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Scritto Sabato 29 agosto 2020 alle 18:16

Sartirana/4: nuovo regolamento entro fine settembre. Oggi vige il divieto di accesso al lago dal 1 aprile al 15 giugno, mai rispettato

Entro il 30 settembre la società Idrogea Servizi Srl presenterà la bozza del nuovo regolamento di gestione della Riserva lago di Sartirana. La Riserva è stata individuata come tale dalla Regione il 14 dicembre 1993 e nel 2003 è diventata un SIC ossia un Sito di Interesse Comunitario. L'Ente gestore è il comune di Merate che opera attraverso il Consiglio di Gestione, il quale, tra i suoi compiti ha quello di programmare gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria da sottoporre poi al Comune per il relativo finanziamento. Tale Consiglio si avvale di un Comitato tecnico scientifico e di un direttore della riserva.

Fin qui il regolamento. Nei fatti il Consiglio della riserva, che deve essere convocato dal presidente, soltanto sotto l'assessorato Robbiani ha iniziato davvero a lavorare. In precedenza le convocazioni erano saltuarie, una o due volte l'anno e comunque i piani di intervento finivano inevitabilmente sotto il cappio della Giunta Municipale che nei fatti ne decretava la attuazione o meno.

Dunque l'importanza del Consiglio di gestione nella versione attuale è del tutto marginale. Senza soldi non si fa nulla. Riunirsi quindi ha poco senso.

Adesso Robbiani ha avviato la revisione del piano di gestione anche se ancora non è chiaro quale direzione vorrà imboccare. Anche perché seguendo la L.28 della regione la Riserva dovrebbe passare sotto la gestione del Parco del Curone anche se non sarà inglobata in esso. Almeno non in una prima fase.

Tuttavia la revisione del piano è necessaria ma è altrettanto necessario che vi siano stanziamenti significativi per la manutenzione ordinaria e in qualche caso anche straordinaria, altrimenti con le poche decine di migliaia di euro del passato non si farà alcun passo in avanti.

Nel regolamento attuale vigono 30 divieti, tra cui quello di introdurre cani, entrare con cavalli, transitare con biciclette se non portate a mano, mezzi motore, usare natanti, praticare la balneazione (dunque bagni vietati), raccogliere o danneggiare la flora spontanea, effettuare tagli di piante isolate o in filari se non autorizzati dall'Ente gestore, realizzare recinzioni fisse se non con siepi a verde e specie tipiche della zona, introdurre specie vegetali o animali estranei alla zona, esercitare la caccia, campeggiare, entrare prima delle 6 e restare oltre le 22 e, soprattutto, accedere nel periodo 1 aprile - 15 giugno se non per compiti di vigilanza, motivate esigenze di ricerche scientifiche, passeggi solo però guidati e autorizzati dall'Ente gestore.

Su quest'ultimo punto si può tranquillamente dire che il rispetto è praticamente sempre venuto meno. Soltanto quest'anno, in coda al lockdown l'Assessore ha imposto con ordinanza sindacale, il divieto fino al 15 giugno.

Durante la seduta del Consiglio di gestione di giovedì 27 agosto Alessandro Pozzi di Cambia Merate ha insistito affinché prima di esprimere propri pareri i membri del Consiglio possano visionare la proposta di Idrogea. Ne è nato un contrasto col Sindaco che invece aveva chiesto di avere suggerimenti in tempi rapidi altrimenti la maggioranza avrebbe proceduto con il testo della società di consulenza varesina.

E' auspicabile che data la delicatezza e, soprattutto, l'universalità del tema, il regolamento passi al vaglio della Commissione ambiente e sia reso di dominio pubblico. Anche la popolazione che di fatto è direttamente interessata al testo, deve poter esprimere un parere.

C.B.
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