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Scritto Lunedì 03 agosto 2020 alle 14:22

Parco Adda Nord, Lago di Sartirana e reticoli idrici minori connessi

Nell’intervista rilasciata dall’Assessore Andrea Robbiani a Merateonline sono citato a proposito della mia posizione contraria all’uscita di Merate dal Parco Adda Nord e criticato per non avere indicato “un motivo valido per restarvi”. In realtà di motivi, per restare nel Parco Adda, ne ho indicati due: uno di ordine generale relativo al fatto che un Comune come Merate, il più popoloso, in Provincia di Lecco, affacciantesi sul Parco dovrebbe essere parte interessata al suo buon andamento, contribuendo al superamento dell’inerzia attuale. Ciò in ragione anche della fruizione delle bellezze del Parco da parte di molti meratesi; noto, però, che si ha una visione miope e campanilistica laddove prevale il proprio “particulare” sull’interesse generale. L’altro motivo fa riferimento alla prestazione fornita dal Parco al Lago di Sartirana che si è concretizzata negli ultimi 18 anni nell’opera di sorveglianza di cinque Guardie Ecologiche Volontarie che hanno stilato i relativi verbali, consegnati al Comune di Merate; di tale servizio nessuno parla!
Peraltro anche l’ insistenza territoriale di Merate nel Parco di Montevecchia e della Valle del Curone è marginale; seguendo il ragionamento unanime della Commisssione Urbanistica relativo alla pochezza dell’area meratese nel Parco Adda, bisognerebbe uscire anche dal Parco di Montevecchia.
Di far controllare il Lago da Guardie del Parco di Montevecchia si parla da anni, ma “non si è mai arrivati a una”.
Il Consiglio di Gestione viene riunito raramente; non si sa che fine abbia fatto il Comitato Tecnico- Scientifico eletto nel 2016 e, secondo il Regolamento, da rinominare nell’ attuale Consigliatura. Si ha l’impressione che si navighi (!) a vista senza una visione strategica.
Il Piano di Gestione approvato nel 2010 è stato messo in un cassetto e della quarantina di “Azioni” ivi riportate ben poche sono state eseguite, né mai si è visto, in dieci anni, uno stato di avanzamento del Piano stesso.
La piattaforma galleggiante con installati i misuratori di alcuni parametri chimico-fisici dell’acqua, quali contenuto di ossigeno, pH, temperatura di superficie e di fondo, installata anni fa, con i fondi della Regione, è sparita; peraltro non si sa se il misuratore di portata dell’effluente Ruschetta funzioni.
La casetta alla foce che doveva essere un “Centro ricettivo e di informazione” per turisti, scolaresche e Guardie ecologiche è adibito ad attività ludiche.
Sul Laghetto di S. Rocco è meglio stendere, oltre che erbe, un velo pietoso; nulla è dato sapere sull’azione giudiziaria, in corso fra Comune e privato, relativa alla recinzione del fu Laghetto di Novate, abusivamente interrato negli anni ’80.
Ernesto Passoni
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