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Scritto Sabato 27 giugno 2020 alle 17:54

Liberi tutti. Ma non è tutto finito

È di lontana memoria quando si giocava a nascondino nei cortili del paese ed ad un tratto qualcuno sbucava all'improvviso dal nascondiglio, di corsa raggiungeva la toppa e battendovi la mano gridava : uno, due, tre...liberi tutti!

Dalla fine del lockdown e man mano che i giorni passano si ha l'impressione di respirare un aria da "liberi tutti "

Sembra quasi di assistere ad un fenomeno di effetto rebound al lungo periodo durante il quale siamo dovuti rimanere chiusi in casa, isolati.

La gioia della libertà riacquisita ci fa dimenticare il pericolo corso.

Per la verità non è proprio così per tutti.

Potremmo dividerci in due categorie: da una parte coloro che, ancora attanagliati dalla paura, temono di aprire la porta di casa; dall'altra coloro che invece affollano luoghi di ritrovo in paese o luoghi di evasione naturalistica che gli splendidi weekend estivi ci invitano a raggiungere.

Distanziamento sociale e altro dimenticati.

Chi ha ragione?

Come sempre le posizioni estreme hanno qualche difetto.

I primi vanno aiutati a riprendere in mano la propria vita con un po' più di serenità; i secondi vanno invitati a riflettere un pochino ed a ricordare: il suono delle sirene delle ambulanze che in continuazione ci passavano sotto casa; le colonne dei mezzi militari che trasportavano corpi obbligatoriamente "abbandonati"; la fatica, l'angoscia, il dolore sotto le maschere di chi dentro e fuori dagli ospedali combatteva una lotta spesso impari.

Non si tratta di drammatizzare, ma di vivere la realtà.

Ristabiliamo i diritti e doveri. Riprendiamoci i piaceri. C'è una normalità che va ripristinata.

Ma non è tutto finito.

Davvero la vita vale meno di una mascherina, di una disinfezione attenta delle mani o di un metro di distanza?

Ci costa veramente poco preservarla e proteggerla. La vita.

Per quanto sia in nostro potere.

Per non dovere tornare a nasconderci.

E allora chissà se ci sarà un altro che correndo verso la toppa, batterà la mano e potrà ancora una

volta gridare "LIBERI TUTTI".

 

dott. Dario Perego
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