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Scritto Venerdì 17 luglio 2020 alle 09:32

GLAB: il dottor Godina illustra i risultati dei test sierologici su oltre 1900 campioni

Rimasti nell'incertezza della normativa fino a metà aprile, i laboratori Glab hanno iniziato ad offrire test sierologici dai primi giorni di maggio, lavorando a pieno ritmo fin da subito e ininterrottamente: a inizio luglio erano stati analizzati 1910 campioni per la ricerca di anticorpi anti SARS-CoV-2 di classe IgG.


Il dottor Paolo Godina

L'intera fase di lock dodown è stata incentrata sull'organizzazione dei laboratori per far fronte proprio alla possibilità di effettuare questi test, inizialmente non consentiti in realtà private o private convenzionate.
“Quando abbiamo ricevuto il nulla osta dalla regione” ha spiegato il dottor Paolo Godina, direttore di Cab Polidiagnostico “ci siamo concentrati a organizzare gli accessi alla struttura, dedicando risorse infermieristiche e istruendo il personale di accettazione per far sì che non ci fossero assembramenti e problemi di distanziamento sociale. Abbiamo anche modificato gli orari di apertura dei punti prelievo per garantire l’accesso a tutti e nei primi giorni c'è stato l'assalto: si rivolgevano a noi coloro che sapevano, ma soprattutto coloro che sospettavano di avere contratto il virus. Quindi una fetta selezionata di popolazione”.


https://youtu.be/ClLvZpbFj40

Con il trascorrere delle settimane la situazione è andata fortunatamente migliorando, seppure ogni giorno la richiesta di test sierologici sia ancora notevole.
“Sui test che risultano positivi effettuiamo anche il tampone.  Solo il 16,1% degli oltre 1900 test sierologici ha dato esito positivo, e su questi abbiamo riscontrato una bassissima positività dei tamponi, attorno al 5/6%, di cui quasi la metà sono debolmente positivi: non sappiamo se per cariche virali basse o residui virali non più infettivi”.
L'impatto Covid oltre che per la paura si è manifestato sulle persone con un senso di incertezza e smarrimento. “Abbiamo percepito una difficoltà a interpretare i risultati e a gestirli” ha proseguito il dottor Godina “il paziente, una volta che aveva l'esito del test, non sapeva più come comportarsi, se andare dal medico, fare il tampone oppure no. L'interpretazione del risultato è complessa e deve essere fatta dal medico curante che, una volta in possesso del referto del laboratorio, che dal canto suo ha il compito solo di ricercare gli anticorpi, deve decidere se isolare il paziente, la sua famiglia e dunque che percorso intraprendere. I dubbi delle persone erano proprio nella gestione del risultato più che la paura della malattia. A marzo si respirava un vero clima di terrore, adesso la situazione si è attenuata”.
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