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Scritto Giovedì 18 giugno 2020 alle 17:59

Busnago: a 102 anni Saverio Pizzurro sconfigge il covid

Una notizia che apre il cuore: a ben 102 anni ha battuto il Covid. Tantissime le ipotesi su come questo involontario "eroe" sia riuscito a sconfiggere la malattia conclamata dai test. L'unica cosa certa è la gioia della sua famiglia. Ad annunciare la notizia è stata infatti la figlia Francesca Pizzurro, impiegata nell'ufficio postale del paese.


Ha vissuto quasi tre mesi in continuo stato d'ansia, sostenuta dal marito e dai tre figli che vivono con lei a Trezzano Rosa. Il protagonista è Saverio Pizzurro, siciliano verace e a quanto i fatti dimostrano, veramente tenace, ha vissuto nella sua amata isola sino all'età di 95 anni. Poi la famiglia lo ha portato più vicino, nella casa di riposo di Sarnico. "Era già affetto dagli acciacchi mentali dell'età - ha spiegato la figlia - noi volevamo poterlo accudire e vedere più spesso. E infatti ogni settimana ci recavamo da lui puntualmente per stargli vicino". Poi il 28 marzo è arrivata la peggiore delle notizie che si potevano attendere in quel periodo: positivo al Covid. "La struttura è stata solerte - ha precisato Francesca Pizzurro -hanno chiuso praticamente subito l'acceso ai parenti sin dal 2 marzo quando si iniziò a parlare della malattia. Questo ha sicuramente fatto sì che anche noi fossimo al sicuro, ma certo la distanza pesava". Le prime notizie erano tutt'altro che confortarti. Nel giro di pochi giorni erano morti 16 ospiti della struttura. Il signor Saverio, insieme ad altre sette risultava ancora positivo, ma era l'unico asintomatico. "Così lo hanno isolato per salvaguardarlo". Un isolamento che certo è stato pesante per la sua psiche. "Non gli hanno dato nessun farmaco specifico - ha proseguito la figlia -solo l'ossigeno ogni tanto. Ma stava bene. Ci facevano fare delle videochiamate per poterlo vedere. Da un lato era un sollievo, dall'altro vedere tutte quelle persone coperte e bardate che lo toccavano con i guanti, faceva davvero impressione". Ma la famiglia, degna di un padre e nonno tanto tenace, ha tenuto duro. Non ha mai smesso di mantenere i contatti per quanto potesse essere doloroso e di esprimergli in ogni modo il proprio affetto, seppur a distanza: una delle sofferenze peggiori che ha portato con sé questa malattia e cioè l'impossibilità di portare conforto ai propri cari con una carezza, un bacio, la sola presenza fisica. Poi a inizio giugno ecco il nuovo tampone finalmente la notizia che in tutta sincerità neanche la famiglia si aspettava, certo lo sperava, visto come stavano andando le cose nel mondo. E invece: negativo, Saverio Pizzurro ha vinto, il Covid ha lasciato il suo corpo. Dopo ulteriori giorni di isolamento dovuti a una necessaria prudenza, finalmente il 23 giugno la famiglia potrà tornare a verderlo.

"Ci faranno entrare uno alla volta - ha spiegato la figlia - con tutte le accortezze del caso e per poco tempo, ma noi non vediamo l'ora". In questi mesi sono state tante le congetture che la famiglia ha fatto per comprendere come a ben 102 anni quell'uomo sia stato insieme così piccolo nel suo letto in casa di riposo, ma così grande contro un flagello che sta colpendo il mondo intero. "Si sottopone a delle trasfusioni occasionalmente per via di un problema con alcuni valori - ha spiegato la figlia - ne aveva fatta una poco prima che scoppiasse la pandemia, chissà, forse quel sangue fresco lo ha aiutato. E' sempre stato comunque un uomo forte, prima faceva il falegname, poi ha lavorato il ferro, è stato addirittura un accanito fumatore fino a 45 anni di età. Leggiamo tante cose ed facile intuire quante ne abbiamo pensate noi. Ma di fatto al momento almeno è impossibile saperlo. L'unica certezza è che ce l'ha fatta e che presto lo vederemo". Davvero una gioia incontenibile, quella della famiglia, del resto più che comprensibile. I complimenti sono andati anche alla struttura che ha comunque saputo trattare con prudenza e grande umanità questo tremendo periodo. Dare una buona notizia così è davvero raro. Quindi tante felicitazioni all'ultracentenario e a tutta la sua famiglia.
V.D.V.
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