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Scritto Domenica 31 maggio 2020 alle 09:18

Merate: scritti e pensieri di poeti per gli alberi del viale

I poeti schierati a difesa degli alberi di viale Verdi. Ci sono i cernuschesi Rosaria Munafò e Filippo Ughi (direttore artistico di Piccoli Idilli che ha recitato a sostegno del progetto la poesia Alberi di Juan Carlo Galeano), il carnatese Davide Passoni e la milanese Mariella Bernio e poi ancora Ada Crippa, Maria Teresa Tedde e altri come Serena Papa Nokanoka, Carlo Zanutto, Perla Calassi, Franca Broggini, Valentina Animosi, Margherita Bonfilio, Mara Ligas i quali hanno partecipato ad un incontro virtuale, organizzato dal giardino delle idee di Munafò, dove l’accento è stato posto sulla questione di Viale Verdi e la salvaguardia dell’ambiente.

Le loro liriche offrono uno spunto di riflessione infatti nei confronti della salvaguardia ambientale, che passa anche attraverso progetti di riqualificazione come quello che riguarderà viale Verdi. Tra le iniziative messe in campo per scongiurare l’abbattimento di pini marittimi ed abeti posti nell’area prospiciente asilo nido, scuola materna e centro diurno disabili anche la petizione online promossa da Legambiente firmata in pochi giorni da oltre 400 persone.



Poesia di Rosaria Munafò

Solo

Stanco

Vecchio

Nelle zolle di terreno

arato di mani

In linea d'aria

vicino alla finestra

dietro le tende

verso il futuro

veloce corrono

Metropolitane

Treni veloci

Scie tagliano

Le nuvole

Sotto

Sopra

La terra

Trema il fusto

Falde

sulla corteccia

Solo

Stanco

Vecchio

Regge al passato

vive il presente

Ara il futuro

§

Poesia di Mariella Bernio

Gli alberi sono liriche al cielo

non interrompere la loro preghiera

Gli alberi tendono le braccia verso l'immenso

Non spezzare la loro vita

§

Titoli di coda di Davide Passoni

Quando sarò morto

Per favore, niente cerimonie

Niente vestiti neri e processioni

Niente sguardi bassi e tristi

Nascosti dietro banalissimi

Occhiali da sole,

Ho sempre odiato

Gli occhiali da sole.

 

Non voglio feste,

Di qualunque tipo,

Non voglio funerali plateali

Con gli amici sbronzi

Sulle panche della chiesa,

Riversi a vomitare

Tra le lapidi del cimitero,

O elicotteri che fanno piovere

Petali di rose rosse,

Carrozze e cavalli bianchi

Che sfilano tra la folla.

 

La mia morte dovrà passare

Inosservata,

Non voglio che si sappia

Perché non ci sarebbe nulla

Da sapere:

Nessuno vive in eterno

Ma nessuno muore veramente.

 

Per favore non chiudetemi

Per sempre in una bara:

Io che in pizzeria

Non riesco a stare seduto

Tra due persone

Stretto, bloccato, senza respiro,

Sarei capace di resuscitare

In preda all'ansia di restare chiuso,

Di non avere via d'uscita.

 

Bruciatemi:

Diventerò così calore ed energia

Tepore per i giorni di neve,

Diventerò di nuovo cenere

E gettato nel terreno,

Tanto che sarà più fertile la terra

In cima ad una collina

O nel mezzo di un campo

Non ancora invaso dal cemento

Dei centri commerciali di provincia

O dei parcheggi

Per i centri commerciali di provincia.

 

Dopo qualche decennio

Crescerà un Ailanto

Alto, bello e dalle fronde folte.

 

Nelle giornate estive

Mia nipote ci porterà i suoi nipoti:

Li farà sedere all'ombra

E guarderanno l'orizzonte

Le montagne e le colline,

Non faranno caso ai palazzi

Alle nuvole di fumo delle ciminiere.

 

Forse dormiranno un po'

Ci sarà l'aria leggera

All'ombra dell'Ailanto,

L'aria sarà leggera

Lo sarà di certo

E il tempo si potrà fermare.

 

Questo sì, questo vorrei

Quando sarò morto

Diventare albero.

§

Poesia di Mariella Bernio

Gli alberi sono liriche al cielo

non interrompere la loro preghiera

Gli alberi tendono le braccia verso l'immenso

Non spezzare la loro vita

§

Un solo verso di Ada Crippa

Un solo verso
vorrei distendere
sulla pelle dell'albero
uno
solo
che sappia ritornarmi
il suono
della sua voce
o del suo grido

§

Mani sagge - Inedita di Maria Teresa Tedde

Angoli verdi di età

Bimbi avvolgono corpi di pini

che hanno custodito negli anni

trilli di giochi

di meraviglie

di squillanti risate.

E crescono insieme

alberi e vite umane.

I bimbi mordono il tempo

e gli alberi pronti

a estendere braccia

a proteggere

dai raggi d' un sole

che sbuccia la pelle

a dare respiro buono

anche a chi ha ammorbato

l' aria di tutti.

Carte di burocrazia paludosa

e scopi di falsa efficienza

pronti con la motosega.

Progetti, speranze,

segreti intrecciati

si burlano di attese

di umani bisogni

dal prezzo costoso

che solo anime limpide

possono reggere:

il benessere di cuori

adulti e bambini.

Ma

Occhi e mani sagge

scriveranno decreti di Giusti.

§

Beltà - Inedito di Emanuela Botti

Al fondo dell'albero

nel campo

è un sortilegio di beltà

la viola

All'ombra splendente

d'una foglia carnosa di sole

è nuda

Ho avuto paura mi rubasse gli occhi

così le ho regalato il cuore

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