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Scritto Lunedì 24 agosto 2020 alle 17:55

Contagi: facciamo chiarezza

Stefano Covino
Nell’Italia di non poi tanto anni fa, era sentire comune che se non si era competenti di qualcosa meglio sarebbe stato tacere e, se possibile, ascoltare.
 
Sarebbe una regola di comportamento, di buon senso direi, da seguire anche oggi.
 
Sono fra i curatori di una pagina Facebook che fin dall’inizio dell’epidemia di Covid-19 si occupa di fornire dati ed elaborazioni corrette e, nei limiti del possibile, comprensibili anche ai non esperti. L’indirizzo è qui: https://www.facebook.com/Analisi-Numerica-e-Statistica-Dati-Covid-19-105724191041047
 
Ed il motivo di questo messaggio è l’incomprensibile post di qualche ora fa in cui, con colpevole supponenza, ma poca conoscenza, si dichiara che “ci dicono” che i conteggi stanno aumentando ma nella realtà non sarebbe vero.
 
Normalmente non sarebbe proprio il caso di dare spazio a queste sciocchezze, tuttavia sebbene la situazione sia ancora ampiamente sotto controllo, abbiamo già visto, proprio da noi in Lombardia, quali tragedie possa generare il sottovalutare questa epidemia. Abbiamo tutte le possibilità, ed ora l’esperienza, per poter mantenere l’evolversi del contagio sotto ragionevole controllo, ma per farlo è necessario comportarsi da cittadini consapevoli.
 
L’argomento è abbastanza semplice. E si basa sul numero fra i tamponi effettuati ed il numero di persone trovate positive agli stessi. Quel numero non varia molto, negli ultimi giorni, da cui la deduzione secondo la quale il numero riportato di contagiati in aumento dipenda in realtà solo dal maggiore numero di test. Più cerco contagiati, più ne trovo. Avrebbe una certa logica.

 
Avrebbe. Il problema è che giocare con i numeri se non si ha adeguata conoscenza serve solo a perdersi. Anche se si fosse, e nutro qualche ragionevole dubbio, in perfetta buona fede.
 
La questione è che il numero di tamponi effettuati ha sempre seguito varie dinamiche, in dipendenza dalla capacità pratica di effettuarne, dei laboratori di analizzarsi, della disponibilità di reagenti, ecc. Questo ha una certa relazione sul numero di contagiati che, infatti, sono solo quelli certificati ma non certamente tutti i reali. Ed inoltre dal periodi di massima crisi ad oggi sono anche, plausibilmente, cambiate alcune strategie di ricerca dei contagiati. Non mi dilungo oltre la questione, complessa, anche interessante, nella pagina segnalata sopra ne abbiamo parlato diffusamente.
 
Tuttavia per capire l’evoluzione real del fenomeno epidemico esiste un parametro che al momento è molto poco legato al numero di tamponi o che altro. Ed è un indicatore estremamente affidabile dello stato delle cose. Si tratta delle persone ricoverati nei reparti di terapia intensiva. Da circa un mese questo numero è in risalita. Siamo lontanissimi dai momenti di crisi di marzo/aprile, ma l’andamento, ad esempio nella figura che trovate qui (https://www.facebook.com/Analisi-Numerica-e-Statistica-Dati-Covid-19-105724191041047/photos/pcb.169776557969143/169774731302659/) è evidente e, inevitabilmente, preoccupate. Come confermato da diversi medici “sul campo”, dopo la loro quasi scomparsa, da qualche settimana sono ricomparse le polmoniti da Covid. Numeri ancora molto piccoli. Sia chiaro. Ma per favore, vista la drammatica serietà della cosa, lasciate perdere i vari bla-bla della rete. Abbiamo una prova estrema, come comunità nazionale, da affrontare per non farci travolgere un’altra volta. Non è più tempo di bambinate.
Stefano Covino
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