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Scritto Lunedì 20 luglio 2020 alle 12:34

Lomagna: respinti gli emendamenti della minoranza. Scintille in aula tra i 2 gruppi

Lungo consiglio comunale a Lomagna nella serata del 16 luglio, il secondo dei tre che si terranno in totale in questo mese. È cominciato con una targa consegnata alla Protezione civile per l’impegno sostenuto durante l’emergenza Covid. Quindi quasi due ore solo per l’illustrazione del bilancio consuntivo 2019. Prima l’assessore Pierangelo Manganini ha delucidato le finalità delle spese e le fonti delle entrate dello scorso anno. Poi ogni assessore e la sindaca si sono dilungati con dovizia di particolari sulle singole iniziative messe in campo, già note perché affrontate in itinere. Col rendiconto si è appurato che l’avanzo di amministrazione è stato applicato nel 2019 per 150 mila euro, la quasi totalità in conto capitale (5 mila euro nella parte corrente). L’avanzo è servito in buona parte per l’acquisto di attrezzature per il parco giochi, 85 mila euro. Le entrate correnti sono state di 2 milioni e mezzo, i trasferimenti correnti di 1 milione 300 mila euro, le entrate extratributarie 450 mila euro, cifra simile per le entrate in conto capitale. In totale le entrate dell’esercizio 2019 sono state di 5 milioni e mezzo. Sottraendo le uscite dell’esercizio, l’avanzo di competenza è di 135 mila 600 euro.

Il vice sindaco Stefano Fumagalli ha illustrato i dati sulle sanzioni effettuate dalla Polizia locale nel 2019. Sono state rilevate 285 “irregolarità”, un numero leggermente superiore rispetto al 2018, ma inferiore rispetto agli anni passati. L’importo corrisponde a 30 mila euro.
Per quanto riguarda i reati segnalati dalla Prefettura, in totale sono stati 82 (1,6% dei residenti). Meno dell’1% delle abitazioni effettivamente utilizzate a Lomagna sono state colpite da un furto.

Il capogruppo di minoranza Mauro Sala ha domandato a Fumagalli come si sta muovendo il legale che ha nominato l’amministrazione per interfacciarsi con l’Immobiliare Sernovella, proprietaria dell’area ex RDB, non più intenzionata a svolgere quanto previsto nella convenzione tra Comune, proprietà e Parco del Curone. Il vice sindaco ha ribadito che per la Giunta la convenzione urbanistica (una seconda convenzione inerente il Piano Attuativo di via Giotto) è ancora valida. “Si sta cercando di avere almeno un incontro con la proprietà per capire quali siano le intenzioni. Ricordo che il loro è stato un atto unilaterale, hanno deciso di andare dal notaio e dire che la convenzione non è più valida. Ovviamente è una cosa non accettabile da noi. Se non ci sarà questo incontro ci opporremo all’atto. Abbiamo già risposto al loro legale”.

Di via Giotto si è poi continuato a parlare sul bilancio di previsione 2020-2022. L’aspetto saliente del Consiglio è arrivato infatti con la discussione degli emendamenti depositati per tempo dal gruppo di minoranza. Le proposte hanno incassato però i pareri negati dei responsabili degli uffici Carmelo Martuffo e Barbara Massironi, e anche del revisore di conti. Come ha sostenuto la sindaca Cristina Citterio, ai sensi del Regolamento di contabilità, gli emendamenti erano improcedibili in quanto sarebbe stato necessario anche proporre le rispettive variazioni al DUP (Documento Unico di Programmazione). Sono stati comunque portati in aula e discussi. Per la minoranza questo è un modo tecnico per impedire il passaggio dei propri emendamenti. Al termine per questo motivo un Alberto Bonanomi furente ha abbandonato l’aula prima di procedere con la votazione dall’esito scontato.


Il revisore ha inoltre osservato che manca la progettazione delle due opere proposte dalla minoranza per sfruttare il contributo regionale di 350 mila euro. Anziché destinarli alla manutenzione stradale di via Giotto, “Uniti per Lomagna” avrebbe preferito veicolarli al centro sportivo di via Carducci per 190 mila euro, per coprire le spese iniziali di rifacimento del tetto e la sistemazione della caldaia, e al parcheggio della palestra per 160 mila euro. Per i tecnici comunali sarebbero serviti alla data odierna almeno i progetti di fattibilità delle alternative per poter aggiudicare i lavori entro metà settembre. Il gruppo di Mauro Sala auspicava di destinare 5 mila euro alla Protezione civile per quanto fatto per il paese negli ultimi mesi, togliendoli alla manutenzione ordinaria della strada. Il tecnico comunale si è espresso negativamente sostenendo che sarebbe meglio supportare l’associazione con finanziamenti straordinari senza toglierli alla manutenzione stradale. Per il 2021 la minoranza ipotizzava di spostare i 297 mila euro previsti per la messa in sicurezza del tratto della rotonda in località Lavandaia con l’intervento per assicurare il ponticello che porta a Casatenovo. Anche in questo caso i tecnici hanno rimarcato che non esiste un progetto di fattibilità sull’iniziativa pensata da “Uniti per Lomagna” e che servirebbe per il 2021. L’opposizione proponeva poi di suddividere su due anni l’intervento al campo sportivo di via Volta, ma questo comporterebbe una modifica del progetto per la suddivisione in lotti e relative nuove richieste di certificazioni a vigili del fuoco, CONI e altri Enti.

“Noi pensiamo che la parte tecnica-urbanistica, sia un po’ il tallone di Achille di questa amministrazione” ha commentato Mauro Sala. Ha poi rincarato: “Il parere tecnico-contabile sembra scritto dall’amministrazione più che dal tecnico. L’amministrazione giustifica i pareri su questioni di tempo perché non riusciremmo a prendere il contributo regionale per il solo progetto che abbiamo in mano. Nei pareri si evidenziano passaggi più politici che tecnici. Lo abbiamo già visto per le gestioni associate e lo vediamo per il contributo alla protezione civile. Penso che un contributo sia una cosa politica che venga data. Il tecnico non dovrebbe entrare nel merito. Così sembra quasi che le linee guida siano dettate dal tecnico”.
Per Sala l’amministrazione fino al 2019 è stata ingessata. Ha quindi sferzato un duro attacco verso il vice sindaco Fumagalli. Ha ricordato in ordine: la mozione di sfiducia della minoranza nei suoi confronti, l’esposto ai carabinieri per il centro sportivo, poi gli abusi alla casetta degli alpini, la questione di via Marconi, “il piacere al privato” per la manutenzione di via Giotto. Espressione che non è piaciuta alla sindaca che ha minacciato di sospendere il Consiglio comunale, invitando a moderare i toni. Aggiungendo il caso della ZTL in via XXV aprile, il capogruppo di minoranza ha rilanciato: “C’è chi per molto meno se n’è andato via”.

Poi una provocazione sulla dislocazione degli uffici comunali a Osnago che porterebbero il personale a non conoscere i problemi di Lomagna, gli è valso il secondo monito della sindaca: “Sta andando fuori tema, si sta permettendo dei giudizi immotivati”. Il primo cittadino ha respinto l’accusa rivolta ai tecnici di fare politica, che non mettono in discussione le finalità. Ha poi difeso tutte le scelte del vice sindaco: “Non abbiamo preoccupazione e inviterei ad andare oltre. Dopodiché speriamo di non perdere 350 mila euro che permetterebbe di fare un’opera che non penso sia così assurda. Su via Giotto non si va a fare nessun favore al privato, semplicemente si realizza un’opera con dei contributi e eventualmente altre opere a scomputo degli oneri verranno riviste nel momento in cui quella convenzione avrà un suo percorso di sviluppo. È poi una scelta politica, avvallata da un parere tecnico”. Sala ha controribattuto sul punto: “La scelta politica è che non c’è un altro progetto” e ha poi sottolineato che la convenzione urbanistica in cui è attribuito l’onere al privato di riqualificare la strada è ancora in vigore per i prossimi 4 anni e si dovrebbe perciò attendere la naturale scadenza. Sia la sindaca che il vice hanno tenuto a differenziare gli aspetti legati alle due convenzioni: “Sono due cose completamente differenti” ha rimarcato Fumagalli.

L’ex primo cittadino si è mostrato dispiaciuto per gli attacchi ricevuti, ritenendoli rivolti alla sua persona e non al suo mandato politico. “Quando si dice che uno sta lì seduto mentre altri se ne sono andati per molto meno già uno si pone nella condizione di sentenziare e in più mette in dubbio in modo esplicito la buona fede della persona e mi dispiace. Non ho mai pensato che le persone agissero in malafede. Se questo è il modo per far fuori una persona politicamente, mettendo in dubbio la buonafede, ne prendo atto. Se qualcuno deputato a giudicare dirà che ho sbagliato, lascerò sicuramente questa sedia con rammarico perché ho messo a disposizione sedici anni del mio tempo per fare del bene nel Comune in cui vivo, mai per interesse personale come viene messo in dubbio”.

Sala, che ha affermato come non si tratti di attacchi alla persona, ha poi domandato perché l’amministrazione tema che si possa perdere il contributo regionale. “Sono tranquillissima. Spero che quello che venga fuori e quello che si muove non porti a delle conseguenze che neppure voi magari vi aspettate. Io sono certa, siamo tranquilli perché lo abbiamo verificato in tutti i modi e da tutti i punti di vista”.
M.P.
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