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Scritto Giovedì 06 agosto 2020 alle 18:43

Sartirana: oggi sono stati estratti 2,5 tonnellate di pesce, ieri 7,5 quintali. Un disastro ambientale annunciato e ignorato dalla politica. Simonetti ha informato il governatore Fontana

La conta è ancora in corso ma ormai è inevitabile parlare di disastro ambientale annunciato. E colposo perché se la centralina collocata sulla zattera posta sull'acqua ci fosse stata, mentre era noto che da tempo era fuori uso, il segnale acustico e l'allarme lanciato registrando il calo di ossigeno avrebbero potuto allertare ben prima i mezzi dei vigili del fuoco e della protezione civile per insufflare ossigeno nelle acque. Ma è tutto l'insieme che configura il disastro colposo perché da anni si levano le voci di una moria inevitabile senza interventi seri. E non certo per colpa di un banale temporale, come qualcuno vorrebbe far credere, peraltro assai meno violento di quello di qualche giorno prima.

Dicevamo che la conta è tuttora in corso. Ma i primi dati sono drammatici. Li snocciola sconsolato Giorgio Fumagalli, presidente società pescatori La Briantea di Sartirana.

"Ieri erano stati raccolti e saranno smaltiti da Silea circa 750 kg di pesce; oggi siamo almeno a 25 quintali. E' un valore stimato attraverso i cassoni gialli riempiti e riversati nel camioncino dell'impresa. Domattina avremo la conferma''.

Buona parte dei pesci morti risulta rimosso. Domani salvo ulteriori morie i pescatori non effettueranno altri recuperi.

Più nel dettaglio le specie morte per mancanza di ossigeno sono:

- Temoli russi che non si sapeva nemmeno ci fossero, circa 30 kg

- Carpe giganti, circa 25 unità, 5 kg l'una più o meno

- Boccaloni, Persico, Trota, Avannotti, Scardole in grandissima quantità

- Recuperati anche un'anguilla di un metro e un pesce siluro di 1 metro e mezzo

''Tra una settimana/dieci giorni, quando il lago sarà riossigenato, probabilmente - spiega Fumagalli - la Fipsas farà una prova con lo storditore. Con una scossa elettrica i pesci ancora vivi nel lago andranno a galla prima di riprendersi dallo stordimento. Solo così sarà chiaro quanti pesci sono sopravvissuti".

Mauro Brambilla, direttore della Riserva di Sartirana

Durante le operazioni di recupero sono stati avvistati un po' di pesci ancora vivi, qualche pesce gatto, una tartaruga non autoctona e molti gamberi.

"Prima di tornare a pescare - aggiunge Fumagalli - bisognerà essere certi che le acque abbiano ripreso i giusti valori. E' inutile immettere 25 quintali di pesci che poi muoiono di nuovo. Se qualche pescatore vuole venire ben venga, così si capisce quanto pesce è rimasto. Serve al più presto un incontro con la politica e un intervento urgente. Sicuramente se fosse stato rimosso prima il sedimento tutto ciò non sarebbe successo".

Giorgio Fumagalli, presidente della società di pescatori La Briantea

Un grazie il presidente del sodalizio lo ha voluto rivolgere a tutti i volontari che hanno partecipato alle operazioni di rimozione dei pesci morti. Dalla Fipsas ai volontari de La Briantea, al vicepresidente Luigi Perego e agli amici dell'ASD Missaglia Pesca Enrico e Cristiano.

Nel frattempo l'avvocato Stefano Simonetti, presidente della Fipsas sezione provinciale ha fatto sapere di aver informato il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana dell'accaduto chiedendo interventi urgenti per risanare il lago e l'intera riserva.

Numerosi le critiche rivolte all'Amministrazione comunale nel suo complesso sia alla componente politica sia a quella tecnica. Per l'intera giornata di martedì nessuno si è fatto vedere in riserva, soltanto ieri qualche sopralluogo da parte del sindaco. Ma ancora nessun comunicato ufficiale né notizie circa l'avvio di interventi non più procrastinnabili.

Luisa Biella
Alberto Secci

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