Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 354.353.829
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 22/09/2020

Merate: 13 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 7 µg/mc
Lecco: v. Sora: 12 µg/mc
Valmadrera: 9 µg/mc
Scritto Venerdì 05 giugno 2020 alle 18:34

Mandic fuori dall’emergenza. Parla il direttore sanitario

La dottoressa Valentina Bettamio, direttore medico
del presidio ospedaliero di Merate
Ha preso servizio il 3 febbraio scorso e dopo pochi giorni si è trovata a dover affrontare l’emergenza Covid-19. E’ stato un battesimo di fuoco quello della dottoressa Valentina Bettamio, “nuovo” direttore medico del presidio ospedaliero di Merate. E nonostante siano trascorsi ormai quattro mesi da quando ha preso servizio al Mandic, non ha ancora potuto, per evidenti motivi, rendersi conto della normale attività che si svolge nel  “nostro” ospedale. Anche se spera di poterlo fare presto, appena il Coronavirus avrà tolto il disturbo.

Di una cosa però si dice già convinta: “Il Mandic è un vero gioiello”.

Frase facile da pronunciare ma è proprio il direttore sanitario di presidio visto che quello amministrativo ormai pare un ruolo definitivamente soppresso tenere alta la bandiera e conquistare  la fiducia di quanti ci lavorano, dei cittadini e dei sindaci del Meratese e fare in modo che il nostro ospedale possa continuare a rappresentare un punto essenziale e irrinunciabile per l’assistenza sanitaria del territorio. Vent’anni fa la dottoressa Bettamio aveva iniziato la carriera operando presso i Distretti sanitari di Merate, Cernusco e Casatenovo. Dopo aver lavorato come dirigente presso diverse strutture ospedaliere lombarde è stata promossa Direttore sanitario facente funzioni all’Ircss Besta di Milano. Quindi l’arrivo a Merate.

A Merate ho trovato un ambiente molto collaborativo e una grande disponibilità da parte di tutti. L’esserci trovati ad affrontare insieme un’emergenza ha finito per accelerare la reciproca conoscenza. E’ stato un inizio difficile ma molto bello. Nella drammaticità dell’evento abbiamo vissuto una fase di grande collaborazione, oserei dire che è stata sorprendente…”.

Lentamente la situazione sta tornando alla normalità e salvo imprevedibili colpi di coda del virus, presto il Mandic potrebbe essere dichiarato Covid Free. Come immagino lei sappia, l’Ospedale di Merate è considerato dai “lecchesi” una sorta di territorio di caccia dove reperire quelle figure che vengono a mancare al Manzoni, con un inevitabile impoverimento del Mandic. Cosa ci dobbiamo attendere per il futuro?

Come per tutti gli ospedali che sono stati accorpati in un’azienda è inevitabile che si crei questa situazione, si finisce col ritenere che l’ospedale più grande schiacci quello più piccolo. Sinceramente ho una visione diversa, non vedo l’ospedale di Lecco come un pericolo per il Mandic. Piuttosto ritengo che le due strutture siano molto diverse e quindi complementari tra loro. Non ho ancora avuto la possibilità di rendermi esattamente conto della struttura nella sua interezza e quindi non ho una visione progettuale definita. Personalmente però non credo che si debba pensare ad un depauperamento di una struttura a favore di un’altra. Sono strutture diverse, una molto più piccola ma non meno importante. Dobbiamo lavorare per creare delle sinergie e non degli antagonismi. Il fatto che sia un ospedale d medie dimensioni e non troppo grande consente di lavorare molto bene. Io sono dell’idea che si debbano far crescere le strutture e mi piacerebbe vedere una linea di sviluppo e di crescita del Mandic”.

Purtroppo però alcune realtà a Merate sono in sofferenza da anni, una tra tutte il Pronto Soccorso di cui da tempo si parla di ampliamento e potenziamento, ma ogni tanto si sente parlare anche di un suo ridimensionamento. Addirittura è circolata anche l’ipotesi di una chiusura nelle ore notturne.

Abbiamo un progetto di ristrutturazione del Pronto Soccorso che deve essere riavviato e speriamo di riuscire a farlo in tempi brevi, compatibilmente con la vicenda Covid. Però è necessario sviluppare una nuova progettualità del Pronto Soccorso, dare un’idea, delineare l’attività che deve svolgere per rendere la struttura attrattiva anche per i giovani medici che cominciano la professione. Stiamo lavorando anche con il dottor Giovanni Buonocore (primario del Pronto soccorso ndr), per riproporre le linee di indirizzo sia del Pronto soccorso di Merate che di Lecco, perché il problema ce l’ha anche il Manzoni. Stiamo ragionando sulle due strutture per definire le linee di attività e il tipo di organizzazione che si vuole dare. Lo stiamo proponendo da Merate per condividerlo con Lecco per vedere di rendere entrambe le strutture più attrattive. Detto questo non so se sarà sufficiente, ma è il punto di partenza per ristrutturare l’area.  E’ necessaria una progettualità sull’organizzazione del Pronto soccorso”.

Circola voce, ma ovviamente non abbiamo dati certi in mano, che i pazienti colti da ictus vengano dirottati tutti a Lecco… Non è un bel segnale di ripresa dopo il blocco legato all’emergenza Covid.

Per quanto ci riguarda la Neurologia è stata riaperta, eravamo e rimaniamo spoke come prima e quindi siamo in grado di accogliere e trattare gli ictus come prima dell’emergenza, non ci sono disposizioni da parte dell’Azienda che abbiano modificato l’organizzazione”.

All’interno dell’Azienda sanitaria di Lecco però si assiste ad un’inarrestabile emorragia di medici, anestesisti e personale sanitario in genere… Forse è la politica aziendale che invece di attrarre allontana i dipendenti. In particolare ha preso il volo una nutrita pattuglia di anestesisti al punto da condizionare l’attività delle sale operatorie.

Posso dire che nelle prossime settimane è previsto un concorso per l’assunzione di nuovi anestesisti, speriamo… Abbiamo una carenza importante sia a Lecco che a Merate. Mi auguro che questo concorso ci consenta di reperire le risorse umane necessarie. Purtroppo il problema del personale medico e sanitario in generale non riguarda solo Merate e Lecco, è una emergenza che andrebbe risolta a livello nazionale e regionale”.

Come certamente avrà notato le pareti della storica palazzina che ospita la direzione medica, tra cui il suo ufficio, sono coperte da lapidi in marmo con incisi i nomi dei benefattori che hanno finanziato la costruzione di questo ospedale. E’ quindi evidente che si tratta di un presidio sanitario “popolare” a cui i meratesi tengono molto. E lo hanno dimostrato anche durante l’emergenza Coronavirus.

E’ stato commovente assistere agli innumerevoli gesti di generosità di quei giorni. Noi eravamo reclusi all’interno dell’ospedale, ma abbiamo percepito fortissimo il calore della gente fuori. Ci sono state tantissime manifestazioni di affetto attraverso la fornitura di pasti, ma anche di presidi sanitari, apparecchiature medicali ma anche donazioni di danaro. E grazie a queste donazioni proprio oggi in Pronto Soccorso è stato installato il primo “sollevamalati” mentre nei prossimi giorni verranno installati anche in Rianimazione.  Ma grazie alle donazioni abbiamo acquistato caschi per C-PAP, defibrillatori, ventilatori, ecografi, monitor multiparametrici, ma anche camici, mascherine, occhiali e visiere… E’ stata una vicinanza che ci ha accompagnato tutti i giorni. Dopo tutti questi gesti di generosità  sento fortissima la responsabilità per questo ospedale”.

Grazie alle donazioni avete in programma l’acquisto di altre apparecchiature medicali? Ci sono reparti che necessitano di strumentazioni più moderne rispetto a quelle che hanno attualmente in dotazione.

Sono ancora quasi totalmente impegnata nella riapertura dell’ospedale con la sanificazione dei reparti trasformati in Covid durante l’emergenza e non abbiamo ancora un quadro dettagliato… C’è però un’iniziativa di cui siamo particolarmente orgogliosi.  Abbiamo acquistato, anche se non ci è ancora stata consegnata, un’apparecchiatura che ci consentirà di effettuare radiografie a domicilio. Il nostro personale ha già dato la propria adesione volontaria al progetto. Grazie a questo strumento, che inizialmente utilizzeremo mezza giornata alla settimana, ci recheremo presso il domicilio dei pazienti per effettuare le radiografie. Pensiamo all’utilità che avrà in questo periodo, soprattutto per le persone anziane che non dovranno venire in ospedale…”.
A.Bai
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco