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Scritto Mercoledì 17 giugno 2020 alle 15:05

Maturità, un’ora di colloquio tra mascherine, gel e distanze. Gli studenti meratesi: agevolati sì, ma abbiamo fatto fatica

Da stamattina alle 8.30 in 2.700 licei e istituti italiani si sono riaperte le aule per la prima volta dopo il lockdown durato oltre tre mesi. Mezzo milione in tutto gli studenti chiamati a sostenere un colloquio di un'ora davanti ai professori della classe. Tra questi anche i maturandi di Liceo Agnesi e Istituto Viganò, le scuole superiori di Merate, dove sono state applicate tutte le disposizioni del Ministero dell’Istruzione: arrivo a scuola un quarto d’ora prima dell’esame, mascherina sul volto, controllo della temperatura da parte del personale scolastico e niente capannelli fuori dagli istituti al termine dell’ora di esame, l’unica che i maturandi del 2020 dovranno sostenere.
Cinque le commissioni sia per il Viganò che per l’Agnesi, dove le prove si concludono intorno nel primo pomeriggio per consentire poi agli insegnanti di concentrarsi sulle valutazioni degli studenti.



L’Istituto Viganò

Un voto che conterà ancora di più quest’anno secondo Michele Magrin, 18enne di Olgiate, rappresentante del Viganò e studente di informatica, tra i primi quest’oggi a varcare il cancello della sua scuola.
''Saremo una generazione di ragazzi e ragazze che verrà vista con un po’ di scetticismo, presumo'' ha commentato. ''Mi sono preparato il meglio possibile per dare dignità al voto, che con quello che abbiamo passato rischia di essere sottovalutato. E’ stato oggettivamente più semplice prepararsi e sostenere un esame con queste modalità. Abbiamo avuto a disposizione un sacco di materiale multimediale, ci siamo potuti confrontare e supportare. Un’agevolazione se vogliamo ma che a fronte delle difficoltà affrontate in questi mesi di lockdown. E se noi che siamo informatici in qualche modo ce la siamo cavata, per i colleghi dello scientifico con buona parte dell’attività che è teorica, tra videolezioni ed esercitazioni online, è stata dura''.



Michele Magrin, studente di informatica del Viganò

Nonostante ciò, ha proseguito Michele, la ''tremarella'' pre-esame non è mancata. ''Un po’ di preoccupazione c’era'' ha spiegato, descrivendo poi come si è svolta la prova. ''Ero in una delle aule di informatica della nuova palazzina, che è molto spaziosa e non c’è dunque stato il problema delle distanze. A disposizione degli studenti che non aveva un loro pc c’era una postazione dedicata. Una volta collegato ho presentato il mio elaborato. Quello che ho notato è che i professori mi hanno rivolto domande che si collegavano anche con le altre materie''.
Festeggiata da alcune compagne che l’hanno attesa all’ingresso del Liceo Agnesi per congratularsi con lei, Alice Valsecchi della 5BS è stata una delle prime studentesse interrogate allo scientifico. ''Ho presentato il mio elaborato di matematica fisica sull’irradiamento di una lampadina. Me la sono cavata, credo, anche se la preparazione a questo esame, con videolezioni che non funzionano e quant’altro, è stata tosta'' ha commentato.



Al centro Alice Valsecchi

Nella tarda mattinata è stato poi il turno di Stefano Sala, studente dell'informatico al Viganò, intervistato poco prima di sostenere l'esame. Con una tesina sul tema della domotica, Stefano si è preparato per esporre prima di tutto il suo elaborato, per poi rispondere alle domande dei professori e del presidente. "La mia tesina comprende le materie di indirizzo, quindi informatica e sistemi" ha spiegato, dicendosi pronto per affrontare il testo di italiano ed analizzarlo, collegandosi poi grazie ad un'immagine o una citazione alle altre materie e concludere raccontando dell'esperienza di alternanza scuola-lavoro. "Parlerò del periodo che ho svolto lavorando per l'azienda Technoprobe a Cernusco" ha spiegato il giovane, dicendo che vorrebbe concludere il suo esame analizzando per 'Cittadinanza e Costituzione' il concetto di Shoah e collegandosi all'articolo 3 per arrivare a parlare del movimento Black Lives Matter. Stefano, non particolarmente agitato, pensa già al futuro: sta infatti valutando se iscriversi alla facoltà di Informatica in Statale oppure Marketing alla Bicocca.



Stefano Sala e Alban Bixheku, studenti di informatica del Viganò

A supportarlo questa mattina era presente l'amico e compagno di classe Alban Bixheku, che dovrà sostenere l'esame domani. Il giovane meratese ha deciso di portare come elaborato il progetto, stilato in questi mesi, di un sito web di noleggio di biciclette e monopattini elettrici pensato proprio per il territorio. "Ho pensato di sistemare in quattro angoli della città un display, dal quale sarà possibile procedere con il noleggio del mezzo e pagare poi il servizio tramite fattura" ha spiegato con entusiasmo, aggiungendo poi che sarebbe bello se la sua idea divenisse realtà in una città come Merate. I due amici hanno poi concluso dicendo che durante questo periodo i professori li hanno supportati, facendo sentire la loro vicinanza in una situazione così particolare.



Sara Perego, studentessa di grafica e comunicazione

Fuori dai cancelli del Viganò c'era anche Sara Perego, studentessa di quinta dell'indirizzo di Grafica e Comunicazione, venuta a sondare il terreno in attesa di sostenere l'esame venerdì 19. "La mia tesina tratterà in generale il tema della progettazione" ha spiegato, chiarendo poi di essersi concentrata sui pieghevoli. Durante l'esame presenterà alla commissione un sito web ed un libro. Anche lei, nonostante un po' di comprensibile agitazione, pensa già al futuro: ha già infatti svolto il test per accedere alla facoltà di Interior Design al Politecnico di Milano, anche se ogni possibilità resta comunque aperta.



Il liceo Agnesi

A metà mattina, mentre una pioggia battente iniziava a cadere, la giovane Marta Viganò varcava le porte del liceo Agnesi, finalmente libera. Studentessa di quinta dell'indirizzo Scientifico tradizionale, Marta ha presentato un elaborato sulle onde elettromagnetiche, personalizzandolo con un'analisi dei termoscanner ad infrarossi. "É stato strano concentrare un intero anno scolastico in un'ora" ha ammesso, aggiungendo poi di essersi sentita a suo agio durante la prova, a parte un po' di agitazione iniziale. "Il periodo che abbiamo passato è stato difficile per tutti" ha proseguito, ricordando i tanti ostacoli superati durante l'emergenza Covid. Ciò di cui è sicura, però, è che la maturità affrontata quest'anno è ben diversa da quella tradizionale: "Le tre prove scritte e la presenza di una commissione esterna avrebbero permesso una valutazione oggettiva, mentre con un colloquio di un'ora sola è difficile". Ma, se come si dice, 'via il dente via il dolore,' Marta può dire concluso il suo percorso di studi superiori, e pensare già a cosa l'aspetta per settembre. Si è iscritta alla facoltà triennale di Didattica della Musica, per affrontare un percorso che la porterà a saper suonare uno strumento e ad apprendere le tecniche di insegnamento della musica.



Marta Viganò, studentessa dello scientifico tradizionale, e Alessandro Biffi, studente di scienze applicate


Così come Marta, anche Alessandro Biffi, studente di Scienze Applicate, si è lasciato alle spalle il capitolo scuole superiori. Intorno a mezzogiorno infatti ha concluso ufficialmente l'esame di maturità, esponendo ai professori un elaborato sulle più belle formule di matematica e fisica. "É andata bene - ha detto, appena uscito, dove ha trovato ad attenderlo un amico e la mamma - Ho esposto in autonomia tre formule che avevo scelto e sono soddisfatto". Anche lui, come i compagni, ha presentato l'esperienza di alternanza scuola-lavoro, affrontata in una ditta di Vimercate, della quale ha ricordato gli obiettivi prefissati, quelli raggiunti e quelli invece disattesi. Il futuro di Alessandro è già scritto dall'anno scorso, quando ha brillantemente superato il test per accedere alla facoltà di Ingegneria Biomedica al Politecnico di Milano.


Quello di oggi è stato dunque un primo giorno di maturità più unico che raro, privo di coriandoli e bottiglie di spumante, ma non per questo meno soddisfacente per tutti i ragazzi che l'hanno affrontato con il sorriso sulle labbra, se pure nascosto dalla mascherina.
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