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Scritto Venerdì 31 luglio 2020 alle 16:32

Bernareggio: al lavoro per la sicurezza della scuola Rodari

Non si ferma il lavoro dell'amministrazione di Bernareggio per garantire la riapertura delle scuole pubbliche a settembre nel rispetto delle misure imposte per la sicurezza. Un lavoro importante non solo per applicare correttamente le regole già esistenti, ma anche per valutare le varianti da adottare nella gestione degli spazi nel caso di novità dell'ultimo momento dal governo nazionale. A questo riguardo, tutte le possibili criticità emerse sulla logistica dei plessi sono state illustrate nell'ultimo consiglio comunale dall'assessore all'Istruzione Paola Brambilla, che ha ravvisato come la struttura che potrebbe creare maggiori difficoltà sotto questo profilo sia l'Infanzia Rodari. Al momento la normativa di riferimento di cui tiene conto l'amministrazione per gli asili, vista l'assenza di ulteriori precisazioni fino a questo momento da parte dello Stato, non prevede che venga rispettato il "metro boccale" tra gli alunni, né l'uso di mascherine, a differenza di tutti gli altri ordini di scuola, che sono tenuti ad osservarli. Se queste linee guida dovessero essere confermate dallo Stato, non ci sarebbero grandi problemi a livello di spazi, fatta eccezione per gli accessi dei bimbi da scuola, che avverrebbero dalle uscite posteriori che consentono maggiori spazi e libertà di movimento, e quindi più sicurezza nel distanziamento rispetto a quelle anteriori. In ogni caso i genitori che accompagneranno i figli a scuola dovranno fermarsi sulla soglia dell'edificio e lì li lasceranno al personale interno. In secondo luogo va rispettata la regola dei "piccoli gruppi stabili" che non devono interagire con altri gruppi, cioè i componenti delle classi non possono essere mescolati con quelli di altre classi, neanche nelle occasioni all'aperto.


L'infanzia Rodari

Come detto, qualche problema di corretta osservanza delle norme sorgerebbe invece se il governo nelle prossime settimane apportasse delle modifiche sul distanziamento, introducendo l'obbligo del metro di rispetto fra gli alunni. In questo caso l'amministrazione ha già prefigurato l'ipotesi di spaccare ogni classe in due sezioni da 12-13 bimbi. Qui, più che il problema di spazi, la complicazione sarebbe un'altra: non potrebbe probabilmente più essere garantito il tempo pieno delle attività, ma da 8 ore si passerebbe ad una giornata da 6 ore, per la difficoltà di mettere a disposizione il doppio delle insegnanti mantenendo inalterato al contempo il pacchetto ore. Come già detto, nessun problema si porrà invece per la contemporaneità delle attività scolastiche e dei lavori pubblici alla copertura e all'isolamento dell’edificio. Anche nel caso si vada a prefigurare lo scenario delle sezioni raddoppiate, sono già state pianificate dalla ditta incaricata dei lavori due soluzioni alternative per evitare il contatto ravvicinato con i bimbi. Mancano inoltre all'appello ancora le direttive definitive sulla possibilità di applicare regolarmente i vari servizi scolastici: il pre e post scuola (visto che si costituirebbero gruppi con componenti diversi rispetto a quelli dell'orario scolastico), sulla mensa (che in qualunque caso non dovrebbe dare problemi) e sul trasporto scolastico, di cui si sta discutendo a livello regionale. Tante quindi le accortezze a cui prestare attenzione, mentre si attendono le indicazioni definitive su tutti i servizi, comprese quelle fondamentali del governo, ma il dirigente scolastico Giuseppe Alaimo ha già rassicurato tramite mail i genitori che a settembre le scuole riprenderanno regolarmente, e illustrando tutti gli scenari alternativi "pronti all'uso".
M.L.
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