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Scritto Venerdì 29 maggio 2020 alle 10:21

Osnago: relazione sullo stato del ponte di via Trieste parla di struttura compromessa

A destare preoccupazione a Osnago non è solo il cavalcavia di via Copernico, ma anche il ponte di via Trieste, che passa sopra il torrente Molgora nei pressi della stazione ferroviaria. Su questa infrastruttura le prime indagini statiche risalgono addirittura al 2017. Da questi e altri accertamenti l'amministrazione aveva deciso di andare a fondo, dando incarico per una progettazione di riqualificazione del manufatto. Intanto aveva imposto il limite di carico massimo di 3,5 tonnellate [clicca QUI]. Il progetto preliminare è stato consegnato a fine 2018, mentre la versione definitiva - affidata allo studio associato "Fumagalli e Zaramella" di Cernusco Lombardone - è di appena un mese fa.



Vista dalla rotatoria della stazione ferroviaria



Vista d’insieme da valle del ponte

Il quadro che ne emerge è tutt'altro che rassicurante. Il ponte di mattoni e pietra risalente presumibilmente agli anni Quaranta è di dimensioni ridotte. Misura 6,5 metri di lunghezza e 7 metri di larghezza. Il costo dell'intervento è però stimato complessivamente in ben 70 mila euro. La struttura è costituita da un'unica arcata a tutto sesto. La volta ribassata scarica le tensioni di compressione, derivanti dai carichi stradali, sulle spalle laterali. Ma proprio ai piedi delle fondazioni, laddove si devono reggere i carichi, si è erosa la struttura a causa dell'azione del corso d'acqua.



Vista d’insieme da monte del ponte


Nei decenni si sono verificati diffusi distaccamenti delle pareti, delle fessurazioni ed espanse colonizzazioni biologiche. "Lo stato di fatto è caratterizzato da un forte degrado della volta, che localmente ha anche compromesso le caratteristiche di sicurezza della struttura" è riportato nella relazione generale. Alcune porzioni dei parapetti in lastre di pietra sono inclinate e a rischio crollo. Vengono trattenute solo dai parapetti in ferro. La relazione tecnica aggiunge: "Si rileva uno stato di degrado diffuso delle malte della volta nella parte superficiale mentre la resistenza a compressione dei mattoni pieni e la resistenza complessiva della muratura pare essere ancora sufficiente alla funzione portante".




 Particolare base arco del ponte

La sistemazione consiste in un restauro conservativo per potenziare la resistenza della struttura. Il cantiere dovrebbe durare cento giorni. Verranno ricucite le crepe e riparati i distaccamenti. Ai piedi del ponte, la parte più fragile, verrà realizzato un basamento di sottofondazione. Si utilizzeranno malte maggiormente resistenti all'erosione dell'acqua. Anche i parapetti saranno messi in sicurezza. Il letto del torrente sarà coperto da pietre di adeguate pezzature per agevolare lo scorrimento dell'acqua, mentre verranno posati massi ciclopici a protezione delle spalle del ponte.




L'intervento lascerà insoluto il rischio di esondazione. Dalla documentazione risulta infatti che "il ponte ha una sezione di passaggio inferiore a quanto necessario per garantire il regolare deflusso dell'onda di piena teorica". Si verificherà solo che la struttura possa reggere a un'eventuale spinta laterale di un'onda di piena.




Particolare parapetto a monte

Settimana prossima si svolgerà il Consiglio comunale a Osnago con la variazione di bilancio. In quella occasione il sindaco Paolo Brivio potrà confermare se l'intervento sarà svolto con fondi propri, finanziati già nel 2020. Una volta aperto il cantiere, i lavori dovrebbero durare cento giorni.
M.P.
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