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Scritto Mercoledì 12 agosto 2020 alle 17:13

Airuno, scuolabus cancellato: un gruppo di mamme chiede di rivedere la decisione

Nell'ultimo consiglio comunale sul punto si era innescato lo scontro politico, con la minoranza all'attacco. La cancellazione del servizio scuolabus in quel di Airuno (ad eccezione della navetta per i residenti di Aizurro) con l'introduzione quale unica alternativa offerta dall'amministrazione del piedibus non trova però d'accordo non solo l'opposizione ma anche un gruppo di mamme, sulle cui spalle ricadrà concretamente la decisione presa dalla Giunta Milani. Riceviamo e pubblichiamo dunque la lettera aperta indirizzata alla nostra redazione per chiedere che la decisione presa venga in qualche modo rivista, riaprendo il confronto.
In queste settimane abbiamo letto vari articoli riguardo la decisione del Comune di Airuno, di sospendere definitivamente il trasporto scolastico e di attivare il Piedibus nel paese.
Le parole del sindaco e dei suoi collaboratori, ci spingono, come cittadine e come mamme, a prendere in mano carta e penna, per dar voce a tutte quelle famiglie che, come la nostra, si sono ritrovate a subire una decisione dettata da motivazioni economiche senza tenere considerazione, invece dei disagi che, ci ritroveremo ad affrontare con la riapertura delle scuole.
Poche settimane prima del lock-down, lo scuolabus del Comune di Airuno che trasportava 25 bambini e ragazzi residenti in paese, a Valgreghentino e Brivio, a causa di un guasto meccanico, non ha più potuto effettuare il trasporto i nostri figli a scuola per circa 20 giorni.
Da lì, la decisione della nostra Giunta Comunale, di non poter offrire più questo servizio, a causa del costo elevato di riparazione, del mantenimento, e del pensionamento dell’autista.
Servizio che, vorremmo sottolineare, in paese è attivo da più di 30 anni e ha permesso anche vari spostamenti, durante gite e attività, per tutti gli alunni delle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria.
Decisione, che, a nostro parere è stata mal gestita, visto che, ad oggi, alcune di noi, non hanno ancora personalmente ricevuto una mail, che comunicasse in maniera ufficiale quanto detto fin ora. Nemmeno nessun rimborso, anche simbolico. Il minimo, per chi, da sempre, paga il servizio regolarmente e lo ha pagato durante le settimane in cui il mezzo era fuori uso.
Con l’abolizione dello Scuolabus, il Comune ha messo in atto la decisione del Piedibus.
In vari comuni del circondario la proposta è attiva con successo da anni. Da anni perché qualsiasi progetto, prima di ritenersi funzionante, ha bisogno di tempo per realizzarsi, di costanza, di collaboratori e non diventa esclusivo eliminando con tanta fretta un’altra opportunità. Il Piedibus, in tanti paesi limitrofi, funziona di pari passo con il trasporto scolastico.
Non mettiamo in dubbio la validità di un’alternativa così, nel rispetto dell’ambiente, nella socializzazione tra i bambini.
Ma per tutti quei bambini che non possono recarsi a scuola a piedi?
Per i bambini che vivono in zone più’ lontane dal centro del paese? Per le famiglie di Valgreghentino e Brivio che hanno deciso di mandare i loro figli nelle scuole di Airuno per scelta e per esigenze famigliari sapendo che avevano a disposizione anche questo servizio? Ragazzi la cui presenza, da sempre, ha permesso che l’Istituto secondario di Airuno, potesse raggiungere il numero e rimanere attivo- aperto, per garantire un lavoro agli insegnanti e un’istruzione, a generazioni di ragazzi residenti nei nostri piccoli paesi.
Proviamo una profonda amarezza, nel constatare, che la politica messa in atto dal Comune di Airuno, in una riapertura così importante come l’avviarsi delle scuole dei nostri figli, non abbia agito con prudenza e non abbia investito cercando di mantenere attivo tale servizio ormai consolidato, per non creare ulteriori problemi alle famiglie.
Dopo un periodo così duro, in cui ci siamo ritrovati, a portare il peso di un’emergenza sanitaria e dove il Coronavirus ha portato con sé paura e angoscia per il futuro, per un lavoro che traballa, per un domani che a fatica si riesce ad immaginare.
In questo momento, non si ha più bisogno di grandi parole, di grandi stravolgimenti, ma di piccole scelte concrete che rassicurano e accolgono le esigenze delle famiglie. Il taglio ad un servizio scuolabus, può essere anche una scelta che creerà difficoltà a poche famiglie, ma non per questo va ignorato.
Le difficoltà si devono aprire alle opportunità, alla ricerca di altre infinite soluzioni, anche solo per tentare di fare il bene ad un singolo individuo.
Probabilmente le nostre parole saranno gettate al vento, e ci saranno tutte le risposte e le giustificazioni del caso.
Possiamo ascoltare e comprendere che un Comune debba stare in piedi facendo le sue scelte, i suoi conti, i suoi bilanci…ma bisogna anche ascoltare e comprendere, la voce di chi, da mesi, subisce decisioni altrui in silenzio, compresa questa, rimboccandosi le mani e trovando l’ ennesima soluzione, su come gestire i mille giri ed il tempo, per far conciliare lavoro, casa, figli, scuola, genitori anziani… dicendo ai propri figli che tutto andrà bene, non solo con uno slogan sui balconi, ma con un sorriso di speranza.
Sempre.

Un gruppo di mamme
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