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Scritto Martedì 09 giugno 2020 alle 22:00

Merate: pronto un nuovo studio sulla situazione di Retesalute. ''Prospettiva'' ritira la mozione, domani sarà noto il testo che sarà inviato in procura poi si deciderà quale futuro per l'Asp


Retesalute al centro del punto due del Consiglio comunale di martedì 9 giugno, con la mozione letta in Aula dal capogruppo Paolo Centemero. La situazione economico-finanziaria di Retesalute è nota. Merate dovrebbe farsi carico di ben 450mila euro per ripianare il debito di quasi 4 milioni maturato almeno dal 2015 al 2019. La mozione punta a sollecitare la Giunta a denunciare in tutte le sedi questa situazione prima di approvare il debito fuori bilancio e, soprattutto di valutare bene se rinnovare il conferimento dei servizi a Retesalute oppure procedere alla messa a gara aperta. Centemero ha ribadito che la maggioranza farà il possibile per difendere l'azienda speciale pubblica evitando eventuali ingerenze da parte di altre realtà lecchesi. Ha poi auspicato che questa posizione sia condivisa anche dalla minoranza e che Retesalute possa far parlare di sé ancora per gli ottimi servizi e non per i "buchi" nei bilanci.

Il capogruppo Paolo Centemero


Black out prima dell'intervento di Aldo Castelli. "Devo dire che siamo rimasti un po' sorpresi dal contenuto della mozione. Ci era parso dall'assemblea che il Sindaco fosse determinato a restare in Retesalute mentre soprattutto la parte finale della mozione va in direzione opposta. E ancora opposta è andato invece il commento del capogruppo di PiùProspettiva". Castelli ha poi detto che da quanto emerso in assemblea sembra che almeno non vi sia dolo. E questo è il primo punto, ma fondamentale, per partire con un ragionamento. In realtà, al di là di imputazioni nel bilancio di costi per cassa anziché per competenza resta il problema principale che alcuni servizi erogati per conto dei comuni-soci sono stati "venduti" ad un prezzo inferiore al suo costo di produzione. Che tradotto vuol dire che i Comuni in tanti casi avrebbero dovuto pagare di più i servizi conferiti a Retesalute. Comunque il ripianamento dei debiti è possibile anche mediante il ricorso a avanzi di amministrazione non vincolati. E in ogni caso è possibile procedere al ripianamento in presenza di un piano concreto di risanamento aziendale che deve partire con un bilancio a pareggio nel 2020. Per fare chiarezza sulla posizione della maggioranza apparsa contraddittoria tra il testo della mozione e la chiosa del capogruppo Castelli ha chiesto che ci si esprima confermando esplicitamente, con un emendamento alla mozione, la volontà di procedere con Retesalute evitando la liquidazione con l'impegno di approvare in sede assembleare il piano di risanamento dell'azienda, di sollecitare gli amministratori della società a predisporre un adeguamento dei prezzi in base ai costi effettivi, applicare la contabilità analitica e rafforzare la struttura amministrativa dell'azienda.

Aldo Castelli capogruppo di minoranza


Il Sindaco ha annunciato che già domani il comune di Merate presenterà uno studio sulla situazione dell'azienda speciale pubblica. Poi ha detto che sempre domani sera durante la conferenza dei sindaci dirà chiaramente a tutti come sia rimasto deluso per l'atteggiamento per lo più passivo palesato durante l'ultima assemblea dalla gran parte dei soci. Rimarcando anche che la maggior parte di questi non ha nemmeno versato l'ultimo aumento di capitale da 120mila euro (per tre anni). Somma che comunque non avrebbe salvato i conti dato che la perdita di 570mila euro è ormai accertata. Panzeri ha parlato apertamente di "operazioni gravissime" con storni di fatture per far tornare i conti salvo poi rimettere in bilancio la stessa fattura l'anno dopo. Soldi prelevati dalla cassa per acconto soci. Cose gravissime; movimenti da conti aziendali a conti personali. Il Sindaco si è poi domandato: ma è garantita l'economicità dei servizi? Ancora prima di una formale accusa Panzeri ha parlato espressamente di falsificazione dei bilanci soprattutto nel momento in cui i fondi dell'ambito che avrebbero dovuto solo transitare dall'azienda per andare a finanziare progetti sono invece stati inseriti tra i ricavi. Conclusione: siccome le perdite risalgono al 2015 non è possibile iscriverle fuori bilancio. Pertanto l'emendamento presentato da Cambia Merate non è accoglibile. Anche perché le responsabilità di eventuali azioni deliberative "illegali" ricadrebbero su tutti i consiglieri comunali.

Giuseppe Procopio


Giuseppe Procopio, vice sindaco, dopo aver riaffermato la necessità di assicurare comunque i servizi alle fasce più deboli della popolazione ha detto che oggi c'è troppa confusione. Occorre quindi una revisione di tutti i bilanci dal 2015 al 2019 affidando a un "advisor" il compito, per poter poi disporre di una fotografia realistica della situazione. Solo poi si discuterà chi paga, chi non paga, quanto si dovrà pagare. "Solo con chiarezza su quanto è accaduto e sulla reale situazione di oggi è possibile decidere quale strada imboccare". Procopio ha poi ribadito la necessità che i consiglieri di amministrazione debbano essere pagati. "Non è possibile lavorare gratuitamente assumendosi responsabilità così gravose. Chi lavora deve essere retribuito" .

Alfredo Casaletto


Alfredo Casaletto, assessore al bilancio ha esordito rispondendo alla sottintesa domanda posta da Castelli: "Sì l'azienda speciale pubblica è lo strumento migliore per erogare i servizi socio-assistenziali. Il problema oggi però è se questo strumento sia davvero in grado di funzionare. Perché sicuramente ci sono state manipolazioni nei conti, comunicazioni non veritiere che richiedono un approfondimento preciso, pur partendo dal presupposto che dolo non vi sia stato. Per cui ritengo che prima di procedere col riconoscimento del debito fuori bilancio - che viene automaticamente trasmessa alla Procura della Corte dei Conti - credo sia assolutamente necessario un approfondimento sia in ordine alle cause gestionali che hanno provocato questo buco sia in merito ad eventuali manipolazioni".

Andrea Robbiani


Andrea Robbiani ha ricordato quando il 23 giugno 2005, dai banchi della minoranza parlava di Retesalute come di un "carrozzone" suggerendo almeno sei mesi di sperimentazione prima di avviare l'attività vera e propria. Robbiani ha affermato che l'operazione Retesalute porta il marchio del PD tanto che la prima presidente fu l'on.Daniela Mazzuconi che nominò direttore generale Guarnieri, privo di competenza, relegando a un ruolo secondario il Consiglio di Amministrazione. I comuni hanno conferito i servizi che poi l'azienda assegnava a cooperative vicine al partito. E già allora Consolida faceva la parte del leone mentre Retesalute avrebbe potuto organizzare e erogare i servizi a costi minori. "Siamo - ha aggiunto l'ex sindaco - alla riproposizione della vicenda Lario Reti Holding, Idrolario, che ha visto la politica gestire il servizio idrico per interessi propri". Robbiani ha sottolineato come dietro questi servizi ci sia il business, l'affare. La prospettiva disegnata da Robbiani è che Retesalute diventi una bad company, poi destinata a finire in pancia a un soggetto più grande che si farà carico dei debiti chiedendo però in cambio la gestione dei servizi per i prossimi venti anni. Dunque non è una questione di ripianare i debiti ma di cambiare radicalmente l'impostazione dell'azienda, lasciando fuori la politica. Politica che mise in scena la diatriba tra Marco Panzeri e Alessandro Salvioni, entrambi del Pd a contendersi la presidenza. Un intervento quello di Robbiani di forte portata politica ma anche progettuale.

Castelli riprendendo la parola ha detto di condividere la tesi di Procopio tanto che a questo punto varrebbe la pena di ritirare sia la mozione di maggioranza sia l'emendamento dell'opposizione in attesa dello studio di una società di revisione e soltanto dopo decidere cosa fare. Castelli ha interpretato le parole di Robbiani come una pietra tombale sull'attuale Retesalute, magari riproponendo poi una nuova Retesalute.

Robbiani ha ribattuto rivendicando il merito di aver visto lontano già allora rilevando le debolezze strutturali dell'azienda che di azienda aveva poco già allora. E i risultati si sono visti poi. "Oggi - ha aggiunto - non sono per la chiusura di Retesalute e la sua liquidazione ma non possiamo neanche accettare quanto portato avanti da altri per chiudere la questione. Fuori da qui ci sono persone che pensano soltanto che la torta dei servizi sociali rappresenta venti o trenta milioni. Qui c'è gente con onesta concettuale. Fuori non si può dire la stessa cosa per tutti". L'ex sindaco ha chiesto con passione che si esca dall'aula con una posizione comune perché il Sindaco in assemblea deve portare il parere di tutta la città. Evitando che l'Asp finisca in un'azienda assai più grande che lavora in riva al lago, una good company che ingloba una bad company per gestire negli anni tutti i servizi dei comuni del meratese conferiti a Retesalute.

Roberto Perego

Accalorato anche l'intervento di Roberto Perego che chiesto di non trasformare il dibattito in una caciara politica tentando di attribuire la situazione al centrosinistra. Quando dentro l'azienda c'erano e ci sono anche comuni a guida centrodestra. Per averne una prova basta vedere come sia stato affossato il piano di rilancio varato dal precedente Consiglio di amministrazione. Dobbiamo rimarcare che la qualità dei servizi è assolutamente superiore a quella che si trova in giro e di questo si deve dare atto al direttore Milani che ha svolto sicuramente un grande lavoro. "Sono sicuramente d'accordo con tutti i rilievi fatti dalla maggioranza ma mi domando: possibile che nessun sindaco si sia posto il problema della veridicità dei bilanci chiusi con pochi euro di utile? E l'Ambito non si accorgeva dei soldi che uscivano per finanziare servizi ma poi andavano altrove?


Il sindaco Massimo Panzeri

Panzeri ha replicato all'avvocato Perego che successivamente il piano di rilancio fu approvato. Ma in realtà non nella sua interezza. Soprattutto laddove si doveva rivedere la struttura dei costi e l'inserimento di figure nell'ambito amministrativo, a parte la sostituzione della responsabile. A proposito di politica il Sindaco ha ricordato come l'attuale presidente Alessandra Colombo - con cui oggi ha detto di avere un ottimo rapporto - all'inizio si rivolgeva dicendo "mi sono consultata con i miei sindaci". "Miei sindaci? Lei è la presidente del CdA e io dell'assemblea dei soci quindi né io né lei abbiamo i "nostri" sindaci. Ecco, la politica dentro l'azienda. Oggi non è più così ma è la prova del ruolo che ha avuto la politica dentro Retesalute".
Gino Del Boca ha chiesto alla maggioranza di ritirare la mozione in attesa della presentazione dello studio commissionato dal Comune per capire poi quale direzione prendere.
Castelli ha dato atto a Robbiani di vedere giusto sui grandi temi, sottolineando però come ha detto l'ex sindaco di non prendere la strada per Lecco. "E su questo dobbiamo essere tutti d'accordo".Poi va bene la proposta di Procopio di arrivare a una revisione dei bilanci.

Panzeri: "Va bene ma dobbiamo trovare una soluzione sostenibile anche legalmente e poi verificare chi dei comuni soci ci sta e chi no, chi sta con Retesalute e chi pensa di andare altrove e chi ha a cuore la sorte dei dipendenti. Domani renderò nota la relazione che ormai è pronta e vi informo che una volta reso pubblico il documento, lo invierò alla Procura della repubblica. Dopodiché possiamo ritirare la mozione e riservarci una rapida seduta anche di Commissione durante la quale discuteremo della relazione e prenderemo una decisione che poi porterò in Assemblea".
Messa ai voti la proposta di ritirare la mozione è passata all'unanimità. Quindi domani si conosceranno i contenuti del nuovo studio, dopodiché il Sindaco riconvocherà i consiglieri per decidere alla luce delle conclusioni degli esperti quale strada percorrere e quindi quale posizione terrà Merate nella prossima assemblea dei soci.
C.B.
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