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Scritto Sabato 30 maggio 2020 alle 09:31

Merate: nella classifica dei migliori amministratori vincono quelli esperti Robbiani e Castelli, bene Procopio e Casaletto

Il momento non è di quelli che lasciano spazio alle facezie. Tuttavia il 26 maggio scorso è caduto il primo anniversario della maggioranza che governa la città di Merate. L'insediamento con la prima seduta del Consiglio comunale è dell'11 giugno, è vero, ma diversi elementi della Giunta attuale erano già presenti nella precedente consigliatura, chi in maggioranza chi in opposizione. Da una parte stavano quelli di Più Merate, dall'altra Prospettiva Comune. Insieme hanno dato vita - con scarsa fantasia - a PiùProspettiva. Dai, però suona bene e calza con lo slogan temporale dal 2019 al 2030, sottotitolo della campagna elettorale. Un auspicio o una minaccia, dipende dal punto di chi osserva.

Andrea Robbiani, Aldo Castelli, Giuseppe Procopio, Alfredo Casaletto

Massimo Panzeri, Franca Maggioni, Fiorenza Albani, Paolo Centemero

La premessa per dire che, seppure con un solo anno di lavoro alle spalle è già possibile esprimere una prima valutazione dei soggetti. Quanto al lavoro fatto, beh al momento non c'è molto su cui riflettere. L'attività è proseguita sui binari bullonati a terra da Andrea Massironi e di fatto, a parte alcuni processi di innovazione tecnologica curati da Andrea Robbiani, non si è visto nulla di nuovo.

L'unico progetto attorno al quale si discute è la stancante riqualificazione di via Verdi, illustrata un paio di settimane fa in Aula dall'ing. Valsecchi, tecnico provinciale, più noto come esperto di strade e rotonde che come progettista illuminato di spazi comuni per una socialità viva e una mobilità sostenibile, seppure attraversati da un'arteria stradale. Ma per quanto l'iter sia arrivato quasi a conclusione le polemiche sono tutt'altro che sopite. Anzi con l'intervento degli architetti vincitori del concorso di idee, si sono rinfocolate. Il progetto dei due professionisti, giustamente premiati, ha trovato uno spazio minimo nel lavoro di Valsecchi, che non comprende né la pista ciclopedonale né l'alberatura. Due elementi che differenziano un bel viale facilmente fruibile dai cittadini in sicurezza, qualunque mezzo abbiano scelto per sportarsi, da uno stradone di periferia.

Purtroppo la volontà degli amministratori in carica sembra essere proprio quella di optare per lo stradone di periferia. Ma forse c'è spazio - favorito o sospinto da ulteriori iniziative - per un ripensamento.

L'emergenza Covid ha fatto segnare il passo ad altri progetti. Mentre le iniziative per l'estate dei ragazzi e la ripresa scolastica vedono l'assessora Franca Maggioni in grave ritardo. L'ex difensore civico non ha mai fatto la gavetta come consigliere eppure, immaginiamo per ragioni politiche, è stata catapultata dalla Lega direttamente sulla poltrona di Giunta. E l'inesperienza si vede. Eccome.

Ma veniamo - finalmente - alla valutazione degli assessori e dei due capigruppo di maggioranza e opposizione. Valutazione naturalmente soggettiva quindi discutibile fino allo sfinimento. Abbiamo redatto come in passato una tabellina con tre indicatori:

- La capacità espressiva

- La competenza sin qui dimostrata

- La capacità di sintesi

A ciascun assessore, sindaco compreso, e ai due capigruppo abbiamo assegnato un punteggio da 1 a 5. Ed ecco quanto abbiamo alla fine convenuto.


Come si nota facilmente il punteggio maggiore è andato a coloro che hanno più anzianità di servizio: Andrea Robbiani che è stato in minoranza in ben due consigliature e sindaco in una terza e Aldo Castelli, vice sindaco dal 1990 al 1995 poi più volte in minoranza, dopo aver rivestito anche ruoli nella sanità negli anni ottanta.

Subito sotto si collocano gli assessori Giuseppe Procopio, vice sindaco, alla sua terza consigliatura e Alfredo Casaletto, anche lui ormai un veterano, anche se quella di assessore è la prima esperienza, per di più alle finanze pur avendo una formazione giuridica. Bene comunque entrambi, pronti alla prossima tornata al salto verso la poltrona più alta.

Più sotto il Sindaco Massimo Augusto Panzeri, cui si riconosce la competenza nel suo comparto dei lavori pubblici ma che difetta di capacità di comunicazione (non è certo una colpa però) e Franca Maggioni, l'assessora di cui dicevamo prima all'istruzione e servizi alla persona.

Un gradino più sotto Fiorenza Albani cui il Sindaco ha assegnato la delega alla Cultura. Un ruolo impegnativo per il quale, forse, la consigliera non è ancora pronta. La delega allo sport, a nostro sommesso parere - assegnata a Casaletto - le sarebbe stata più congeniale.

In fondo alla classifica il capogruppo di maggioranza Paolo Centemero che oltre ad aver infilato diverse gaffe ha voluto - o gli è stato imposta - la carica di relatore di maggioranza senza avere mai calcato il pavimento di un'Aula consiliare. Il ruolo del capogruppo è forse quello più difficile, perché l'incaricato deve presenziare a tutte le sedute di Giunta in modo da saper reggere in Consiglio il confronto con le opposizioni un po' su tutti i temi.

I suoi predecessori, Alfredo Casaletto e prima Ernesto Sellitto avevano (e hanno) esperienza e una cultura generale elevata che ha sempre permesso loro di tenere testa agli avversari. Quando, ad esempio, gli avversari si chiamavano Andrea Robbiani e Andrea valli, cioè due persone di competenza e capacità dialettica indiscusse.

Centemero, sempre a nostro sommesso parere, avrebbe dovuto sedere tra i consiglieri, fare esperienza e poi candidarsi per la carica.

Tuttavia nessuno nasce imparato e l'esperienza la si può fare anche sbagliando. Una pezza, l'assessore delegato, riesce sempre a metterla.

Fine del gioco. Nessuno se la prenda. E' un momentaccio e qualche battuta leggera ci può stare.

C.B.
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