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Scritto Domenica 07 giugno 2020 alle 13:21

Accadeva 30 anni fa/97 aprile: Lega Lombarda si presenta in sala civica con Galli, Castelli e Moretti. Ed è subito successo

Davvero drammatico l'inizio del mese di aprile di trent'anni fa. Nella notte di domenica un 24enne di Merate, residente in centro, si scontra con un camion. Sono le prime luci dell'alba, il giovane torna dalla discoteca, l'uomo alla guida del pesante mezzo sta iniziando la giornata. Il frontale non lascia scampo al meratese. Una tragedia per la famiglia che aveva già perso un altro figlio. Muore anche un centauro di Casatenovo di 37 anni. Lascia due bimbi. Altro gravissimo incidente a Robbiate dove un artigiano finisce sotto un muletto ribaltato. La Lega Lombarda approda in sala civica di via Turati. E' la prima uscita ufficiale anche se Umberto Bossi era già stato dalle nostre parti con tappe a Monticello e Casatenovo. La sala è gremita, soprattutto di giovani. Al tavolo Stefano Galli, Ivana Arosio, Roberto Castelli e l'eurodeputato Luigi Moretti. E' la Lega versione 1.0, senza eccessi ma con una visione chiara. Giova a trent'anni di distanza leggere cosa disse Moretti, già sindaco di Nembro dal 1994 al 2002: " La Lombardia deve poter decidere nei settori dell'istruzione, della formazione del personale, della gestione delle risorse finanziarie (mal)gestite altrove. Noi non vogliamo dimenticare le zone depresse del sud, ma pretendiamo che gli aiuti diano frutti e non si traducano in semplice assistenzialismo. Altrimenti anche la locomotiva Lombarda prima o poi non ce la farà più a trascinare un carro tanto pesante. La Lega non è contro i meridionali ma contro il meridionalismo che ci allontana dall'Europa. Non vuole il "capitale" al centro ma l'uomo. Per realizzare una "comunità di popoli" prima che una "comunità economica".

Stefano Galli e Roberto Castelli

Al cosiddetto "Muro di Berlino" realizzato a Imbersago per contenere l'argine dell'Adda, una mostruosità urbanistica, i bergamaschi contrappongono una lunga staccionata dopo aver rafforzato gli argini e ripulito i boschi circostanti. Sono gli alpini e gli uomini della protezione civile di Bergamo, 171 in tutto che alle 6,30 del 7 aprile piombano sulle rive bergamasche dell'Adda e in una giornata realizzano un lavoro straordinario. Mentre il sindaco  Villa di Imbersago è ancora alle prese con le reti arancione dell'improbabile cantiere che deturpa la zona del traghetto.



La regione Lombardia, con Giovenzana presidente e Biscardini assessore ai trasporti invia a Roma un imponente studio sulla rete ferroviaria chiedendo con forza il potenziamento dei collegamenti con l'Europa. Più treni per non . . .perdere il treno è lo slogan. Trafori, raddoppio di linee, costruzione di nuovi ponti: il dossier è voluminoso e in premessa riepiloga un po' la storia del "Cammello a 3 assi" o "Carocc a fech" come chiamavano il treno i nostri trisavoli. Come noto il treno fece la sua comparsa nel 1839: otto chilometri sperimentali tra Napoli e Portici. Tra scetticismi diffusi e qualche entusiasmo si arriva al 1850 con la realizzazione del tronco Milano-Monza. Il 4 novembre 1863 Lecco è collegata a Bergamo da un tratto ferroviario e il 27 dicembre 1874 il nostro capoluogo fu agganciato alla linea che proveniva da Monza. Con il completamento del tracciato furono aperte le stazioni di Arcore, Carnate-Usmate, Osnago, Cernusco-Merate, Olgiate-Calco-Brivio, Airuno. Un accelerato (oggi detto regionale) in partenza da Lecco alle ore 5 giungeva a Milano alle 7,10 dopo ben 13 fermate in altrettante stazioni. Un diretto in partenza alle 10,39 arrivava in città alle 11,55. L'orario è del giugno 1896. Il 1° luglio 1892 Lecco veniva collegata a Bellano e da lì la linea proseguiva fino a Colico con inaugurazione della tratta il 1° agosto 1894. In Valtellina già erano attive le linee Colico-Sondrio e Colico-Chiavenna (due linee utilizzate per le sperimentazioni) rispettivamente dal 16 giugno 1885 e dal 9 settembre 1886. La Lecco-Monza fu elettrificata nel 1914 dopo i ripetuti esperimenti sulla Lecco-Sondrio del 1902. Una rarissima immagine d'epoca raffigura la Commissione Ministeriale che il 26 ottobre 1910 si riunì alla stazione di Calolziocorte per approvare l'elettrificazione della linea Lecco-Monza.

Il "Settebello"



Il tipo di alimentazione era il trifase 3600 e 16.7 periodi divenuto poi il sistema italiano di elettrificazione. Le locomotive più frequentemente usate erano  le E 550 detto "il muletto dei Giovi" per il trasporto delle merci e il E 330 detto "il cammello a 3 assi" per il trasporto delle persone. Il ponte di Paderno fu costruito proprio per la ferrovia e solo in un secondo momento è stato aperto ai veicoli. Si racconta che il tronco avrebbe dovuto partire dalla stazione di Cernusco-Merate anziché da quella di Carnate-Usmate ma il progetto fu bocciato dai proprietari delle grandi ville patrizie contrarie al passaggio dello sbuffante locomotore a vapore che avrebbe inquinato l'aria sopra i parchi.


"Il Bosco del Sole", così fu ribattezzato un terreno di 7mila metri quadrati nel Parco del Curone, sul quale le scolaresche piantarono ben 1.700 alberi di varie specie: Orniello, Acero Campestre, Acero Montano, Faggio, Betulla e Maggio Cindolo. "Su ciascuna pianta - spiegava all'epoca Maria Grazia Citterio "portavoce" delle Guardie Ecologiche Volontarie - è stato collocato un cartello con il nome del bimbo che l'ha piantata, il nome dell'essenza arborea e il giorno in cui è stato effettuato il lavoro". Il grosso del lavoro era stata la pulizia e la bonifica del terreno a Spiazzolo, che aveva coinvolto oltre alle Gev le scolaresche di Cernusco e Montevecchia, già attive in giornate ecologiche alla scoperta di ruscelli e torrenti, sorgenti e fontanili. Ricordiamo tra i tanti promotori di queste bellissime iniziative - che tanto vorremmo fossero riprese in particolare a Merate, città beneficata si laghi e corsi d'acqua - i nomi di: Graziano Crippa, Giancarla Cogliati, Giuseppe Comi, Celestino Ferrario, Samuele Mascheroni, Ercole Spada, Angelo Proserpio, Giuseppe Stucchi e Dario Tentorio.   Quella condotta dalla troppo rapidamente dimenticata Laura Crippa - Merate non ha memoria e questo davvero è grave - fu una battaglia storica. Lei, cattolica e profondamente democristiana, nubile, impegnata in politica e in parrocchia sin da ragazza, avvertì la necessità di creare una struttura per i bimbi in età prescolare. Un "asilo nido". Che detto oggi non fa alcun effetto ma progettato allora lo fa sembrava quasi una bestemmia. Fu Cassago, il primo paese del meratese-casatese a aprire il primo "nido" non senza levate di scudi da parte dei democristiani e di settori del mondo cattolico cassaghese. La nuova maggioranza di centrosinistra, Psi-Pci aveva rotto col passato e sotto la guida di Luciano Fumagalli, l'assessore Carla Cattaneo, aveva aperto la struttura: 30 posti, luogo in mezzo al verde, assistenza da parte dell'Ussl con visite programmate del pediatra e assistenza infermieristica oltre che educatrici diplomate. Una svolta cui Laura Crippa aveva dato seguito - combattendo non poco - aprendo un "nido" anche a Merate. La Crippa aveva scelto la via del Consorzio con altri comuni, forse temendo di non riuscire da sola a riempire la struttura. Invece i 48 posti furono occupati rapidamente tanto che scattò il numero chiuso. In poche righe Laura Crippa a commento del bilancio 1990 aveva detto, irritando non poco i suoi detrattori, le componenti più retrive del partito: "Oggi una baby sitter assunta regolarmente, sia pure part time costa più dell'asilo nido. Questa competitività favorisce la scelta del servizio pubblico che tutela maggiormente il bambino e offre anche una sicurezza educativa". Parole che Carla Cattaneo di Cassago aveva pronunciato per anni provocando forti reazioni in quanti restavano convinti che il ruolo della donna fosse nella casa a accudire i figli. Senza rendersi conto che il mondo fuori stava cambiando.

Carla Cattaneo e Laura Crippa


Osnago si prepara a ospitare l'11.ma edizione della Fiera. Questa volta gli organizzatori parlano espressamente di rendere la struttura permanente in modo che possa ospitare diverse manifestazioni nell'arco dell'anno. La rassegna si tiene ancora nell'area comunale tra via Matteotti e via Trento, 8 mila metri quadrati di terreno per ospitare 170 stands per oltre 100 operatori economici. Intanto l'Amministrazione comunale guidata da Luigi Bonanomi paventa la possibilità di reperire una vasta area adiacente a Cascina Canova, baricentrica rispetto ai comuni di Cernusco e Ronco. Entusiasti il presidente del Comitato Fiera San Giuseppe, Giancarlo Magni e il consigliere Giulio Maggioni. Una "permanente" farebbe concorrenza addirittura all'Elmepe, nato nel 1972 a Erba e successivamente ribattezzato Lariofiere.

Giancarlo Magni e Giulio Maggioni



A Valgreghentino si sviluppa su iniziativa di Giuseppe Corsini il "Consorzio per l'automazione" un progetto varato da imprenditori locali per far crescere l'utilizzo delle nuove tecnologie e l'introduzione massiccia dell'informatica nei processi produttivi delle imprese del lecchese. Tra i promotori anche Gabriele Cogliati, fondatore e presidente del gruppo Elemaster di Montevecchia: "Abbiamo già gettato le basi di alcuni progetti di cui ora è prematuro parlarne. Di sicuro con questo strumento potremo trasferire alle aziende know-how mirato e a costi accessibili. Oggi l'assistenza tecnologica è diventata un obiettivo importante. Il nostro è uno dei primi consorzi tra imprese in campo nazionale e siamo convinti potrà contribuire a migliorare il livello qualitativo dei nostri prodotti...".  

Giuseppe Corsini e Gabriele Cogliati


Tira aria di polemiche nel mondo della comunicazione lecchese. Dopo il grande blitz su Filca casa con annessi gli strumenti di informazione avviati da Luigi Bonanomi, cernuschese, Dc e Psi fondono le due televisioni locali, Telespazio (Dc) e Radio Tv Lecco (Psi) per dare vita a Rete Unica. Alla guida della nuova televisione c'è Giovanni Fiamminghi, uno dei "quattro" capi della Dc giunti dall'Emilia (con Maldini, Golfari e Omati) che occupa anche il posto di presidente niente meno che dell'Ussl di Lecco. Il leader Cesare Golfari, senatore, lamenta difficoltà nel processo di fusione tanto che Fiamminghi lascia la carica. A guidare concretamente la nuova Tv c'è l'astro nascente dell'imprenditoria lecchese: il dotto Giacomo Fumeo.

Golfari, Omati, Maldini, Fiamminghi, Fumeo



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