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Scritto Giovedì 04 giugno 2020 alle 15:44

Lomagna: dure critiche della minoranza sul ruolo dei volontari e sulle comunicazioni

È tornato a riunirsi il Consiglio comunale di Lomagna, mercoledì 3 giugno, dopo un lungo periodo di sospensione delle sedute a causa dell’emergenza sanitaria. Tanta carne al fuoco, l’assise è durata per oltre quattro ore e mezza a fronte della doppia convocazione nella stessa serata, una straordinaria richiesta dalla minoranza e l’altra ordinaria [clicca QUI]. Palazzo chiuso al pubblico per sicurezza, la discussione è stata fruibile alla cittadinanza in diretta su facebook (e non anche su YouTube come indicato nell’avviso di convocazione). La cornice dell’inquadratura fatta di scaffali colmi di faldoni corrisponde alla reale disposizione temporanea di parte dell’archivio comunale la cui sede originaria è interessata da lavori di ampliamento e riqualificazione [clicca QUI].


In avvio la sindaca Cristina Citterio ha chiesto di osservare un minuto di silenzio in memoria delle persone che sono venute a mancare in questo drammatico periodo. Periodo in cui l’amministrazione si è trovata ad affrontare esigenze nuove. La seduta ha dato la possibilità di spiegare le azioni messe in campo per fronteggiare i bisogni della popolazione più colpita. “Riteniamo di aver fatto uno sforzo organizzativo e di comunicazione, magari non perfetto, però è stato sicuramente fatto” ha dichiarato il primo cittadino ricordando che i dipendenti comunali hanno operato in modalità smart working. Li ha quindi ringraziati, unitamente ai volontari di Protezione civile, ai cittadini che sono rimasti a casa e ai consiglieri di minoranza. “Laddove possibile abbiamo accolto con spirito collaborativo le indicazioni e i suggerimenti per far fronte a una situazione straordinaria” ha detto Citterio riferendosi al gruppo di opposizione.


La prima mozione, superata nei fatti, riguardava la gestione della comunicazione nella prima fase dell’emergenza. Buona parte delle segnalazioni arrivate da Uniti per Lomagna sono state poi fatte proprie dall’amministrazione. La sindaca ha confermato che alcuni volantini sono stati riveduti e corretti, il sito web è stato implementato, la consegna a domicilio di lettere e comunicazioni da parte di operatori comunali è stata interrotta, anche se è stato specificato che il personale non è mai entrato direttamente in contatto con i residenti. La minoranza guidata da Mauro Sala chiedeva di sollevare la responsabile Patrizia Conti dalla funzione di gestione della comunicazione all’interno del Centro Operativo Comunale (COC). “Nulla da eccepire sul suo lavoro, ma non era adatta a quel ruolo. Serviva una figura politica, non tecnica” ha dichiarato Sala citando alcuni volantini apparsi poco chiari. La sindaca ha replicato che è una scelta che rifarebbe. Ha spiegato che il suo compito non era di elaborare e formulare le comunicazioni, ma di trasmetterle. Per Mauro Sala si sarebbe potuto fare di più. Molti anziani, rimasti soli in casa, avrebbero potuto ricevere una telefonata, ha suggerito il consigliere.

La sindaca ha poi fornito precisazioni sul pannello informativo non funzionante in piazza della chiesa. Dopo un lungo tempo di inattività, era stata avviata la procedura per affidare l’acquisto di uno nuovo, ma subito dopo è arrivato il Covid che ha bloccato l’intervento di sostituzione. Citterio ha annunciato che nelle prossime settimane il tabellone elettronico dovrebbe tornare in funzione. Sulla creazione di un gruppo WhatsApp Broadcast per inoltrare in modo diretto le informazioni, il primo cittadino ha chiarito che l’acquisto di smartphone era stato inizialmente pensato anche per questo. La mole di impegno sopraggiunto ha fatto calare questa iniziativa tra le priorità, anche perché si sarebbe dovuto risolvere il tema del diritto alla privacy.

Per Alberto Bonanomi sono emerse in questa fase delle questioni che andavano affrontate in precedenza. “Per l’amministrazione vale il principio ‘meno faccio, meglio sto’. Io sono completamente contrario a questo” ha lamentato Bonanomi.

Altro aspetto di cui si è lungamente dibattuto è stato l’impiego delle forze di volontariato. Nel corso del Consiglio non si è fatto mistero che esponenti della minoranza si erano resi disponibili a darsi da fare ma invano. Mauro Sala ha rivelato anche un retroscena. Un messaggio ricevuto alle 6.25 di un mattino in cui la sindaca gli scriveva una sola parola: “Aiutiamoci”. “Per me ‘aiutiamoci’ significa: pronti, attenti, sono qui a disposizione. Man mano che passava il tempo siamo stati esclusi. Ha anche detto di essere stufa marcia di noi, in un momento di ira, magari ci stava anche. Però in questi casi non c’era maggioranza e minoranza, c’era un Covid-19 e bisognava stare uniti”. La replica della sindaca: “Aiutiamoci significa anche comprendere almeno una volta che è una situazione fuori dal comune”. Ma Sala non ne ha voluto sapere: “C’era scritto aiutiamoci, non capiscimi. Per me significa aiutare a fare qualcosa”. A chiudere Citterio: “Forse non ci siamo chiariti, per me significava aiutare a far girare le informazioni a quelle persone a cui non erano arrivate. Non significava esserci e fare qualcosa, ma esserci come presenza che aiuta a moltiplicare alcuni interventi”.


La minoranza ha poi lamentato che i volontari erano sempre gli stessi, peraltro anche over 65, quando si erano rese disponibili molte più persone. La sindaca ha spiegato di essersi attenuta a un prontuario della Protezione civile su come gestire le attività di volontariato durante il periodo di emergenza. “Non è stato un capriccio. È stata una scelta di cautela, forse eccessiva, condivisa con il COC, ma non era il momento di coinvolgere le persone perché meno persone andavano in giro e più si tutelava la salute di tutti – ha detto Citterio – Non è il Covid il momento in cui ci si inventa volontari. A chi mi chiedeva cosa potesse fare, dicevo ‘sii antenna attorno a te’”. Dunque non una scelta mossa dalla volontà di escludere qualcuno, ma un rigore generale che ha saputo fronteggiare le richieste ricevute, anche grazie a una rete di supporto di vicinato e familiare. Sala ha proseguito insoddisfatto della spiegazione. “Ho parlato con il segretario provinciale della Protezione Civile e mi ha detto che gli Over 65 della Protezione civile non potevano andare in giro, ma potevano svolgere solo del lavoro di ufficio. Lei li faceva andare in giro. Io le ho chiesto più volte di fare insieme un incontro con la Protezione civile per capire cosa non ha funzionato perché non potevano andare in giro queste persone anziane. Forze fresche ce n’erano” ha denunciato Sala. La sindaca si è difesa, spiegando che l’incontro non è stato accordato in quanto pensava che il problema fosse stato risolto dando delle mansioni anche ad altri volontari. Sull’operatività di persone anziane ha invece ammesso: “Va bene, ho sbagliato, ne prendo atto, non mi aveva segnalato nessuno che la Protezione civile doveva avere dei limiti di età. Sono state messe in campo persone formate in prima battuta”.
M.P.
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