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Scritto Giovedì 02 luglio 2020 alle 16:00

Lettera aperta al sindaco di S.ta Maria hoè per ''salvare'' il nostro magnifico territorio

Egregio Signor Efrem Brambilla - sindaco di S. Maria Hoè.

Prima di entrare nel merito , informandola descrivendo l'argomento in oggetto, vorrei fare una breve premessa  per dare la giusta misura materiale  e morale di quanto seguirà.

Negli anni '70, con l'aiuto di un gruppo di amici, ho iniziato a riportare  "in vita" il Torrente  Bevera (oltre al Molgora) nel quale ogni forma di vita acquatica era scomparsa, a causa sia dei liquami derivanti da insediamenti produttivi e civili sia dei rifiuti solidi che venivano versati  nelle sue acque. 

Giurai a me stesso che sarei riuscito a riportarlo allo stato originale  costringendo i Comuni ad intervenire  nei confronti delle aziende agricole che scaricavano i liquami nei corsi d'acqua.

Inoltre li spinsi, con non poca difficoltà, a consorziarsi  per depurare gli scarichi fognari  e ad installare i container  per la raccolta dei rifiuti solidi urbani.

Inoltre, organizzai  alcune "giornate ecologiche"  per ripulire il torrente, prelevando decine di quintali di immondizia di ogni genere.

Dopo oltre trent'anni di lotte, anche di natura giudiziaria, combattute attraverso innumerevoli carte bollate  (cosa che a parecchie persone  sembra inverosimile, tanto da spingermi  recentemente a documentare i fatti in un libro, a futura memoria), è stato  (lo confesso)  motivo di orgoglio e di impagabile gioia.

Detto questo, passo ora all'attuale problema in oggetto.

Pochi giorni fa, in compagnia dei miei nipotini, ho fatto una breve escursione  nella "valle dei mulini" , Comuni di La Valletta brianza  e di S. Maria Hoè, e nel torrente ho visto ogni sorta di rifiuti, che ritengo superfluo descrivere dal momento che le foto allegate sono più esplicite  di molte parole.

Uno dei miei nipotini, vedendo una simile incuria  in un luogo così caratteristico, mi ha detto: " Non capisco perchè questi posti non vengono valorizzati come quelli di Mondonico".

Poi ho percorso la "Provinciale 58"  per individuare  possibili discariche  e, come temevo, ad un centinaio di metri  prima del confine con Colle, in prossimità di una piazzola di sosta  per automezzi, nella scarpata sottostante, io e il mio nipotino  abbiamo visto  (e fotografato) diversi rifiuti, persino sulle piante.

Alcuni giorni dopo ho fatto un'altra perlustrazione più a monte , nel "valon", nei comuni di S. Maria Hoè e di Colle Brianza, e quello in cui mi sono imbattuto  (e che mi ha colpito duramente) era ancora  più agghiacciante.

Espongo questa questione  a lei, signor Sindaco, perchè è conosciuto  per la sua sensibilità  nei confronti dell'ecologia  e per il suo amore per il territorio; perciò, sono sicuro che si attiverà per eliminare queste oscenità, con la collaborazione dei suoi colleghi  di Colle Brianza, di La Valletta Brianza, dei Proprietari dei boschi  e auspicabilmente anche della Provincia di Lecco.

 Cordiali saluti.
Clemente
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