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Scritto Venerdì 29 maggio 2020 alle 13:26

Merate, i vincitori del concorso di idee su Viale Verdi del 2016: i nostri principi erano di sostenibilità su una strada di quartiere


Federico Jappelli (al centro) con il collega del raggruppamento vincitore

con l'assessore Giuseppe Procopio durante la cerimonia di premiazione il 30 marzo 2017

Buongiorno,
Abbiamo ricevuto alcune comunicazioni da parte di vari comitati di cittadini e dai gruppi di opposizione in consiglio comunale che ci hanno informato riguardo i prossimi sviluppi del progetto di riqualificazione del viale, la cui redazione delle fasi definitiva ed esecutiva è stata affidata dal comune agli uffici tecnici della Provincia di Lecco.
Dalla lettura del nuovo progetto, in relazione alla nostra proposta vincitrice del concorso di idee "ViviamoilViale" bandito nel 2016, si evince che la soluzione redatta dalla Provincia abbia risolto la complessità delle distinte e diversificate istanze contenute nel bando di concorso attraverso un approccio esclusivamente viabilistico, riconducendo il trattamento delle criticità esistenti ad alcuni elementi di soluzione dei nodi (rotatorie), alla fluidificazione del traffico veicolare (anche mediante la soppressione degli itinerari ciclabili) e alla rilocalizzazione dell'offerta della sosta veicolare in un'ottica molto concentrata e non diffusa (non rispondendo di fatto alle diverse necessità di domanda generate anche da alcune attività commerciali) ovvero posizionando un ampio parcheggio prossimo al plesso scolastico, con conseguente abbattimento di alcuni alberi importanti e relativa impermeabilizzazione delle superfici.
Rispetto dunque all'oggettivo "scostamento" dell'attuale progetto e la negazione di alcuni principi fondativi delle soluzioni premiate, come estensori di quelle proposte, vorremmo richiamare alcuni capisaldi, i quali ragionavano in un'ottica di sistema ed erano finalizzati innanzitutto a migliorare la vivibilità del viale, come peraltro indicava il titolo stesso del bando oltre alle finalità indicate dall'Amministrazione.
L'approccio proposto in quella sede muoveva infatti dalla definizione di alcuni principi progettuali di sostenibilità e soprattutto dalla consapevolezza di sviluppare criteri di intervento di tipo integrato che considerassero la vocazione prevalentemente urbana di viale Verdi ovvero di una strada di quartiere comprendente una pluralità di funzioni importanti e di pratiche d'uso dei cittadini: una dimensione viabilistica che consentisse di garantire la fluidificazione lenta del traffico in modo da poter essere bilanciata con una dimensione urbanistico - relazionale in cui una molteplicità di funzioni (commerciali, residenziali, attrezzature, servizi e verde pubblico) garantisse la coesistenza e l'integrazione tra pratiche generate da utenti diversi (automobilisti, ciclisti e pedoni in particolare).
 
Le tecniche da utilizzare per raggiungere tali obiettivi sono quelle della Moderazione del Traffico, a partire dalle più consolidate pratiche di origine elvetica, da mettere in campo attraverso strumenti e accorgimenti progettuali di tipo tecnico-geometrico (effettivamente orientati al controllo delle velocità e alla percezione di uno spazio fisico non solo per automobili, ma soprattutto per pedoni e ciclisti) per garantire una ri-organizzazione dello spazio stradale in modo flessibile e adattabile alle diversificate e spesso conflittuali esigenze dei cittadini.
 
Questo nostro contributo non vuole essere inteso come posizione di schieramento e/o di manifesta contrapposizione nei confronti dell'amministrazione comunale o degli apparati tecnici della provincia, bensì come invito a collaborare per preservare il più possibile i principi fondativi della proposta originaria: vuole infatti essere un appello ad un approccio olistico che tenga insieme varie necessità, e che non prescinda dall'aspetto partecipativo che era stato alla base del concorso di idee.
I progettisti Federico Jappelli e Federico Bianchessi
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