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Scritto Domenica 05 luglio 2020 alle 16:24

Nelle decisioni politiche voltiano pagina. E’ ora

Abbiamo assistito in questi mesi nei quali la diffusione del contagio da Covid ha sconvolto le nostre abitudini e le nostre certezze ad una continua e contraddittoria esternazione di illustri pareri e saccenti affermazioni.

Le nostre orecchie hanno potuto ascoltare, da più o meno noti personaggi che facevano la loro comparsa negli innumerevoli dibatti televisivi, tutto ed il contrario di tutto.

Ma per chi stava chiuso in casa quelle erano le cose che ti accendevano una speranza o aumentavano l'angoscia.

Ancora oggi i pareri degli "esperti" sono discordi.

Poche le certezze. Tante ancora le preoccupazioni.

Lo abbiamo già detto ma lo ripetiamo ad oltranza: non è tutto finito.

Lo dimostrano i nuovi focolai di Roma, delle Puglie, del Veneto; la crescita continua dei contagi negli Stati Uniti, nell'America Latina, in India; la nuova ondata in Israele.

Non sono necessari ottanta giorni per fare il giro del mondo come nel celebre romanzo di Jules Verne.

Oggi tutto va più veloce. Anche una pandemia.

Ma una cosa è certa!

Abbiamo dovuto combattere il virus impreparati, indifesi; improvvisando, a volte bene e a volte un po' meno bene, atteggiamenti e decisioni che col senno di poi è anche facile criticare.

Ciò che abbiamo visto e vissuto deve essere uno stimolo a riconsiderare quello su cui vale veramente la pena investire.

Mi viene da dire: una strada in meno ma una struttura sanitaria in più.

È ora che la salute di noi tutti sia veramente considerata un bene primario.

Così come l'istruzione. Ma di questo ne riparleremo.

Allora investiamo sulla sanità pubblica. Basta tagli alla spesa sanitaria.

Si deve spendere bene, certo! Ma spendiamo.

Abbiamo bisogno di ingenti e formate risorse umane negli ospedali.

Abbiamo necessità di ripensare e rafforzare la medicina territoriale.

I medici, gli infermieri, gli operatori sociosanitari,il volontariato sono pronti a giocare un ruolo più decisivo ed incisivo.

Eliminiamo tanta burocrazia che certo non ci aiuta a curare le persone e, tanto meno, ad affrontare un'emergenza .

Non abbassiamo la guardia contro il virus.

Ma, nelle decisioni politiche, voltiamo pagina.

È ora.

Dott. Dario Perego
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