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Scritto Martedì 09 giugno 2020 alle 22:20

Merate: l'ospedale Mandic nel dopo Covid. Interrogazione fuori luogo della minoranza


Gino Del Boca

Consiglio comunale di Merate ancora a porte chiuse, con la diretta streaming.

Gino Del Boca del gruppo di minoranza "Cambia Merate" ha aperto la seduta, dopo l'appello, dando lettura dell'interrogazione sulla situazione del San Leopoldo Mandic, riconvertito nei mesi di marzo e aprile a struttura Covid. Ora però, calata la curva dei contagi i reparti stanno riaprendo l'attività ordinaria. Gli interroganti di fatto hanno chiesto al Sindaco se abbia informazioni circa la riapertura dei reparti e in generale come si pensa di potenziare il presidio.
Massimo Panzeri, dopo aver espresso solidarietà al collega di Brivio per quanto accaduto stanotte al Municipio ha poi rilevato come il tema in realtà non rientri tra le competenze dell'Istituzione Comune. Citando la deliberazione regionale del 7 maggio con cui si danno gli indirizzi agli ospedali lombardi per la fase due, post emergenza Covid, Panzeri ha spiegato che le aziende socio-sanitarie debbono disporre di zone "grigie" e zone operative ordinarie. Come noto il Manzoni è destinato ad ospitare eventuali rigurgiti dell'infezione mentre il Mandic dovrebbe riprendere le attività ordinarie anche se qualche reparto deve restare allertato per un eventuale ritorno improvviso dell'epidemia. Il problema in realtà non è così semplice perchè ogni paziente che risultasse positivo al Covid 19 deve essere immediatamente trasferito al Manzoni e lì, oltre alle cure per il coronavirus, sottoposto alle terapie necessarie. E ciò può influire negativamente sul numero delle prestazioni svolte dal Mandic. E i primi riflessi già si avvertono con il costante trasferimento di pazienti cui è stato diagnosticato un ictus subito a Lecco. Per quanto riguarda il personale Panzeri ha detto che i sindaci non ci possono fare nulla e che comunque i medici non si formano dalla sera alla mattina. Ma probabilmente la domanda mirava alla stabilizzazione di medici e infermieri assunti in gran numero con contratto a termine al 30 settembre. Si tratta di vedere quanti di questi resteranno al Mandic. Analogo ragionamento per i 5 milioni raccolti dalla Fondazione e, secondo Panzeri, spesi per gli ospedali. Circa l'elenco di questi macchinari e impianti forniti al Mandic, però, nessun accenno.

In replica il consigliere Del Boca ha esordito dicendo che l'interrogazione non voleva esondare le competenze del Sindaco ma chiedeva se durante la fase Covid il primo cittadino, che ha tenuto per sé la delega ai rapporti con il presidio sia stato in contatto con i vertici aziendali per seguire l'evoluzione dell'epidemia e del conseguente ruolo del Mandic. Panzeri l'ha stoppato subito dicendo che l'interrogazione verteva su domande precise cui sono state date le risposte. Del Boca ha ribattuto che l'interrogazione chiedeva soltanto di conoscere se il Sindaco ha approfondito la questione partendo dal blocco delle sale operatorie per mancanza di anestesisti, dalla soppressione dell'automedica e così via. In realtà pare di poter dire che Del Boca e il suo gruppo sono andati fuori tema ponendo domande che esulano dai poteri del Sindaco. Il quale, sia pure in modo vago e generico, però ha dato le risposte. Comunque Del Boca si è dichiarato soddisfatto. E così sia.

C.B.
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