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Scritto Martedì 30 giugno 2020 alle 10:15

Bernareggio-Aicurzio: Don Luca Raimondi nominato vescovo ausiliare in Duomo




Don Luca al centro

La domanda "dove si debba trovare la vera gioia" ha dominato, come un punto fermo ricorrente, l'attesa celebrazione eucaristica in Duomo a Milano, domenica pomeriggio, durante l'ordinazione a vescovi ausiliari dell'arcidiocesi milanese, di Don Luca Raimondi e Don Giuseppe Vegezzi. I due religiosi, con l'imposizione delle mani sul capo, sono ora vescovi a tutti gli effetti, titolari di Feradi Maggiore e Torri della Concordia. L'interrogativo è stato rievocato più volte in occasione dell'omelia dall'arcivescovo Mario Delpini, che ha officiato la funzione, regolata da misure ancora piuttosto rigide sul distanziamento, insieme a 13 vescovi e a 150 sacerdoti concelebranti. Diverse le risposte al quesito suggerite da Delpini, che ha invitato però a non oltrepassare i limiti imposti per raggiungerla, con il riferimento esplicito al peccato originale.

L'arrivo di Don Luca sull'altare

Tra le tante, anche l'invito a cogliere l'attimo fuggente delle cose per godere della gioia, che comunque, dimora in Dio. Il momento probabilmente più emozionante è stato per entrambi, oltre alla lettura della lettera apostolica per la nomina episcopale, il canonico passaggio dell'imposizione delle mani sul capo, per intercessione dello Spirito Santo, conferita dall'arcivescovo e dai vescovi consacranti, monsignor Erminio De Scalzi e monsignor Luigi Stucchi, ausiliari emeriti di Milano. Un'atmosfera unica, quella che ha pervaso la cattedrale, per un traguardo tanto lusinghiero, che anche l'ex guida della Comunità Pastorale Regina degli Apostoli non scorderà tanto facilmente.

L'imposizione delle mani di Delpini sul capo di Don Luca

Il passaggio dell'imposizione dei due vescovi concelebranti

Una circostanza in cui, nonostante anche la solennità imposta dal rituale, dopo l'ordinazione episcopale, Don Luca ha trovato comunque modo di alleggerire la sacralità del momento, dichiarando in tono scherzoso, come lo Spirito Santo, che il cernuschese ama indicare un pò come la fantasia di Dio, stavolta abbia decisamente esagerato con lui. Nello spazio finale lasciato alle considerazioni dei due nuovi vescovi, Don Luca ha speso parole importanti anche per le alte cariche spirituali incontrate sul suo cammino fin qui raggiante, da Papa Francesco a Monsignor Delpini, passando per a Carlo Maria Martini, "che mi ha insegnato l'amore per la Parola di Dio e il legame forte con la Chiesa reale; grazie al cardinale Dionigi Tettamanzi che mi ha ricordato che i diritti dei poveri, non sono poveri diritti". Fino al cardinale Francesco Coccopalmerio, che ha assistito il rito. Alla "festa" si sono uniti anche gli attuali sindaci della Comunità Pastorale brianzola in cui Don Luca ha servito per 11 anni, quindi Andrea Esposito (Bernareggio), Matteo Baraggia (Aicurzio) e Carla Della Torre (Sulbiate), che hanno assistito alla celebrazione. 
M.L.
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