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Scritto Lunedì 03 agosto 2020 alle 11:53

Retesalute, cambi di rotta e incertezze continue

"Scegliere di liquidare presuppone che qualcuno abbia detto di liquidare. Io la liquidazione non l'ho mai detta". Così il Sindaco di Merate Massimo Panzeri ha più volte negato, nel corso del Consiglio comunale di venerdì 31 luglio, di aver individuato la strada della chiusura volontaria o coatta per Retesalute e ha contestato il comunicato del nostro gruppo consigliare volto a suggerire la via della continuità dell'azienda speciale che si occupa di servizi sociali.

Peccato però che il Sindaco abbia più volte, nel recente passato, affermato che Retesalute vada liquidata, e ciò anche durante alcuni incontri.

Da ultimo il 14 luglio, intervistato da Sabina Zotti sul Giornale di Merate, dichiarava che: "Se già abbiamo le prove che i bilanci sono stati manipolati per farli tornare in utile di pochi euro, vogliamo ragionevolmente pensare che altrimenti sarebbero stati in perdita? A che pro, dunque, stanziare, e di fatto buttare via, dei soldi per farci dire quello che già di fatto sappiamo e che cioè i bilanci sono in perdita e che l'azienda va liquidata". Parole mai rinnegate.

Ebbene, cambiare idea è legittimo, ma risulta difficile comprendere per quale ragione, mercoledì 29 luglio, davanti ai Comuni soci, il sindaco abbia sostenuto con convinzione la via della continuità votando un piano di rilancio per i prossimi tre anni, mentre due giorni dopo, in Consiglio comunale, mostri incertezze e ambiguità, affermando addirittura che le perdite non deriverebbero da fatti gestionali, circostanza che di fatto obbligherebbe alla liquidazione, e lasciando intendere che l'ipotesi è tutt'altro che remota.

La vicenda è certamente complessa, ma serve chiarezza e linearità, per questo auspichiamo si tratti solo di tattica, perché questi continui passi indietro non giovano alla società, agli utenti e ai lavoratori di una società con un know-how di quindici anni.
Aldo Castelli, Patrizia Riva, Gino del Boca, Alessandro Pozzi, Roberto Perego
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