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Scritto Sabato 13 giugno 2020 alle 15:55

Retesalute: fuori dall’Assemblea la Lega scatena la battaglia. La risposta del circolo del PD, nel CdA  anche il centrodestra

Un botta e risposta tra Franco Lana, segretario della Lega e il Circolo del PD di Merate, pesantemente chiamato in causa per la situazione pre-fallimentare in cui versa Retesalute. Ritrovarsi in alcune affermazioni del pittoresco segretario del Carroccio (c'è ancora il Carroccio, a proposito?) per noi è semplice. Per la battaglia sull'acqua pubblica, per i ripetuti servizi a difesa dell'Azienda speciale pubblica dalle supposte bramosie lecchesi di soffocarla per acquisire i servizi dei comuni-soci. Però Lana deve dirla tutta: oltre a esponenti del PD, ma diremmo più in generale del centrosinistra, nel CdA di Retesalute dal 2005 a oggi hanno preso posto Paolo Diana, John Patrick Tomalino, Emilio Zanmarchi mentre la presidenza dell'assemblea dei soci, organismo di indirizzo e controllo sugli atti del Consiglio di Amministrazione è stata ricoperta dal 2009 da Andrea Robbiani e dal 2014 da Andrea Massironi, mentre per la Provincia di Lecco, socia al 10% sedeva Antonio Conrater. Insomma, il centrodestra c'era.

Questo per dire che d'accordo lo strabismo ma il buon Lana rischia di non vedere da un occhio. Quello destro.



Franco Lana segretario cittadino
Martedì sera in consiglio comunale si è consumato il fallimento della linea politica del PD e dei suoi alleati in Retesalute. L’ennesimo fallimento della gestione, dopo quello di Lario Reti, causato da parte di persone prive delle necessarie competenze e conoscenze ma volute e inserite in tutte le posizioni chiave e di controllo, secondo un preciso disegno politico del PD.

L’occupazione di Retesalute al solo scopo di trarne vantaggi elettorali e di controllo del territorio del meratese.

Quello che è apparso evidente da subito è stato il senso di smarrimento manifestato dai consiglieri della minoranza di fronte alla mozione proposta dalla maggioranza che ha evidenziato il buco da quattro milioni di euro accumulato dagli uomini del PD durante la loro gestione ininterrotta dal 2005 a buona parte del 2019.

Imbarazzo e forse un pizzico di vergogna per una vicenda che non hanno potuto tenere sotto traccia e che li mette di fronte alle proprie responsabilità precise politiche.

Certamente è molto meglio lanciare accuse agli esponenti della maggioranza e chiederne le dimissioni per aver osato indossare una mascherina con la Croce di San Giorgio piuttosto che essere coinvolti nella sciagurata gestione di Retesalute.

Ora ci aspettiamo di vedere la medesima ferocia politica che hanno sfoderato nei confronti di esponenti della maggioranza e della Lega, peraltro per due episodi marginali, in cui oltre a gridare vergogna hanno invocato le dimissioni immediate.

Se conservano ancora un briciolo di umiltà e di dignità politica dovrebbero, prima di dimettersi, chiedere scusa e fare una grande autocritica, tipica dei movimenti di sinistra che non concepisce l’opposizione, ammettendo che in Retesalute la loro gestione è stata semplicemente fallimentare.

Una cosa è certa: la decisione all’unanimità del consiglio comunale di ritirare la mozione per dare tempo alla minoranza di approfondire i fatti contenuti nella documentazione, non significa che il medesimo fascicolo, un minuto dopo, cito le parole del Sindaco Panzeri, non verrà inoltrato alla Procura della Repubblica per le opportune indagini allo scopo di individuare tutte le eventuali responsabilità penali.

Una vicenda che porrà il PD meratese di fronte ad una scelta difficile: appoggiare il Sindaco Massimo Panzeri nel tentativo di rimettere le cose a posto oppure inginocchiarsi alle pressioni del PD provinciale e cedere il controllo di Retesalute alla cooperativa di Lecco Consolida.

Oggi ci troviamo davanti ad una scelta complessa e dolorosa: considerare conclusa l’esperienza di Retesalute, con tutte le incognite del caso, oppure accollarsi l’enorme debito il che significa privare il bilancio comunale di Merate di ingenti risorse con le prevedibili conseguenze e ricadute sul bilancio comunale stesso.

La volontà politica del PD dovrà necessariamente emergere chiara e limpida in sede di assemblea di Retesalute quando i sindaci dei comuni soci dell’azienda saranno chiamati a esprimersi sul progetto di rilancio dell’azienda.

Le dichiarazioni d’intenti ascoltate in aula martedì sera saranno inutili se non saranno seguite da fatti concreti. Non fosse altro per il rispetto dovuto alla cittadinanza messa di fronte al fatto compiuto di un buco da quattro milioni creato e tenuto nascosto fino a poco tempo fa.

Un’ultima considerazione su 5S che resta stranamente silente e defilato rispetto a questa vicenda di fondamentale importanza per tutti gli abitanti del nostro territorio. Evidentemente anche loro si devono piegare all’esigenza di non minare la già traballante alleanza con il PD. L’ennesimo colpo alla credibilità politica di M5S.


​Franco Lana

    Gino Del Boca segretario cittadino
    RETESALUTE E LE FARNETICAZIONI DELLA LEGA

    Leggiamo farneticanti ricostruzioni ( QUI ), che peraltro non ci meravigliano, del segretario della Lega di Merate su ReteSalute .
    Nel tentativo di far ricadere sul PD come partito la situazione economico finanziaria dell’Azienda Speciale dimentica la storia e dimentica ruoli e compiti, riducendo il tutto, come d’abitudine, ad una  vuota diatriba da bar sport dove il tifo ha la meglio.
    ReteSalute è stata creata nel 2005 quando il PD non era neppure nato tanto che poi alcuni esponenti dei partiti di allora si sono allocati in altre formazioni politiche (ivi compresa la Lega);
    i vari CdA sono stati nominati all’unanimità dalla Assemblea dei Sindaci presiedute, sino ad oggi, dai Sindaci pro-tempore di Merate, tranne che per la prima assegnata al Sindaco di Airuno;
    i vari Presidenti dell’Assemblea da Robbiani sino a Panzeri avrebbero dovuto (!?) controllare bilanci, programmazione dei servizi, verifica della loro congruità;
    non ci pare che chi ne aveva il dovere, la responsabilità e il potere l’abbia fatto, consigli comunali compresi.
    Noi, come partito, non ci permettiamo di intervenire per dare patenti di professionalità a questo o quel CdA, a questo o a quel professionista, né di dire oggi quale debba essere la soluzione migliore perché compete – appunto – a chi la deve assumere e deve averne la competenza.

    Vogliamo però sottolineare come il progetto proposto oggi dalla Lega sia lo stesso varato allora dalle amministrazioni comunali del meratese e che il
    PD di Merate vuole continuare a sostenere
    nella convinzione che sociale e sanità non debbano essere privatizzate o delegate ad enti che per scopo hanno la ricerca degli utili.
    Le dichiarazioni della Lega ci sembrano più il tentativo di “buttarla” in politica per rivalersi sul PD di Merate reo di “lesa maestà” nei confronti del Sindaco Panzeri per alcune sue uscite “leggere” in epoca quarantena CoVid piuttosto che la ricerca di soluzioni lineari e praticabili per l’azienda speciale ReteSalute e per i suoi dipendenti.
    Ci aspettiamo un Consiglio Comunale in cui vengano mostrate le evidenze contabili e di bilancio in modo che eletti e popolazione ne possano prendere atto al di là di ogni appartenenza politica.
    Invitiamo tutti, se a conoscenza di atti penalmente rilevanti, a darne immediata comunicazione all’Autorità Giudiziaria con una denuncia circostanziata


    Circolo PD Merate
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