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Scritto Giovedì 09 luglio 2020 alle 17:08

Parlamentari: una riduzione antidemocratica

Gentile Direttore

Vorrei partecipare al dibattito che non c'è, in merito al referendum confermativo per una delle leggi più pericolosamente antidemocratiche mai approvate da una maggioranza parlamentare; frutto di ricatti, accettata in quarta lettura dal PD e, purtroppo, anche da LEU; me ne dolgo profondamente. Mi riferisco al taglio dei Parlamentari, 230 Deputati e 115 Senatori.

Il taglio della politica è un classico delle battaglie del populismo (cit. Nadia Urbinati L'Espresso), questa "genialata" affonda le radici nel secondo dopoguerra: Liberali e Monarchici desideravano osteggiare i partiti di massa, Giancarlo Giannini con un coacervo di fascisti, in camicia slavata, voleva imporre un Parlamento di sorteggiati (obbrobio rilanciato recentemente da Grillo) con l'intento di rendere inutili i Partiti, previsti poi dalla Costituzione nell'Art.49; necessari per determinare la politica nazionale e portatori delle istanze degli elettori.

Il "non partito" fondato dal Giannini stesso, detto "Dell'uomo qualunque", ottenne nel 1946 alle elezioni dell'Assemblea Costituente il 5,3%; poi scomparve, non si presentò nemmeno alle elezioni del 1948.

Tangentopoli, il "bossiano" Roma ladrona, i partiti liquidi, televisivi, virtuali, l'ostracismo alla "Casta", a prescindere, hanno svuotato lentamente, fino alla scomparsa, i partiti che hanno scritto la nostra Costituzione ed i nuovi pseudo partiti hanno rinverdito peggiorandolo il citato qualunquismo, a beneficio dei cosiddetti poteri forti.

Se con il Referendum dovesse passare la potatura dei Parlamentari, diminuirebbe  di un terzo la rappresentanza di noi cittadini. Attualmente abbiamo un rappresentante ogni 151.210 votanti, diventerebbero 90.000 e come se non bastasse, con il sistema elettorale maggioritario i capi bastone dei partiti personali nominerebbero di fatto i membri del Parlamento.

I dipendenti della Casaleggio e Associati, scevri dal concetto di Democrazia, sostengono che meno poltrone significa risparmio di risorse! E' notizia fresca il patto Franceschini (ex D.C) e Gasparri (erede di Rauti) che prevede il rinnovo delle concessioni ai titolari di stablimenti balneari sino al 2033, quindi utilizzo delle propietà demaniali (dello Stato) a un canone complessivo annuo di quindici milioni, contro il fatturato dichiarato di oltre cento cinquanta milioni; verranno inoltre stralciati i debiti pregressi. Il tutto è paragonabile a una famiglia monoreddito di cinque persone che vestisse solo capi firmati e che poi per risparmiare si nutrisse di cibo per cani. Il risparmio annuo che si otterrebbe è risibile: non i 600 milioni di Euro sproloquiati dai Cinque Stelle, ma 60 milioni, un'inezia rispetto ai reali bisogni del Paese.

Sarebbe allucinante la conferma di tale scempio, non vedo però nessuna iniziativa di sensibilizzazione, né a livello nazionale, né tanto meno nel meratese, Il Comitato in difesa della Costituzione dovrebbe a mio avviso promuovere iniziative, serve una battaglia di idee; offro da subito la mia disponibilità.

Le battaglie non si perdono, si vincono sempre - Ernesto Che Guevara.

Grazie per L'attenzione
Fulvio Magni
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