ingresso nella sua chiesa per la prima volta da sacerdote, con una forte emozione e una grande gioia impresse sul viso e nel cuore. Ad attenderlo all'interno della chiesa altri compaesani, insieme ai famigliari seduti nelle prime file oltre al Sindaco Manega, il Vicesindaco Burbello e l'Assessore Sala.

"Ho un augurio molto semplice per te" ha detto don Antonio Caldirola aprendo la funzione, "quando Chiara d'Assisi è scappata di casa ed ha incontrato Francesco, le è stato chiesto da quest'ultimo che cosa desiderasse. Lei ha risposto in modo semplice: Dio. Non ha detto di voler fare la suora, ha detto di scegliere Dio. Tu hai varcato quella strada per scegliere Dio. Prima ci sta Dio, poi ci sta la pastorale. Prima ci sta Dio, poi ci sta il sacerdozio. Questa è la nostra grande libertà".

Galleria immagini (clicca su un'immagine per aprire l'intera galleria):


Proseguendo la celebrazione, dopo la lettura di un brano tratto dal Vangelo di Giovanni, è intervenuto per l'omelia -su scelta di Don Riccardo- don Luigi Pisoni della parrocchia di Gallarate, il quale ha esordito il suo discorso dicendosi "spiazzato" dalla volontà del neo sacerdote di volere proprio lui a commentare il brano del Vangelo.

"Mi sono chiesto che cosa dire ad un amico, a un fratello, cosa dire ad una famiglia, agli amici, ad una comunità che ti vedono diventare sacerdote. La prima cosa sicuramente è un grazie a don Riccardo, alla sua famiglia per questa cosa bellissima che stiamo vivendo insieme. Ancora una volta ci è dato di contemplare la grazia di Dio all'opera" ha detto don Luigi, "cosa c'è di più bello di una vita donata. Questo è un ritornello che don Riccardo ama ripetere spesso. Ma il grazie più vero va al Signore perchè attraverso il dono che don Riccardo fa della sua vita, attraverso la strada scelta di conservazione, tutti noi ci ricordiamo che la vita di ognuno è vocazione. Che tu, io, noi, tutte le cose, partono da un sì che Dio ci ha detto e continua a dirci al di là dei nostri limiti, delle nostre fragilità, delle nostre mancanze, dio continua a dirci di si. E allora grazie anche a te che oggi ci permetti di ritrovarci nel cuore questa certezza".

VIDEO



Don Luigi ha anche parlato delle difficoltà che si incontrano in questi periodi data l'emergenza sanitaria: "tu inizi il tuo ministero in un periodo difficile e allora potrebbe sorgere nel cuore un po' di paura, di preoccupazione, di turbamento. Ma ce la farò? Ma che ne sarà di noi? Che ne sarà della vita delle nostre comunità? Come faremo a ripartire con gli oratori, con i catechismi, con le attività. E allora custodisci nel cuore la prima parola che Dio ti ha detto quest'oggi nella liturgia: saprai che io sono il Signore, il tuo Salvatore e il tuo Redentore. Non perdere mai questa certezza. Il Signore sarà sempre la tua luce".

Il novello sacerdote con gli amministratori comunali

Continuando la celebrazione della messa, al momento dell'offertorio don Riccardo si è portato davanti all'altare per ricevere i doni della sua comunità: dapprima la mamma di Riccardo e suoi fratelli, con i quali il nuovo sacerdote si è scambiato dei lunghi abbracci che lo hanno commosso, hanno portato il pane e il vino e poi gli altri, tra cui un'immagine della pala d'altare della chiesa di Verderio.

Don Riccardo con la sua famiglia

Durante il corso della celebrazione sono stati diversi i momenti in cui Don Riccardo è stato preso dall'emozione di presiedere la sua prima messa davanti a tutte le persone che gli vogliono bene, fino al momento in cui ha letto il suo discorso di ringraziamento (per leggerlo QUI) durante il quale ha più volte interrotto la lettura per la commozione.

VIDEO



Anche don Rino ha speso due parole al termine della funzione, dicendosi dispiaciuto "per non poter fare la processione per la quale tante persone si sono spese in queste ultime settimane con i preparativi. Purtroppo le disposizioni sanitarie ce lo vietano. Immagino che tutti vogliate ringraziare Don Riccardo con un applauso ma non potrà certo essere un applauso comune, no. Allora appoggiamo il foglietto sulla panca, allarghiamo le mani e piano piano, con un suono sempre più forte, applaudiamo il nostro sacerdote", dando il via ad un lungo, caloroso applauso da parte i tutti i presenti. Don Rino ha anche voluto salutare don Luigi Sala che ha definito "redivivo" per aver sconfitto il coronavirus e che quest'anno festeggia i 45 anni di sacerdozio.

Al termine della funzione, dopo le foto con i parenti e con tutti i membri della comunità (il tutto realizzato secondo le disposizioni di sicurezza anti Covid) Don Riccardo si è recato sul sagrato della chiesa dove ha liberato in cielo una colomba bianca, simbolo dello Spirito Santo.
Ora, ad attenere don Riccardo in qualità di vicario parrocchiale, c'è la Comunità Pastorale Madonna delle Grazie in Cantù, composta dalle Parrocchie dei Santi Pietro e Paolo in Vighignolo di Cantù, Santi Martiri Greci in Mirabello di Cantù, S. Dorotea V. e M. in Cascina Amata di Cantù e San Gaetano in Brenna.
B.F.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco