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Scritto Venerdì 31 luglio 2020 alle 17:25

Ecocompattatore, lago di Sartirana, Parco del Curone e Adda. Andrea Robbiani illustra strategie e progetti per una città che punta alla innovazione tecnologica e alla tutela dell’ambiente

Andrea Robbiani è il secondo consigliere anziano in questa legislatura, dietro il veterano Aldo Castelli. A differenza di quest'ultimo ha rivestito anche la carica di sindaco sconfiggendo con un listone di centrodestra l'uscente Giovanni battista Albani nel 2009. Rientrato a metà consigliatura Massironi grazie alle dimissioni anticipate di Andrea Valli, è tornato in prima linea grazie a una valanga di preferenze nel 2019 con Massimo Panzeri sindaco. E ora ricopre il duplice - per certi versi singolare - incarico di responsabile dell'ambiente e dell'innovazione tecnologica. Una scelta rischiosa perché le due cose possono collidere oppure se governate con intelligenza diventare sinergiche. Vediamo a che punto sono i due programmi attraverso questa lunga (e davvero interessante) chiacchierata con l'Assessore.


Andrea Robbiani assessore all' Ambiente e all' Innovazione Tecnologica,
con delega all' Ecologia, all' Arredo Urbano, all'Informatizzazione, al Verde Pubblico e alla Smart Mobility.



Partiamo dall'eco-compattatore, una novità che però non ha raccolto consensi unanimi. Come mai? Si poteva fare qualcosa di diverso per ottenere il medesimo risultato?  

Non so se il non  ricevere consensi unanimi sia sinonimo di fallimento di una iniziativa. Per i riscontri che ho avuto in questi giorni, la cosa sta suscitando interesse e una certa curiosità. Essere il primo ente pubblico in Lombardia ad aver installato questo sistema, ci consente di aprire una strada e come spesso accade, i pionieri a volte non vengono compresi immediatamente. In Italia siamo maestri nel predire il passato e siamo campioni di "benaltrismo" Quello che dico è: prima proviamo e poi giudichiamo e per una volta incominciamo a vedere il bicchiere mezzo pieno. Dobbiamo iniziare a vivere con positività le novità e accantonare il lamento come stile di vita.  L'eco-compattatore arriva per un accordo con il consorzio CORIPET che, gratuitamente ce lo ha fornito allo scopo di raccogliere i contenitori in PET per realizzare nuove bottiglie per alimenti. Non tutti sanno che  parte del PET che attualmente viene raccolto tramite il sacco viola, viene trattato e poi bruciato nei termovalorizzatori, sotto forma di "plasmix", perché la filiera del riciclo a valle della raccolta differenziata, non è ancora in grado di garantire un efficace riutilizzo dei vari polimeri plastici. Tuttavia questo è un tema complesso, che richiederebbe un articolo a parte. Mi preme solo sottolineare che l'eco-compattatore installato da Coripet, permette di separare il pet dal resto delle plastiche dure e da altri imballi, con la certezza che verrà totalmente riutilizzato per creare nuove bottiglie. Quindi più pet convoglieremo verso  l'eco-compattatore, meno ne andrà nel termovalorizzatore. C'è poi  tutto l'aspetto dei punti, che il sistema riconosce per le bottiglie conferite.  Coripet sta mettendo in campo una serie di accordi con operatori commerciali del territorio, che permetterà ai cittadini di usufruire di sconti e promozioni. Insomma, più conferisci più punti guadagni e più risparmi e si aiuta anche il commercio locale. Sto anche  pensando ad una vera e propria "PET Challenge", che vedrebbe tutte le famiglie meratesi in gara fra di loro e magari come amministrazione, potremmo premiare le famiglie "riciclone", durante la cerimonia del conferimento delle benemerenze cittadine. Qualcuno ha scritto che sarebbe stato meglio fare come in Germania, remunerando il reso con una cauzione, ma in questo caso sarebbe necessario un investimento della grande distribuzione con tutti i limiti del caso. Vorrei solo citare un dato: in Svizzera ci sono 55,000 mila punti di raccolta pubblici di bottiglie di PET. Sicuramente se  tutto funziona come si deve e tutti noi facciamo la nostra parte, non è escluso che ne installeremo altri. Ultima nota: portando il PET all'eco-compattatore, avremo un effetto diretto sul sacco viola che tenderà a svuotarsi per cui dal 2021 potremo iniziare a togliere un giro settimanale che permetterà di ottenere un risparmio diretto sulla TARI, sia per i privati che per le utenze commerciali e questo non mi sembra un risultato da poco. Tutti abbiamo bene in mente le tre erre: riduci-riusa-ricicla ma la più importante è la quarta erre che sta per "responsabilità". La sostenibilità ambientale si ottiene solo con la responsabilità individuale e collettiva. Ognuno di noi deve fare la sua parte. Pretendere un ambiente pulito pensando che siano sempre gli altri a sporcarlo, vuol dire che non abbiamo capito niente. Gli altri siamo noi e i rifiuti sono i nostri: iniziamo a produrne di meno, a riciclare meglio e a non doverci sempre lamentare di tutto.  




In settimana è stato presentato il Piano Riserva lago di Sartirana. L'ennesimo a firma del solito professionista che da molti anni tiene monitorato il sito. Di fatto nulla di nuovo o che già non si sapesse. Come intende procedere la Giunta?  

Mi consenta di correggere la domanda: il professionista a cui si fa riferimento non sta redigendo il nuovo piano della riserva, bensì sta predisponendo un progetto operativo (che è partito dallo studio del sedimento che mai prima era stato fatto, che ha evidenziato e certificato la composizione delle sostanze in esso contenute) di risanamento del lago attraverso l'estrazione del sedimento che ad oggi è causa principale di tutte le problematiche del nostro lago. Mi permetto di dire che un conto è affermare, seduti su una panchina, che bisogna togliere il sedimento, un conto è predisporre un progetto esecutivo, che ci vedrà impegnati, come giunta, a programmarne la fase esecutiva. Sicuramente interagiremo con la regione, interlocutore naturale e privilegiato, così come anche pensiamo possa essere presentato alla fondazione Cariplo, affinché possa rientrare fra i progetti emblematici  ambientali del 2021. Sono convinto che un progetto di  portata ambientale direi unica per un sito di interesse comunitario, non potrà non ricevere la giusta attenzione dalla regione e comunque questa amministrazione farà  la sua parte dal punto di vista finanziario e francamente spiace che  qualcuno abbia voluto far passare il messaggio contrario.  




Crede davvero che questa sia la volta buona? Ha un cronoprogramma?  

Da settembre lavoreremo per  definire le modalità di finanziamento. Una volta che avremo le idee chiare dal punto di vista finanziarie, inizieremo la fase vera e propria della redazione del bando di gara per affidare i lavori, non prima di aver ovviamente ottemperato a tutti i passaggi burocratici a cui un progetto del genere deve necessariamente sottostare. Mi piacerebbe poter vedere l'inizio dei lavori per l'autunno del prossimo anno ed è un obiettivo alla nostra portata.  



Saranno interessati anche l'emissario Ruschetta e il bacino artificiale di San Rocco?  

Il progetto è focalizzato sul bacino lacustre di Sartirana. Per l'emissario e il lago di San Rocco dovremo fare ragionamenti necessariamente separati ancorché  connessi al sistema lacustre principale.  




Come pensa di risolvere il problema della mancanza di un vero immissario? 

Attraverso lo studio delle criticità idrauliche del territorio, che  partirà nei prossimi mesi, potremo studiare come convogliare le acque piovane nel lago. Abbiamo una serie di idee ma in questo momento è prematuro  dare indicazioni finché non avremo il conforto dei tecnici. Ad ogni modo è evidente la necessità, da un lato di asportare il sedimento e dall'altro di aumentare la portata dell'acqua nell'invaso.  




C'è la volontà di ridurre canneto e isole per ridare spazio alle acque che fino a pochi decenni fa coprivano l'intero bacino?  

Con la redazione del nuovo piano di gestione della riserva, andremo a definire con una certa precisione quali azioni intraprendere con il canneto. Da un lato sarebbe auspicabile la sua riduzione, dall'altro tale riduzione rischia di compromettere l'habitat della fauna che in esso vi trova rifugio. E' un equilibrio complesso: dovremo fare necessariamente sintesi, perché ad ogni azione, corrisponde una reazione uguale e contraria.  




Gardaland o riserva naturale, lei da che parte sta?  

Dalla parte del rispetto dell'ambiente. Non vogliamo pensare alla riserva come un luogo inaccessibile, un luogo da guardare attraverso un vetro; tuttavia dobbiamo imparare a capire che la riserva di Sartirana non è l'idroscalo:  educhiamoci a vivere questo luogo con rispetto. In questo senso l'idea di conferire al parco del Curone questo comparto naturale protetto, aiuterebbe a costruire una coscienza collettiva ambientale differente. Ci stiamo muovendo in questa direzione e il primo passo sarà la sottoscrizione della convenzione tra comune ed ente parco, così che potremo iniziare a garantire la presenza delle GEV (Guardie Ecologiche Volontarie)  e poi inizieremo un percorso di conferimento, che potrebbe interessare anche un'area  più ampia.   




Si può ragionevolmente imporre e poi far rispettare i divieti di accesso nei periodi di maggiore sensibilità ambientale?  

Come detto prima, è necessario comprendere il luogo e capire che c'è un periodo a cavallo fra primavera ed estate, nel quale l'accesso al lago è interdetto e non è certo asportando i cartelli informativi o vandalizzando i cancelletti in legno, che si risolve il problema. La strada maestra rimane quella della informazione. Informare crea consapevolezza e dalla consapevolezza si arriva al rispetto del luogo e delle sue regole. Non è necessario fare investimenti faraonici; realizzando una chiara e precisa brochure informativa, accompagnata da un maggiore controllo effettuato dalla Polizia Locale e soprattutto dalle GEV del Parco del Curone, sono convinto che si potranno fare passi in avanti nel far comprendere le ragioni dei divieti di accesso in determinati periodi dell'anno.  




Tra i programmi non c'è il ripristino del laghetto di Novate come terminale naturale della Roggia Annoni e punto di arrivo della riscoperta dei sentieri?  

Quando si redige un programma, questo deve essere prima di tutto realistico e deve indicare le priorità. Mi pare che in questo senso non si può pensare di fare tutto. Sarebbe comodo dire che si farà tutto ma non sarebbe serio. Stiamo dando priorità alle urgenze, poi vedremo se e come intervenire a Novate.  Sicuramente la riscoperta dei sentieri è un aspetto fondamentale per il nostro territorio e in questo senso sto lavorando con gli uffici per estendere la sentieristica esistente.   A proposito di sentieri due sono i percorsi che sta studiando, ce li descrive?   Certamente. L'idea è quella di realizzare un circuito di sentieri collegati fra loro che, partendo da quello denominato Dalla Torre al Lago, una volta arrivati al lago di Sartirana, si possa poi convergere al  laghetto di San Rocco, e da lì, percorrere i sentieri sino a Novate alta e poter rientrare tramite la via Gattafame, in via San Vincenzo e tornare poi verso il centro della città. I  questo modo, sarebbe altresì possibile raggiungere il lago proprio partendo da Novate, percorrendo la via per Barbiano e ricollegandosi al percorso indicato in precedenza. La seconda idea è che sempre dal lago di Sartirana, si possa procedere su via Fontane e arrivare in zona Villa Perego a Cicognola potendo poi connettersi oltre la  342 DIR con le aree del parco del Curone. Diamo  la possibilità di lasciare la propria vettura nei pressi della Chiesina di San Giuseppe, posta in prossimità della rotonda di Cicognola e di poter raggiungere tramite i sentieri,  le aree del parco di Montevecchia oppure muoversi in direzione del lago di Sartirana percorrendo i sentieri che si possono disegnare a ridosso della Villa Perego e della Torre che si erge in cima alla collina. Con l'ufficio tecnico stiamo verificando i tracciati e tutte le attività che dovremo porre in essere per renderli effettivamente percorribili. Un progetto  questo, che ritengo davvero interessante, non solo dal punto di vista ambientale, ma anche turistico.  



Ritiene sia proprio il caso di uscire dal Parco Adda Nord? In fondo avete nominato da poco un vostro militante, Paolo Mauri, storico esponente del CdA dell'Ente

Uscire dal Parco Adda Nord mi pare una scelta di buon senso. Sin da quando sedevo fra i banchi della minoranza, durante la consigliatura Albani, sostenevo la necessità di uscire dal parco poiché, a fronte del conferimento di un francobollo di territorio, l'ente parco non ha mai, nei fatti, operato alcun tipo di progettualità. Ho letto l'intervento dell'Ingegner Passoni che invece critica la scelta di uscire senza peraltro indicare un motivo valido per restare. Anzi, citando i siti leonardeschi e le opere idrauliche in pessimo stato, conferma implicitamente una certa inefficienza del parco Adda Nord. Noi invece riteniamo che conferire e consolidare in un unico ente parco i nostri ambiti di pregio naturalistico, comporterà una maggiore sinergia  delle risorse tecniche e finanziarie e della loro relativa  implementazione. Il mio obiettivo, come assessore all'ambiente  è quello di valorizzare il nostro territorio, attraverso la conservazione dell' ambiente e delle sue  biodiversità e questo risultato si ottiene con una programmazione chiara, di lungo periodo e avendo cura di ottimizzare gli interlocutori. Per il resto, vorrei solo ricordare che la nomina di Paolo Mauri nel CdA del Parco Adda Nord, riveste carattere regionale, non comunale, per cui non ravvisiamo nessuna contraddizione.  



Dopo una serie di abbattimenti lo scorso anno ha avviato una campagna di piantumazione. L'obiettivo dichiarato è procedere speditamente con "un intenso programma di rimboschimento", come recita il manifesto elettorale. Quando si parte? Da dove? Con quale obiettivo numerico?

A questa domanda rispondo più che volentieri: in autunno è prevista la piantumazione di un centinaio di alberi in sostituzione di quelli abbattuti l'anno scorso. Si è trattato di un abbattimento obbligato, ma che ci consente oggi di mettere a dimora nuove essenze arboree. Poi proseguiremo con il progetto della forestazione urbana, progetto iniziato l'anno scorso a novembre, in collaborazione con l'ente regionale  ERSAF e la Protezione Civile comunale. L'obiettivo numerico dipenderà dalla disponibilità di essenze arboree che Ersaf ci metterà a disposizione, anche se ragionevolmente dovrebbero essere almeno un centinaio. Tuttavia, come l'anno scorso, chiederemo la collaborazione di tutti: cittadini, istituti scolastici e associazionismo locale, affinché partecipino attivamente alla iniziativa, aiutandoci a incrementare il numero di alberi da piantare.  Anzi, ne approfitto per invitare la vostra testata giornalistica a sponsorizzare l'iniziativa. La funzione della stampa è quella di informare ma anche di sensibilizzare su temi cruciali, come quello ambientale. Sarebbe davvero fantastico vedere per una volta,  tutte le testate giornalistiche locali, unite a promuovere una iniziativa dall'alto valore ambientale, come quella della forestazione urbana della nostra città. Spero vivamente che il mio invito venga accolto con entusiasmo.
Claudio Brambilla
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