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Scritto Venerdì 10 luglio 2020 alle 11:09

La Valletta, elezioni: Roberta Trabucchi e la sua squadra escono di scena per ''evitare traumi in una comunità ferita'



Roberta Trabucchi

É ufficiale: Roberta Trabucchi, attuale sindaco di La Valletta Brianza, ha deciso di non concorrere per le prossime elezioni in programma a settembre, togliendosi però ancora qualche sassolino dalla scarpa e fornendo una propria ricostruzione dell'interlocuzione con il nuovo gruppo civico. In una lunga lettera diramata nella mattinata odierna, infatti, il primo cittadino uscente ha spiegato le motivazioni che l'hanno spinta, insieme al suo gruppo, a prendere la difficile decisione. "Vogliamo evitare ulteriori traumi e spaccature in una comunità già ferita: facciamo un passo indietro in nome di un'unitarietà che il simbolo che ci ha rappresentati in questi anni ben esprime: un insieme di persone che si tengono per mano": si conclude così il comunicato, con il quale si ufficializza l'uscita di scena di Noi la Valletta. Ad ora rimane dunque solo la lista, presentata solo settimana scorsa, La Valletta 2020, guidata da Marco Panzeri.
Era solo l’inizio di dicembre 2019: l’attuale Amministrazione lavorava alla stesura di un cronoprogramma delle cose da terminare prima della fine della legislatura e nel contempo programmava una serie di incontri e colloqui informali rivolti a tutti coloro che volevano rendersi disponibili per impegnarsi per un nuovo mandato. Con determinazione e volontà di ascolto sono stati contattati parecchi cittadini, ma presto l’entusiasmo si è smorzato man mano che ci siamo resi conto del fatto che sottotraccia un altro gruppo lavorava in discontinuità con l’Amministrazione in carica.
Eravamo tra gennaio e febbraio, il covid girava già da tempo senza che ci si rendesse conto di quanto potesse essere aggressivo e pericoloso e, a quell'epoca, si voleva cercare di costruire un dialogo con questo nuovo gruppo, ora LVB2020, ai tempi senza nome. Abbiamo pertanto richiesto un incontro per un confronto di idee.
Discontinuità è il leitmotiv che da dicembre a oggi ha segnato tutti gli incontri avuti tra i due gruppi: la prima richiesta che ci è stata rivolta è stata proprio quella di definirne il grado.
Di fronte a quella domanda (la definizione del grado di discontinuità), la risposta del Gruppo Noi la Valletta fu che per noi era fondamentale la Continuità se intesa come costanza e persistenza a livello di pensiero, nella misura in cui questo pensiero si traduce con un progetto di comunità, quella stessa comunità unica e ormai indivisibile definita dopo il referendum del 2014 che ha portato alla fusione dei Comuni di Perego e Rovagnate.
E invece ancora negli ultimi giorni, a quasi sei anni di distanza, sentiamo parlare di tre comunità: troviamo che sia un notevole impoverimento della nostra realtà, in quanto diventerebbe troppo riduttivo far rientrare in queste categorie (di derivazione parrocchiale?) esperienze territoriali peculiari e vivaci che fanno la ricchezza del nostro Comune. Oltre a un impoverimento, ci sembra anche uno sguardo nostalgico verso il passato, quando i comuni erano divisi, e non un proiettarsi in avanti con nuove idee e prospettive. Tra l’altro è la maggioranza dei cittadini stessi che, superando gli antichi steccati, si sentono ormai parte del Comune della Valletta Brianza: compito della Politica è fare Comunità, smorzare questi tipi di contrapposizione e non acuirli.
Sempre del febbraio 2020 è uno scritto da noi rivolto al gruppo ora denominato LVB2020 - che anche questa volta non rendiamo pubblico alla stampa - ma di cui citiamo solo alcuni passaggi, per rendere l'idea di quello che per noi era veramente importante nell'ambito di un ragionamento da farsi in tema di continuità e discontinuità. In quel documento elencavamo alcuni semplici punti, che riteniamo assolutamente validi ancora oggi, non banali né scontati. Anzi siamo convinti che abbiano assunto un valore ancora più grande alla luce del difficile periodo vissuto nei mesi di pandemia e proprio in tale prospettiva li riportiamo qui di seguito:
  • Al primo posto mettevamo le relazioni tra le persone che, se portate avanti con onestà intellettuale, consentono anche la crescita dell'individuo.
  • Perché le relazioni - così come sopra descritte, siano possibili - la carta da giocare sempre e comunque è quella del rispetto. Verso le istituzioni, ma anche verso le persone, senza distinzione alcuna.
  • In termini di discontinuità, si parlava anche di un approccio poco serio alla res publicae si sottolineava come fosse importante una presenza e una costanza continua, dall'inizio alla fine, e che questo presupposto fosse da dichiarare esplicitamente fin dall'inizio.
  • Negli anni scorsi, in più occasioni è stato utilizzato il riferimento alla pratica sportiva come metafora dell'operato dell'amministrazione. Quello che ci sentiamo di dire ora con assoluta convinzione è che l'impegno nell’Amministrazione di un Comune non è una gara di velocità, ma una prova di Resilienza. Ultima grandissima prova di resilienza è stata l'emergenza sanitaria che ci ha messo nelle condizioni di dover rivedere e riorganizzare i servizi del Comune/Unione in funzione di un bene unico, irrinunciabile e il più prezioso da salvaguardare: la salute.
Questo scrivevamo mesi fa e questo ribadiamo ancora oggi, con la stessa forza e determinazione di prima.
Non abbiamo visto rispetto nel mancato coinvolgimento fin dall'inizio dell'Amministrazione uscente in un progetto rivolto a quella stessa comunità di cui è rappresentazione.
Non abbiamo visto rispetto nella richiesta - reiterata con insistenza, tra l'altro senza motivazioni e argomentazioni chiaramente espresse - di non portare a termine nella sua interezza un progetto (il restauro di Villa S. Cuore) fortemente voluto da quelle stesse persone che ora si proclamano facenti parte di un gruppo in nome della discontinuità.
Non abbiamo visto dare quell'importanza che le relazioni tra le persone richiedono nel momento in cui nella comunità da mesi si è generato un clima di imbarazzo profondo perché la gente si è trovata di fronte ad una comunità divisa.
Se è vero che una frattura si è generata nel 2017, noi ci siamo dimostrati disponibili a rimarginarla, ma l'attenzione al metodo anziché alle relazioni ha fatto sì che questa guarigione non fosse possibile.
Ora, con grande sofferenza - perché sia chiaro: per noi è una scelta dolorosa - vogliamo evitare ulteriori traumi e spaccature in una comunità già ferita: facciamo un passo indietro in nome di un'unitarietà che il simbolo che ci ha rappresentati in questi anni ben
esprime: un insieme di persone che si tengono per mano. Esse rappresentano sia i nostri cittadini sia le varie realtà locali che costituiscono la nostra comunità. Nessuna è uguale all'altra, ognuna si contraddistingue per il colore del volto differente, ma insieme stanno unite in un cerchio all'interno del quale sono compresi i confini del nostro territorio.

Roberta Trabucchi
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