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Scritto Mercoledì 29 luglio 2020 alle 15:46

La musica ci ha aiutato a superare l’isolamento facendoci compagnia

Di fronte alla solitudine interiore e alla chiusura forzata di tutte le manifestazioni di relazione sociale, la musica è rimasta lo strumento che ci ha aiutato a superare lo sconforto, l’isolamento e il pessimismo che ha raggiunto in forme e misure differenti ciascuno di noi. In tanti momenti è diventata occasione di preghiera, meditazione e riflessione. Attraverso la bellezza del suono puro o abbinato alla parola (soprattutto dei Salmi) ci ha tenuto compagnia e consolato. Bach, Mozart, Beethoven, Vivaldi, sono solo alcuni autori che attraverso il dono delle loro creazioni hanno saputo esaltare la parola di Dio e trasformarla in autentica preghiera. In un letto di ospedale soli, isolati, affranti, l’ascolto e la compagnia della musica ci ha aiutato a superare lo scorrere lento del tempo. Le onde sonore magicamente ci hanno avvolto e tutto il nostro essere fisico e psichico ne ha avuto beneficio. Il respiro si è fatto più naturale e regolare, i battiti del cuore si sono adeguati allo scorrere della melodia e i pensieri tristi e malinconici hanno lasciato spazio a frammenti di serenità e di riposo.
“Materiali della musica sono il suono e il silenzio. Integrarli significa comporre.” Questo aforisma di John Cage, (grande compositore contemporaneo americano del secolo scorso 1912-1992) credo sintetizzi mirabilmente l’essenza di una creazione musicale e di conseguenza i benefici che essa può apportare all’ascoltatore sensibile e attento.
L’essenza emotiva e trascendente del linguaggio musicale, sta nella forma e nella capacità del compositore di riportare attraverso l’incontro delle note (che diventano suono attraverso gli strumenti musicali o la voce), la bellezza di comunicare sensazioni, astrazioni libere e soggettive. Ognuno nella sua unicità coglie il messaggio e il significato che l’autore glia ha voluto trasmettere. Attraverso la musica entriamo nelle sfere della bellezza che elevano lo spirito e il corpo. Ascoltare la musica diventa una terapia per lo star bene con se stessi e con il prossimo. Anche in contesti di solitudine o isolamento la musica ha creato relazione e comunicazione. Il suono ti parla, ti consola e le difficoltà che stai affrontando ti sembrano meno invasive. Intravedi spiragli di luce e di speranza che ti aiutano a non mollare.
“La Musica è una legge morale: essa dà anima all’Universo, ali al pensiero, slancio all’immaginazione, fascino alla tristezza, impulso alla gioia e vita a tutte le cose. Essa è l’essenza dell’ordine ed eleva ciò che è buono, giusto e bello, di cui è la forma invisibile, ma tuttavia splendente, appassionata ed eterna” (Platone). Solo il pensiero profondo di un filosofo (colui che riesce a entrare nella vera profondità del pensiero), ha saputo esprimere al meglio il senso vero della musica. Sono sempre più convinto che la musica (l’arte in generale), sia un dono divino per aiutarci, da un lato a vivere pienamente la nostra dimensione umana e quindi accettare anche i nostri limiti, ma, riconoscere che la musica rappresenta anche l’immortalità che è i noi. La musica è sinonimo di armonia e di rispetto. Credo che una società ricca di musica sia anche una società autentica, vera e nobile.
“Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle, sentire gli odori delle cose, catturarne l’anima. Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo. Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore”. La grande poetessa Alda Merini ha saputo riscoprire l’essenza dell’esistenza e l’autenticità della persona umana. Dimostrazione dell’infinita bellezza che è in ciascuno di noi e che spesso rimane assopita. In poche righe ha saputo comporre e suggerire un cammino verso il vero significato di “amore”.
L’arte è un bene primario per la persona e la comunicazione, è il pane dell’anima e della mente che permette la crescita della nostra società, stimolando il pensiero, la sensibilità e la creatività di ogni persona. Facciamo in modo che non passi mai in secondo piano, ricordando e ribadendo ogni giorno la figura dell’artista e l’importanza che riveste a livello sociale.
Riscopriamo la capacità di ascoltarci e ascoltare, di catturare e contemplare con attenzione tutto quello che ci circonda, di cercare la profondità del cuore. La nostra vita è tormentata e affannata nella ricerca del vero significato di amore. Il poeta come il musicista lo contempla nello stupore e nella bellezza della vita che ogni giorno nasce, cresce e muore. L’amore sta in noi e intorno a noi. Oggi più che mai sentiamo il bisogno di poesia e di musica. E, quando non sappiamo come esprimerlo lasciamoci guidare dal silenzio. Il grande silenzio credo sarà la vera musica, la vera poesia che ci accompagnerà nell’infinita bellezza.
Prof. Antonello Brivio – Associazione Eugenio Nobili di Olgiate
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