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Scritto Sabato 29 agosto 2020 alle 10:28

Sartirana/1: presentato il programma di ''risanamento'' del lago. Nelle acque ora più ossigeno ma il fosforo è ancora altissimo



Un punto su cui si può credere con ragionevole certezza è la volontà di questa Amministrazione comunale di intervenire concretamente per operare il salvataggio del lago e quindi della sua fauna in generale. E' sul quando che permangono seri dubbi. E purtroppo il tempo non gioca a favore.

 

Il presidente Andrea Robbiani e il vice Roberto Perego

Giovedì il presidente del Consiglio di gestione della Riserva lago di Sartirana, Andrea Robbiani, ha riunito i membri per presentare loro i dati sulla condizione delle acque dopo la strage del 4 e 5 agosto scorsi che si può riassumere in 3,5 tonnellate di pesce morto, il progetto definitivo redatto dal dottor Alberto Negri, idrobiologo che segue la riserva da moltissimi anni e il programma dei lavori di revisione del piano di gestione datato 2010.

Ecco la composizione del Consiglio della Riserva, utile a inquadrare temi e personaggi:

 

Andrea Robbiani (presidente - assessore ambiente e innovazione) -

Roberto Perego (vice presidente - consigliere comunale di Cambia Merate)

Alessandro Pozzi (Consigliere comunale di Cambia Merate)

Greta Ghezzi (segretaria - consigliere comunale di PiùProspettiva)

Massimo Panzeri (sindaco di Merate)

Fabio Tamandi (consigliere comunale di PiùProspettiva)

Cesare Della Pietà (rappresentante del Parco del Curone)

Luigi Esposito (rappresentante del Parco Adda Nord)

Laura Todde (Legambiente)

Mario Bandera (Federazione pesca sportiva Fipsas)

Giorgio Fumagalli (associazione pescatori La Briantea)

 

Diciamo che come da verbale la riunione è filata via liscia se si eccettua uno scambio di battute tra Alessandro Pozzi e Massimo Panzeri in merito alle modifiche da apportare al regolamento della Riserva che sarà unificato a quello del SIC, Sito di Interesse Comunitario, destinato alla Regione. Pozzi ritiene che si debba prima attendere il lavoro della società incaricata di redigere il nuovo testo, la Idrogea Servizi Srl di Varese prima di proporre suggerimenti, Panzeri, al contrario, sostiene che i consiglieri debbano fornire indicazioni entro fine settembre, in assenza delle quali la decisione sarà tutta della maggioranza.

Il primo punto discusso ha riguardato le cause della morìa. Posto che l'Arpa non ha ancora reso noti i valori dei rilevamenti e nemmeno si conoscono gli esiti degli esami effettuati su un ampio campione di pesci morti, è almeno certa la circostanza di un buon miglioramento della qualità dell'acqua anche se i valori raggiungono a fatica il minimo indispensabile a evitare una nuova strage. L'ossigeno disciolto che il 4 agosto era pari a 1,9 milligrammi per litro è salito a 7,2 il 25 agosto. L'indice di saturazione è passato dal 24% al 91%. Anche la concentrazione di azoto ammoniacale, altro fattore di rischio per la fauna ittica, risulta scesa parecchio rispetto alla rilevazione del 4 agosto: da 0,46 milligrammi per litro (0,67 sul fondale) a 0,11 (0,13 sul fondo).

Critico invece il valore del fosforo che quando supera il valore 100 indica lo stato di ipertrofia. Il 5 agosto tale indicatore era addirittura a 158; il 25 agosto era sceso a 126. Ma la situazione permane di grave alterazione.

Quindi, in sintesi, se da un lato le condizioni attuali del lago indicano un miglioramento della qualità generale per quanto riguarda ossigeno, sulfuri e ammoniaca, l'anomala concentrazione di fosforo inorganico rappresenta il presupposto per le consistenti fioritura di cianobatteri (alghe) che ormai si riscontrano costantemente nel lago, con tutte le conseguenze negative che ne derivano.

Per tentare di favorire la circolazione delle acque e il loro ricambio da qualche settimana è ripresa l'apertura della chiusa alla foce in modo da far defluire l'acqua per abbassare il livello del lago - creando così un flusso in movimento - da compensare poi con le acque piovane che portano con sé ossigeno.

Vediamo ora nei due servizi che seguono il piano di intervento redatto dal dottor Negri che si svilupperà nell'arco di 3-4 anni e il progetto di più rapida attuazione finalizzato a impedire che l'aumento della temperatura dell'acqua unita a movimento sul fondale determinati da forti temporali possa generare l'improvvisa riduzione di ossigeno che è stata alla base della strage di pesci di inizio agosto.

C.B.
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