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Scritto Mercoledì 29 luglio 2020 alle 15:42

Lomagna: riflessioni a margine del consiglio comunale e sugli atteggiamenti di sindaco e vice

Venerdì sera, attraverso pc, tablet o cellulare, è stato possibile seguire in diretta il Consiglio Comunale di Lomagna. La sensazione era quella di assistere ad uno di quei programmi televisivi, il cui obiettivo è raggiungere picchi di audience attraverso i litigi tra ospiti di ideologie e correnti di pensiero opposte. Nel caso del Consiglio Comunale, ciò che lasciava più amareggiati non era l’incapacità di un conduttore televisivo simil D’Urso, improvvisato moderatore, ma il fatto che la figura che avrebbe dovuto mediare il contrasto, ne ha preso parte in prima persona, una figura che avrebbe dovuto avere un comportamento istituzionale: il nostro Sindaco.
Sono veramente delusa da questa situazione. Mai avrei pensato di assistere ad un Consiglio Comunale pari ad un talk show. Ciò in cui speravo, da cittadina, erano 5 anni di democrazia e di leale “guerra” politica, fatta di sfide e confronti costruttivi che avrebbero portato alla crescita del paese.
Consiglio Comunale dopo Consiglio Comunale, invece l'insofferenza dell'Amministrazione verso la minoranza si è palesata sempre più nettamente, i confronti politici sono inesistenti, e le decisioni sono unilaterali e mai condivise, a meno di obbligo procedurale.
Il Sindaco, che all’inizio del mandato cercava di essere tollerante verso la minoranza, ha ormai gettato la maschera, interrompendo in continuazione i consiglieri di minoranza, togliendo loro la parola, mal sopportando che le scelte dell’Amministrazione siano sottoposte alle critiche del Consiglio Comunale. Nel Consiglio Comunale del 24 luglio, il Sindaco ha infatti sottolineato e rimarcato che competenza del Consiglio Comunale è SOLO dare indicazioni e NON fare delle scelte, in quanto scegliere e deliberare è compito esclusivo della Giunta Comunale. Non è la prima volta che traspare chiaramente come il Sindaco sia costretto a presentare nell’ordine del giorno dei Consigli Comunali le questioni che per obbligo di legge richiedono una delibera di quest’ultimo, mentre, dall’altro lato, vorrebbe deliberare tutto solo in giunta, senza discussioni, coccolata e protetta da persone che la approvano indefessamente senza critiche e senza “scocciature”, come invece fa la minoranza che -sono parole sue- l’hanno proprio stancata.
Purtroppo, però per il Sindaco, la base di scelte ponderate ed ottimali per la popolazione risiede proprio in queste critiche che possono essere esasperanti ma che sono frutto di quel dialogo e confronto che porta ad una crescita personale, politica e sociale.
Forse il Sindaco dovrebbe rammentare che l’Italia, fortunatamente, è uno dei paesi che possono permettersi la democrazia, in cui il rispetto per le opinioni altrui ed il diritto di espressione sono sanciti a chiare lettere, ottenuti e guadagnati con la vita e la lotta. Il confronto costruttivo dovrebbe essere incoraggiato, non soffocato. Togliere la parola ad un consigliere ed imporsi non è ciò che ci si aspetta in una democrazia, durante un incontro istituzionale ed ufficiale, in cui si dovrebbe incoraggiare il dialogo e la tolleranza. Il comportamento del Sindaco risulta irritante e fastidioso, al pari dell’immagine di Salvini in spiaggia in atteggiamenti poco consoni per un rappresentante della nazione, che fa da riflesso ad una politica degradata e sbeffeggiata. Ciò che fa da denominatore comune a due immagini totalmente diverse è purtroppo una politica che ha perso la sua intellettualità, il suo essere istituzionale ed il suo essere credibile.
Esistono regole e procedure che vanno rispettate, non bastano le buone intenzioni e la buona fede. Per amministrare servono trasparenza, capacità di confronto e rigore morale e procedurale. Tutto ciò di cui l’attuale Amministrazione di Lomagna purtroppo è carente.
Il Sindaco, essendo al primo mandato, è politicamente inesperto, deve ancora imparare come si amministra un paese, insieme ai suoi assessori. Errare è estremamente facile in questo caso, nonché umano. Ammettere i propri errori, rimediare ed accettare consigli è un segno di intelligenza ed apertura mentale.
Trovo incomprensibile un Sindaco che vista la sua inesperienza, invece di vestire panni “umili”, indossa panni da guerriera à la Giovanna d’Arco, sguainando la spada, soprattutto a difesa dell’ex sindaco Fumagalli, che si saprebbe difende benissimo da solo. Come non capisco perchè l’assessore Fumagalli, invece di armarsi di arroganza e vittimismo, atteggiamento che di certo non fuga i dubbi sulla trasparenza del suo operato, non tolga d’impaccio il Sindaco, chiarendo una volta per tutte le sue scelte passate con criticità e precisione, ammettendo gli errore e rimediando.
Il fulcro della discussione del Consiglio comunale del 24 luglio verteva sull'intenzione dell’Amministrazione di riproporre un bando per l'assegnazione del centro Sportivo di Via Carducci, simile a quello precedente, troppo oneroso per un centro che si trova a Lomagna, quindi in un paese piccolo e poco frequentato. Uniti per Lomagna, insieme alla consulta sport, ha continuato a ripetere che un bando simile sarebbe un errore, cercando di proporre alternative diverse e di trovare insieme una soluzione che risultasse risolutiva a lungo termine. Questo sarebbe un argomento perfetto per accettare consigli, collaborare, ammettere i propri errori, ed imparare da quelli migliorando con l’esperienza. L'Amministrazione, invece, continua imperterrita la sua corsa a testa bassa. Spero non vada a sbattere come un ariete contro un muro e non ci si frantumi, coinvolgendo irrimediabilmente anche il paese e facendo pagare ai cittadini gli errori dell’Amministrazione.
L’accuratezza è un altro elemento imprescindibile per un’Amministrazione Comunale che manca alla nostra che invece si veste di pressapochismo. L’Amministrazione avrebbe dovuto porsi il problema di far effettuare dei lavori al futuro nuovo gestore del centro sportivo in una struttura di dubbia proprietà. La tensostruttura che si vuol far terminare al futuro gestore, realizzando l'impianto elettrico, che forse tra l'altro è già esistente, siamo sicuri essere di proprietà del Comune, come ha dichiarato il Sindaco, asserendo di averla acquisita? Acquisita come? Da chi? Sarebbe interessante avere il parere di un legale per capire chi è il reale proprietario. E’ il Comune, in quanto proprietario dell’area su cui insiste? Il vecchio gestore che ne ha ordinato la posa e pagato una tranche dei lavori? L’impresa che l'ha posata, ma non collaudata e nemmeno ceduta, in quanto non ha percepito il saldo?
Una verifica andrebbe eseguita, prima di spingere il nuovo gestore ad un potenziale operato illegale.
Ultimo esempio di poca accuratezza e di contraddizione è la presenza nel bando per lo stesso centro sportivo della volontà di demolire la nuova palazzina spogliatoi, per poi lasciare al futuro nuovo gestore la scelta di ricostruirla oppure no. Mi chiedo il senso di questa decisione. Se l’Amministrazione afferma che si è rilevata una necessità di ampliare gli spogliatoi perché demolire l’edificio invece di terminarlo? Perché sprecare le risorse?
Penso di poter scrivere un saggio sull’attuale Amministrazione, ma risulterebbe noioso ed irritante. Ringrazio chi avrà la pazienza di leggere queste mie riflessioni e chi vorrà riflettere insieme a me per cercare di dare speranza a Lomagna.
Roberta Riva
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